FIN Calabria, Antonio Gigliotti sfiducia il Comitato regionale: “serve un profondo cambiamento”

Il componente del Consiglio regionale denuncia la distanza dalle esigenze delle società sportive e chiede maggiore ascolto, equità e sostegno per tutto il movimento natatorio calabrese

Una gestione che non sarebbe riuscita a garantire un rapporto di fiducia con tutte le società affiliate, una crescente distanza dalle difficoltà quotidiane dei gestori degli impianti e la necessità di un profondo cambiamento nei metodi e negli indirizzi del Comitato. Sono queste le principali criticità evidenziate da Antonio Gigliotti, componente del Consiglio regionale della FIN Calabria, che ha formalizzato la propria sfiducia nei confronti dell’attuale gestione del Comitato e della sua Presidenza.

Una presa di posizione maturata dopo mesi di incontri, confronti e tentativi di mediazione e che Gigliotti aveva già manifestato pubblicamente nel corso dell’incontro con le società sportive tenutosi il 10 ottobre a Lamezia Terme.

Il suo ingresso nel Consiglio regionale, spiega, era stato motivato dalla volontà di contribuire a ricomporre le divisioni esistenti tra la dirigenza e una parte del movimento natatorio calabrese, favorendo il dialogo e ristabilendo un rapporto di fiducia. Un obiettivo che, tuttavia, ritiene non sia stato raggiunto.

Gigliotti ricorda di aver accettato l’incarico con la delega ai rapporti con le società, chiarendo fin dall’inizio la propria indipendenza di giudizio. “Non sarei mai stato l’uomo del Presidente, né il rappresentante di una corrente o di un gruppo di società“, sottolinea, ribadendo che il suo unico riferimento avrebbe dovuto essere “tutte le società sportive calabresi, nessuna esclusa“.

Nel corso dei colloqui con presidenti e dirigenti, il consigliere afferma di aver raccolto un malcontento diffuso, già emerso in occasione della precedente assemblea di Cosenza, quando l’approvazione del bilancio era arrivata con uno scarto di pochi voti. Un segnale che, a suo giudizio, avrebbe dovuto indurre il Consiglio regionale a una riflessione più approfondita.

L’incontro del 10 ottobre a Lamezia Terme avrebbe ulteriormente confermato questa situazione. Secondo Gigliotti, le testimonianze raccolte non sarebbero riconducibili a singole contestazioni, ma a una più ampia difficoltà nel rapporto tra il Comitato e diverse società affiliate, alcune delle quali avrebbero manifestato la sensazione di non essere sufficientemente ascoltate e sostenute.

“Non possono esistere società di serie A e società di serie B“, afferma, evidenziando come un organismo regionale debba garantire pari attenzione a tutte le realtà del territorio, senza privilegi o preferenze territoriali.

Tra le questioni sollevate, particolare rilievo assume la sostenibilità economica degli impianti natatori. L’aumento dei costi energetici, le spese di manutenzione e quelle per il personale e i servizi rappresentano, secondo Gigliotti, una difficoltà crescente per le società che ogni giorno garantiscono attività sportiva, formazione e aggregazione sociale.

Da qui le domande rivolte alla dirigenza regionale sull’effettivo sostegno offerto alle affiliate e sulle iniziative promosse per rappresentarne le esigenze presso le istituzioni, ricercando agevolazioni e strumenti utili ad affrontare le difficoltà economiche. Un impegno che, a suo giudizio, sarebbe stato insufficiente rispetto alle necessità del movimento.

Gigliotti sostiene inoltre di aver segnalato queste criticità alla Presidenza già nei mesi precedenti, richiamando l’attenzione sul disagio crescente e sulla necessità di aprire un confronto autentico con tutte le società. Pur precisando di essere entrato nel Consiglio soltanto da pochi mesi, riconosce la propria parte di responsabilità in quanto componente dell’organismo regionale, ma ritiene che sia arrivato il momento di assumere una posizione chiara.

“Non sono entrato nel Consiglio regionale per occupare una poltrona, per difendere interessi particolari o per avallare decisioni che non condivido“, dichiara, ribadendo di aver creduto nella possibilità di costruire un Comitato realmente rappresentativo dell’intero territorio calabrese.

La formalizzazione della sfiducia nella Presidenza e nell’attuale gestione del Comitato regionale FIN Calabria rappresenta, dunque, l’esito di un percorso che Gigliotti definisce segnato dalla delusione, ma anche dalla volontà di non sottrarsi alle proprie convinzioni. La sua richiesta è quella di un cambiamento profondo nei metodi di gestione e nel rapporto con le società affiliate.

“La fiducia non si conquista contando i voti, ma dimostrando ogni giorno di essere al servizio di tutti“, afferma, sostenendo che la rappresentanza di un movimento sportivo non possa esaurirsi nella sola maggioranza numerica.