Fazzolari indica due possibili scadenze, entrambe collocate nel 2027, spiegando che l’eventualità di tornare alle urne in giugno potrebbe offrire al successivo esecutivo condizioni più favorevoli per affrontare uno degli appuntamenti fondamentali dell’attività di governo: la preparazione della legge di bilancio. “Non dipende solo da noi. Ma ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”. Le parole del sottosegretario aprono quindi a una prospettiva concreta nel dibattito politico: anticipare di alcuni mesi il ritorno alle urne rispetto alla conclusione ordinaria della legislatura. Non si tratta, però, dell’annuncio di una decisione già assunta. Fazzolari precisa che la scelta non dipende esclusivamente dal governo e che entrambe le ipotesi restano possibili.
Giorgia Meloni al Quirinale nel 2028? Fazzolari esclude l’ipotesi immediata
L’altra questione centrale dell’intervista riguarda il futuro istituzionale di Giorgia Meloni e la possibilità che la presidente del Consiglio possa diventare, un giorno, presidente della Repubblica. Fazzolari affronta direttamente il tema, escludendo che il Quirinale rappresenti un obiettivo immediato della premier. “Non credo che sia nelle sue ambizioni. A un certo punto immagino sarà la figura più adatta, ma di certo non nel 2028”. Il riferimento all’anno non è casuale: è l’anno in cui è prevista, salvo eventi anticipati, la conclusione del secondo mandato di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica.
Quirinale 2028, Fazzolari immagina un presidente conservatore ma inclusivo
Il sottosegretario affronta anche il profilo politico che, a suo giudizio, dovrebbe caratterizzare il successore di Sergio Mattarella. La figura auspicata da Fazzolari è quella di un presidente della Repubblica: “conservatore ma il più possibile inclusivo”. La scelta del successore di Mattarella richiederà dunque un confronto tra le diverse forze parlamentari, indipendentemente dalle preferenze espresse dai singoli esponenti politici. Fazzolari mostra comunque di prevedere una reazione critica delle opposizioni a un eventuale candidato riconducibile al centrodestra, affermando che la sinistra: “urlerà comunque allo scandalo”.
Meloni leader di Fratelli d’Italia: Fazzolari la considera insostituibile
Nell’intervista emerge con forza anche il giudizio di Fazzolari sulla posizione di Giorgia Meloni all’interno di Fratelli d’Italia e, più in generale, nel panorama politico nazionale. Il sottosegretario descrive la premier come “il primo presidente del Consiglio della Terza Repubblica”. Una definizione politica che attribuisce all’esperienza del governo Meloni un significato di discontinuità rispetto alle precedenti stagioni della politica italiana. Fazzolari si sofferma quindi sulla questione della successione alla guida del partito. Alla domanda sulla possibilità di individuare una personalità capace di sostituire Meloni, risponde: “a oggi nessuno è completo come lei, non solo all’interno di Fratelli d’Italia”.
Elezioni 2027, Fazzolari indica Elly Schlein come principale sfidante di Meloni
Un altro passaggio significativo riguarda il possibile confronto politico alle prossime elezioni. Fazzolari individua in Elly Schlein, segretario del Partito Democratico, il principale sfidante di Giorgia Meloni. La sua valutazione si fonda su una precisa interpretazione dei rapporti di forza all’interno delle coalizioni. “Il segretario del Pd, Elly Schlein, perché è così che funziona nelle coalizioni, quando non sono soltanto cartelli elettorali: il capo del partito più votato è il leader”, sottolinea.
Fazzolari chiude a Roberto Vannacci: “nessuna alleanza con Futuro Nazionale”
Tra le dichiarazioni più nette dell’intervista figura quella che riguarda Roberto Vannacci e l’eventualità di una collaborazione politica con la formazione a lui riconducibile. Fazzolari esclude apertamente questa possibilità, accostando Vannacci a Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle. “È uguale all’ex premier, non ci alleiamo con chi concepisce la politica in modo opportunistico”. Si tratta di un giudizio politico molto duro, che il sottosegretario esprime sulle caratteristiche e sulle modalità d’azione dei due leader. La dichiarazione assume un significato particolare in vista delle prossime elezioni, perché riguarda direttamente il tema delle alleanze nel centrodestra. Fazzolari lascia intendere che Fratelli d’Italia non consideri una collaborazione con Vannacci compatibile con la propria impostazione politica.
Interferenze russe nelle elezioni italiane: l’allarme di Fazzolari sulla disinformazione
L’intervista affronta anche un tema che coinvolge direttamente la sicurezza democratica e la protezione del processo elettorale: il rischio di interferenze straniere. Fazzolari richiama in particolare le attività di disinformazione attribuite alla Russia, ritenendole un potenziale fattore di condizionamento del dibattito pubblico italiano. “Il rischio è concreto, la disinformazione russa opera anche in Italia”. La dichiarazione indica una preoccupazione per la diffusione di contenuti e narrazioni che possano influenzare l’opinione pubblica durante una campagna elettorale.
Ci sono uomini di Putin nella politica italiana? La risposta del sottosegretario
Il confronto sulla Russia prosegue con una domanda ancora più esplicita: esisterebbero esponenti politici italiani riconducibili direttamente agli interessi di Vladimir Putin? La risposta di Fazzolari è particolarmente netta: “no, solo opportunisti di basso livello”. Il sottosegretario distingue così, nella propria valutazione, tra l’esistenza di una rete di agenti politici direttamente legati al Cremlino e la presenza di soggetti che potrebbero utilizzare determinate posizioni internazionali per convenienza politica.
