“È vietato inneggiare ad Hamas?” bufera a sinistra su Acerbo, malumori PD. Sensi: “gli abbiamo pure prestato un senatore”

Le parole del segretario di Rifondazione comunista sul caso Youssef Shier scatenano uno scontro politico. Calenda attacca Schlein, mentre nel Partito Democratico cresce il malumore per il passaggio di Andrea Crisanti al gruppo Misto, che potrebbe favorire il Prc

È scontro politico dopo le dichiarazioni del segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, sul caso di Youssef Siher, l’uomo accusato di essere l’animatore della pagina Instagram “17 ottobre” e attualmente chiamato a rispondere di reati molto gravi. A scatenare la polemica sono state alcune affermazioni pubblicate da Acerbo su X, nelle quali il leader del Prc ha difeso la liceità dell’espressione di determinate posizioni politiche, arrivando a chiedere: “quindi? è vietato inneggiare a Hamas?”.

Parole che hanno immediatamente provocato durissime reazioni nel Partito Democratico e tra gli esponenti dell’opposizione, riaprendo una questione particolarmente delicata anche per gli equilibri delle alleanze politiche. Al centro dello scontro non ci sono soltanto le dichiarazioni su Hamas e sul 7 ottobre, ma anche il recente passaggio del senatore Andrea Crisanti dal Pd al gruppo Misto, con possibili conseguenze per la partecipazione di Rifondazione comunista alle competizioni elettorali.

Acerbo difende le proprie posizioni: “inneggiare al 7 ottobre non è un reato”

La vicenda nasce dalla discussione sui social relativa alle accuse nei confronti di Youssef Shier. Il segretario di Rifondazione comunista ha contestato la rappresentazione del caso, sostenendo che le accuse assumessero i contorni di un “mostro in prima pagina”. Nel corso della discussione su X, Acerbo ha scritto: “quindi? è vietato inneggiare a Hamas?”.

Successivamente ha aggiunto un’altra dichiarazione destinata ad alimentare ulteriormente la polemica: “Inneggiare al 7 ottobre non è un reato. C’è chi inneggia a Israele e chi inneggia a Hamas. In una democrazia è assolutamente lecito”.

Le affermazioni hanno riportato al centro del dibattito il confine tra libertà di espressione, manifestazione delle opinioni politiche e rilevanza penale di determinate condotte. Ma la controversia si è rapidamente spostata anche sul terreno delle responsabilità politiche e dei rapporti tra le forze dell’opposizione.

Il caso Crisanti e l’accordo che potrebbe favorire Rifondazione comunista

A rendere la vicenda particolarmente delicata per il Partito Democratico è una decisione annunciata proprio venerdì dal senatore Andrea Crisanti, che ha comunicato il proprio passaggio al gruppo Misto, aderendo a una componente parlamentare che potrebbe assumere un ruolo importante per Rifondazione comunista.

Attraverso un’intesa e un’associazione con il Prc a livello locale, questa operazione potrebbe infatti consentire al partito guidato da Acerbo di ridurre il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste elettorali, agevolandone la partecipazione alle competizioni locali nell’ambito della coalizione del Campo Largo.

Una prospettiva che, alla luce delle dichiarazioni di Acerbo su Hamas, ha provocato malumori e critiche anche all’interno dello stesso Pd. La questione riguarda dunque non soltanto le parole del segretario di Rifondazione comunista, ma anche l’opportunità politica di favorire un partito le cui posizioni stanno suscitando una polemica tanto accesa.

Calenda attacca Schlein e il Pd: “non siete meglio di chi sostiene Casapound”

Tra le reazioni più dure c’è quella del leader di Azione, Carlo Calenda, che ha contestato direttamente le affermazioni di Acerbo, chiamando in causa anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e la scelta politica legata alla vicenda Crisanti.

Calenda ha dichiarato: “non è vietato. È solo immorale, incoerente e irresponsabile. Come inneggiare a Putin. Ma voi “comunisti” oramai inneggiate a qualsiasi cosa – fascisti, estremisti islamici, terroristi – sia antidemocratico. Complimenti ad Elly Schlein e al Pd per aiutare questa gente ad entrare in Parlamento. Non siete meglio di chi sostiene Casapound”.

Un attacco che allarga il perimetro della controversia e mette direttamente in discussione le scelte di alleanza del Partito Democratico, accusato da Calenda di favorire politicamente Rifondazione comunista nonostante le posizioni espresse dal suo segretario.

Filippo Sensi contro Acerbo: “gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno”

La polemica coinvolge anche esponenti dello stesso Partito Democratico. Particolarmente significativa è la reazione di Filippo Sensi, esponente dell’area moderata dem, che ha criticato apertamente Acerbo e, indirettamente, l’operazione politica legata al trasferimento di Andrea Crisanti al gruppo Misto.

Il commento di Sensi è durissimo: “Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno”. Una frase che evidenzia il malcontento presente in una parte del Pd per una scelta che potrebbe agevolare Rifondazione comunista proprio mentre il suo segretario è al centro di uno scontro politico sulle dichiarazioni relative a Hamas.

Il riferimento al senatore riguarda appunto Andrea Crisanti e il possibile vantaggio elettorale che la sua nuova collocazione parlamentare potrebbe offrire al Prc.

Rifondazione comunista presenta ricorso contro la nuova legge elettorale

La controversia esplode inoltre in una giornata importante per le iniziative politiche e istituzionali di Rifondazione comunista. Proprio oggi, infatti, il Prc presenta un ricorso contro la nuova legge elettorale, aggiungendo un ulteriore elemento al confronto sulle regole di partecipazione alle elezioni.

La vicenda intreccia così il caso giudiziario di Youssef Shier, le dichiarazioni di Maurizio Acerbo, le tensioni interne al Pd e gli equilibri del Campo Largo. Al centro resta la questione politica sollevata dalle parole del segretario di Rifondazione comunista e dalle reazioni di Calenda e Sensi, mentre il passaggio di Crisanti al gruppo Misto rischia di diventare un nuovo terreno di scontro tra le diverse anime dell’opposizione.