In una straordinaria location, come quella di Giardini Naxos, si è svolta, domenica 27 Settembre, la premiazione del Concorso “Mare Nostrum Mediterraneo 2026” indetto dall’Accademia Euromediterranea delle Arti di Messina, nella persona della Presidente, dott.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, e del vice – Presidente, dott. Gennaro Galdi. Un evento straordinario, che ha coniugato, con grande maestria, poesia in lingua italiana, poesia dialettale, racconti brevi, articoli giornalistici, pittura e fotografia.
Insomma, un tripudio di cultura e bellezza che, nelle diverse forme dell’Arte, hanno reso omaggio al nostro leggendario Mar Mediterraneo, alla sua storia, alle tante emozioni che continua a suscitare, ai tanti eventi che lo hanno visto come inevitabile scenario. In questo inno al “Mare Nostrum” il componimento in versi “La Voce del Mare” della poetessa locrese Luisa Totino, che ha ricevuto il Diploma d’Onore, si è distinto per la sua profondità emotiva, attraverso la quale il suono delle onde diventa sottofondo esistenziale, che accompagna, con ardimento, l’intera vita di tutti coloro che sono nati vicino al nostro mare.
“Ti plasma, ti scompiglia, ti lascia e ti ripiglia e il cuore diventa una conchiglia”. In questi versi è racchiusa l’essenza della lirica. La vita segue il flusso altalenante delle onde del mare e della loro voce, tra gioie, dolori, cadute e risalite, tra nostalgie e conquiste attuali. E anche quando ci si trova distanti da quella voce o la si cerca di silenziare, essa ritorna, richiama, affascina, a ricordare quel posto speciale nell’immensità del mare, perché il legame con esso, dal momento della nascita, è e resterà indissolubile fino al momento della fine del cammino, quando tutto della vita verrà adagiato nei suoi abissi, perché venga restituito all’Eternità, per celebrare ciò esso ha lasciato nel mondo.
Ancora una volta Totino, con la sua poetica, ha raggiunto quel confine che unisce materia e spirito, usando i versi come chiavi per aprire le emozioni e permettere ad esse di riversarsi nel mondo, a svelarne la sua bellezza e straordinarietà, riflesso di un Bene che non conosce confini. “Il mare è un trattato di pace tra la stella e la poesia”. (Alain Bosquet)
La voce del mare
La voce del mare,
quel suono inconfondibile
dei flutti che si rincorrono
e rinfrangono,
e che in un caldo pomeriggio estivo
cullarono la mia nascita
con il loro motivo.
Quando inizi la tua esistenza
vicino al mare
la sua voce te la porti dentro
con ardimento.
Ti plasma, ti scompiglia,
ti lascia e ti ripiglia
e il cuore diventa una conchiglia
dove ascoltare la sua meraviglia,
quella del tempo spensierato
dell’infanzia,
quando, tra schizzi e scherzi,
le onde ti accompagnavano
come amiche di gioco,
come compagne
leali e fedeli,
che ti fanno scoprire
la beltà nella sua profondità.
La voce del mare
non è solo un ricordo
da amare,
in ogni momento della vita
torna a farsi sentire,
a bussare con ardore,
a far comprendere
che tanti momenti
vengono trascinati via
dalla nostalgia,
ma altrettanti
vengono offerti
sulla spiaggia dell’anima
come preziose opportunità
per continuare a sperare, sognare e amare,
prima di seguirla per sempre
nel tratto finale,
per lasciarsi andare
a quel richiamo
ancestrale e viscerale
che solo questo nostro mare sa dare,
e ritrovare quel posto
speciale, riservato a tutti coloro
che di mare son fatti
e al mare son ricondotti.

