Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto sulla sicurezza e il contrasto alla criminalità minorile. La decisione è arrivata oggi, martedì 20 ottobre, nell’ambito dei lavori del Governo dedicati alle misure in materia di ordine pubblico e prevenzione dei fenomeni criminali. Il provvedimento rappresenta un nuovo intervento dell’esecutivo sul tema della sicurezza pubblica, con particolare attenzione alla criminalità che coinvolge i minori. Il testo del decreto era stato inserito all’ordine del giorno della riunione del Consiglio dei ministri, convocata per esaminare le nuove disposizioni in materia di sicurezza. Nelle ore precedenti si erano svolti confronti tecnici a Palazzo Chigi per approfondire le misure oggetto del provvedimento e definire gli aspetti ancora in discussione.
Le principali novità inserite nel decreto sicurezza varato nel Cdm
Il Consiglio dei ministri ha esaminato e approvato un pacchetto di disposizioni più severe per contrastare le aggressioni di gruppo e i danneggiamenti organizzati emersi durante i recenti scontri di piazza. Tra le principali novità inserite nel decreto sicurezza figurano:
Arresto in flagranza differita: la misura consente di procedere all’arresto anche in un momento successivo ai disordini, sulla base di prove video e fotografiche che documentano l’identità dei responsabili.
Nuovo reato di “partecipazione violenta”: viene introdotta una specifica fattispecie penale per punire chi prende parte attivamente a tumulti e violenze collettive durante le manifestazioni pubbliche.
Aggravanti specifiche: scattano sanzioni più pesanti per i reati di devastazione, saccheggio e attentato a impianti di pubblica utilità commessi nel contesto di cortei e proteste.
Dl sicurezza, Meloni: “chi rompe paga e se è minore pagano i suoi genitori”
“Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare, per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”, ha detto il premier Giorgia Meloni al termine del Cdm. “Oggi nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione“, ha detto il premier. “Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”, evidenzia.
Con questo provvedimento applichiamo “un principio semplice: chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”, ha detto Meloni. “Come funziona? Se il danno è a un bene pubblico, una pensilina, un semaforo, una camionetta, il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento. Se il danno è a un privato, una vetrina, un negozio, un’auto, il proprietario va dal giudice ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo”, puntualizza. “Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni – ha proseguito Meloni – lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio, cioè si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente. E il fermo preventivo che finora valeva solamente per gli adulti si potrà applicare anche ai minorenni”.
“Voglio essere chiara: non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce”, ha detto ancora Meloni. “Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura. Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma”, aggiunge.
Meloni: “non c’è idea politica che possa giustificare la devastazione di un negozio”
“Voglio essere chiara: non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce. Dietro quella vetrina – ha affermato Meloni – c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura. Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità. E la risposta dello Stato deve essere ferma”.
Nordio: “fino a 12 anni per chi usa i social per promuovere manifestazioni violente”
“C’è una fattispecie autonoma di reato punita da 4 ai 12 anni per chiunque anche mediante strumenti informatici o telematici promuove la formazione di un gruppo per queste manifestazioni violente”. Lo ha detto il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il Cdm, in merito al decreto per le nuove norme di sicurezza.
