Da Reggio Calabria a Roma, Angela Latella guida il confronto nazionale sul futuro del counseling

La presidente nazionale di A.N.Co.Re. sarà nella Capitale il 3 ottobre per la prima edizione del Festival del Counseling e il 4 ottobre per l’Assemblea annuale dei soci: al centro relazioni, ascolto, intelligenza artificiale, territori e nuove sfide della professione

Da Reggio Calabria a Roma per rappresentare una comunità professionale che attraversa l’Italia da Nord a Sud e per aprire un confronto sul ruolo del counseling in una società attraversata da profondi cambiamenti sociali, relazionali e tecnologici. È il viaggio che attende Angela Latella, presidente nazionale di A.N.Co.Re. – Associazione Nazionale Counseling Relazionale, in occasione di due appuntamenti in programma nella Capitale: il 3 ottobre la prima edizione del Festival del Counseling e il 4 ottobre l’Assemblea annuale dei soci A.N.Co.Re. Due giornate che riuniranno counselor, scuole, professionisti e rappresentanti territoriali provenienti da diverse regioni italiane, con l’obiettivo di riflettere sul presente e sul futuro della professione e sul contributo che il counseling può offrire in un contesto segnato da trasformazioni sempre più rapide. Per Latella, reggina, il viaggio verso Roma assume anche un significato simbolico e istituzionale: partire dal Sud per rappresentare una rete professionale di dimensione nazionale, valorizzando competenze e percorsi maturati nei territori.

“Partire da Reggio Calabria e arrivare a Roma per rappresentare professionisti provenienti da tutta Italia – afferma Angela Latella – è qualcosa che sento profondamente. Mi ricorda che i territori non sono periferie, ma luoghi nei quali esistono competenze, capacità, esperienze e risorse che devono essere riconosciute e messe in rete”. Un messaggio che lega il ruolo nazionale della presidente A.N.Co.Re. alla valorizzazione delle realtà locali e, in particolare, del Mezzogiorno. L’idea alla base del percorso è che le professionalità non debbano essere considerate marginali in base alla loro provenienza geografica, ma inserite in una rete capace di far dialogare esperienze differenti e trasformarle in occasioni di crescita comune.

Il counseling di fronte ai cambiamenti della società

La prima edizione del Festival del Counseling nasce dalla volontà di interrogarsi su come la professione possa evolvere in una società nella quale i cambiamenti avvengono con una velocità crescente. Tecnologie digitali e intelligenza artificiale stanno modificando il modo di lavorare, comunicare e costruire relazioni, mentre emergono nuove forme di solitudine, disorientamento e difficoltà relazionale. È proprio in questo scenario che, secondo Angela Latella, il counseling deve riuscire a rinnovare la propria presenza e il proprio rapporto con la società, evitando una posizione difensiva e scegliendo invece di stare nei luoghi nei quali nascono e si manifestano i nuovi bisogni.

“Non credo che il futuro della nostra professione debba essere costruito mettendoci in difesa – sottolinea Latella –. Dobbiamo piuttosto essere counselor in mezzo alla gente: nei territori, nelle comunità, nelle organizzazioni. Dobbiamo ascoltare quello che sta accadendo e comprendere quali bisogni reali stanno emergendo nella vita delle persone”. Il Festival diventerà quindi uno spazio di confronto su relazioni, ascolto, cambiamento, nuove tecnologie, etica professionale, comunità e futuro della professione, con l’obiettivo di leggere in maniera concreta le trasformazioni che stanno modificando la vita quotidiana e il modo stesso di costruire rapporti personali e professionali.

“Essere continuamente connessi non significa necessariamente essere capaci di incontrarsi – continua Latella –. Oggi possiamo comunicare in ogni momento e, nello stesso tempo, fare sempre più fatica ad ascoltarci, attraversare un conflitto, riconoscere ciò che proviamo o costruire relazioni significative. Il counseling ha nell’ascolto e nella relazione una competenza che può avere un valore importante anche per la società contemporanea”. Il tema centrale diventa dunque il rapporto tra connessione tecnologica e qualità delle relazioni, in una fase storica nella quale la possibilità di comunicare in maniera continua non coincide necessariamente con una maggiore capacità di ascolto, comprensione reciproca e gestione dei conflitti.

Non solo una professione, ma una cultura della relazione

Per A.N.Co.Re. promuovere il counseling significa anche contribuire alla diffusione di una cultura fondata su ascolto, consapevolezza, responsabilità e valorizzazione delle risorse personali. Il counselor opera attraverso una relazione professionale che non propone soluzioni precostituite e non si sostituisce alle scelte della persona, ma favorisce processi di consapevolezza, autodeterminazione e riconoscimento delle proprie risorse. Un approccio che, nella visione dell’associazione, deve essere raccontato con chiarezza anche all’esterno della comunità professionale, definendone con precisione funzioni e confini.

“Dobbiamo essere molto chiari sui nostri confini professionali – precisa la Presidente – ma non possiamo costruire la nostra identità soltanto dicendo ciò che non siamo. Una professione cresce quando riesce a raccontare con chiarezza ciò che sa fare e il contributo che può offrire alle persone e alla comunità”. Per A.N.Co.Re., quindi, la crescita del counseling passa anche dalla capacità di definire positivamente le proprie competenze, spiegando quale possa essere il valore dell’ascolto e della relazione professionale nella vita delle persone, nei territori e nelle organizzazioni.

Il valore dei territori e il ruolo della Calabria

Uno degli aspetti sui quali A.N.Co.Re. sta investendo maggiormente è il rapporto con i territori attraverso la propria rete di Referenti Territoriali. L’obiettivo è favorire una presenza professionale capace di intercettare esigenze, opportunità e risorse locali, creando connessioni tra professionisti, istituzioni, realtà associative e comunità. In questa prospettiva, il ruolo della Calabria assume per Angela Latella anche un significato più ampio: dimostrare che dal Sud possono partire esperienze e idee capaci di entrare pienamente nel confronto nazionale.

“Il Sud ha bisogno anche di questo – osserva Angela Latella –: riconoscere le proprie competenze e smettere di considerarle marginali rispetto ai grandi centri nazionali. Dalla Calabria possono partire esperienze, professionalità e idee capaci di dialogare con il resto del Paese. Essere Presidente nazionale partendo da Reggio Calabria rappresenta per me anche questa responsabilità”. Una visione nella quale l’associazionismo professionale non coincide esclusivamente con la rappresentanza istituzionale, ma viene concepito come uno strumento per creare collegamenti, opportunità e occasioni di crescita, sostenendo in particolare i professionisti nei diversi contesti territoriali.

“Credo in un’associazione che non lasci soli i professionisti. Un’associazione deve stare accanto alle persone che rappresenta, creare occasioni di crescita, offrire servizi, costruire relazioni e aiutare i territori a riconoscere e attivare le proprie risorse”. L’obiettivo indicato da Latella è quindi quello di costruire una rete capace di accompagnare i professionisti e, contemporaneamente, di mettere in relazione esperienze differenti, rafforzando il ruolo dei territori e favorendo una maggiore capacità di collaborazione tra le diverse realtà presenti nel Paese.

Due giornate a Roma per guardare al futuro

Il Festival del Counseling del 3 ottobre, aperto anche ai counselor non associati A.N.Co.Re., sarà una giornata di confronto e aggiornamento professionale. L’appuntamento si terrà a Roma, all’Hotel Universo, dalle ore 9.00 alle 18.30 e prevede il riconoscimento di crediti formativi. Il giorno successivo, 4 ottobre, si svolgerà invece l’Assemblea annuale dei soci A.N.Co.Re., durante la quale saranno presentati il lavoro portato avanti nell’ultimo anno e le prospettive future dell’associazione. Due momenti distinti ma collegati: il primo rivolto al confronto con i cambiamenti della società e della professione, il secondo alla vita interna dell’organizzazione e alle esigenze dei soci e dei territori.

“Questi due appuntamenti – conclude Latella – rappresentano bene il senso del lavoro che stiamo facendo. Da una parte guardare fuori, alla società e ai cambiamenti che ci chiedono di evolvere. Dall’altra guardare dentro la nostra organizzazione, renderla sempre più capace di rispondere alle esigenze dei soci e dei territori. Non sento il ruolo di Presidente come una posizione, ma come una responsabilità verso una comunità professionale”. Una responsabilità che, nelle parole della presidente nazionale, parte da Reggio Calabria ma punta a costruire un confronto capace di coinvolgere l’intero Paese.

“Parto da Reggio Calabria con questo pensiero: l’Italia possiede competenze straordinarie da Nord a Sud. Il nostro compito è farle incontrare. Perché una professione cresce quando le persone smettono di sentirsi sole e cominciano a costruire insieme”. È questo il messaggio con cui Angela Latella si prepara ai due appuntamenti romani, portando nella Capitale una visione che lega futuro della professione, innovazione, ascolto e valorizzazione dei territori, con la convinzione che la crescita del counseling passi anche dalla capacità di costruire reti professionali solide e diffuse.locandina festival counseling