Le mani possono salvare una vita, anche quando gli occhi non possono vedere. È questo il principio alla base di “TOCCA LA VITA® – Le mani possono salvare. Sempre.”, l’innovativo progetto di formazione al primo soccorso dedicato alle persone cieche e ipovedenti, che il 15 ottobre ha preso forma a Crotone grazie alla collaborazione tra sanità pubblica, formazione specialistica e associazionismo.
L’iniziativa è stata promossa da SIMEUP Crotone, dall’UOSD Oculistica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone e dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, con l’obiettivo di rendere accessibile l’apprendimento delle manovre salvavita, valorizzando l’autonomia, le capacità individuali e la partecipazione attiva delle persone con disabilità visiva.
Il corso si è svolto presso la sede territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mario Nicoletta 77, attraverso un percorso formativo strutturato per consentire ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze nel riconoscimento delle emergenze, nella rianimazione cardiopolmonare dell’adulto e del bambino e nell’utilizzo del defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (DAE).
Un’esperienza che va oltre la formazione sanitaria tradizionale e introduce una riflessione più ampia sul concetto di inclusione sociale, con l’ambizione di trasformarsi in un modello replicabile su scala nazionale.
Da persone da soccorrere a potenziali soccorritori: il significato del progetto
Alla base di Tocca la Vita c’è un principio preciso: la disabilità visiva non deve rappresentare una condizione di esclusione dall’apprendimento delle manovre salvavita.
Le persone cieche e ipovedenti vengono spesso considerate prevalentemente come destinatarie di assistenza. Il progetto propone invece un cambiamento di prospettiva, riconoscendo loro la possibilità di acquisire competenze per prestare aiuto agli altri, nelle condizioni che consentano di intervenire in sicurezza.
Si tratta di un passaggio culturale che mette al centro le potenzialità della persona, anziché i suoi limiti, trasformando la formazione in uno strumento di autonomia, responsabilità e cittadinanza attiva.
L’obiettivo non è ignorare le difficoltà che una persona con disabilità visiva può incontrare durante un’emergenza, ma sviluppare metodologie di insegnamento accessibili, capaci di trasmettere conoscenze e procedure che normalmente vengono illustrate attraverso dimostrazioni visive.
Per questo motivo, il percorso ha valorizzato il tatto, l’ascolto, l’orientamento e la ripetizione delle manovre, consentendo ai partecipanti di avvicinarsi concretamente alle tecniche di primo soccorso.
La collaborazione tra SIMEUP, ASP di Crotone e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione tra diverse professionalità e istituzioni, che hanno contribuito a sviluppare un modello formativo rispondente alle specifiche esigenze delle persone con disabilità visiva.
Un ruolo centrale è stato svolto dall’UOSD Oculistica dell’ASP di Crotone, diretta dal dott. Gennaro Crugliano, che ha sostenuto l’iniziativa riconoscendone il valore sanitario, educativo e sociale.
La partecipazione della struttura specialistica si inserisce in una concezione dell’assistenza sanitaria che non si limita alla diagnosi e al trattamento delle patologie oculari, ma comprende anche la promozione dell’autonomia, il miglioramento della qualità della vita e l’integrazione sociale.
Tra i promotori figura Daniele Ermanno, che ha contribuito alla realizzazione del progetto attraverso una duplice competenza professionale: quella di Coordinatore delle Professioni Sanitarie dell’UOSD Oculistica dell’ASP di Crotone e quella di Formatore Nazionale SIMEUP.
Questa combinazione di competenze ha favorito l’integrazione degli aspetti sanitari, organizzativi e formativi, permettendo di elaborare un percorso didattico attento sia alle necessità individuali dei partecipanti sia alla corretta applicazione delle tecniche di primo soccorso.
Per SIMEUP Crotone hanno partecipato alla progettazione e alla realizzazione delle attività formative il dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, e la dott.ssa Anna Maria Sulla.
Determinante anche il contributo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, che ha collaborato all’individuazione delle esigenze di accessibilità e alla definizione di un approccio didattico rispettoso delle caratteristiche e delle capacità dei partecipanti.
La sinergia tra queste realtà ha permesso di mettere insieme competenze sanitarie, esperienza formativa e conoscenza diretta delle esigenze delle persone con disabilità, dando vita a un’iniziativa dal significativo valore educativo e sociale.
Un istruttore, un manichino e un defibrillatore per ogni partecipante
Una delle principali caratteristiche innovative di Tocca la Vita riguarda l’organizzazione delle esercitazioni pratiche, basata su un modello di insegnamento individualizzato.
Per ciascun partecipante sono stati previsti un istruttore dedicato, un manichino per la rianimazione cardiopolmonare e un DAE trainer, il dispositivo utilizzato per simulare l’impiego di un defibrillatore.
Questa scelta ha permesso di costruire un rapporto diretto tra formatore e discente, garantendo a ognuno il tempo necessario per conoscere gli strumenti, comprendere le procedure ed esercitarsi con continuità.
Gli istruttori hanno potuto adattare le spiegazioni alle esigenze individuali, utilizzare un linguaggio descrittivo appropriato e accompagnare i partecipanti nell’esplorazione tattile dei materiali, verificando progressivamente la corretta esecuzione delle manovre.
Attraverso il manichino individuale, i discenti hanno avuto la possibilità di familiarizzare con i punti di riferimento anatomici, individuare il centro del torace e apprendere le tecniche di compressione, ripetendo i movimenti sotto il controllo diretto dell’istruttore.
Allo stesso modo, il DAE trainer dedicato ha consentito di esplorare il dispositivo, riconoscerne i componenti, ascoltare le istruzioni vocali e comprendere le principali fasi operative del suo utilizzo.
Un’impostazione pensata per superare i limiti della didattica tradizionale, generalmente basata sull’osservazione delle dimostrazioni, e per valorizzare invece l’apprendimento attraverso il tatto, l’ascolto e l’esperienza diretta.
Il rapporto individuale tra istruttore e partecipante rappresenta uno degli elementi metodologici più significativi dell’intero progetto.
Istruttori preparati e ausili tattili per rendere accessibili le manovre salvavita
La realizzazione del corso ha richiesto anche un lavoro preliminare di preparazione degli istruttori.
Gli Istruttori Nazionali SIMEUP coinvolti hanno seguito un percorso specifico dedicato all’adattamento delle metodologie didattiche alle necessità delle persone cieche e ipovedenti.
La preparazione ha riguardato lo sviluppo di modalità comunicative appropriate, strategie di orientamento tattile e tecniche di insegnamento capaci di rendere comprensibili le procedure anche in assenza di riferimenti visivi.
Durante le lezioni sono stati utilizzati ausili didattici specifici, simulatori e strumenti di addestramento, dando particolare importanza all’esplorazione tattile e alle indicazioni verbali strutturate.
Ogni istruttore è stato chiamato a descrivere con precisione le diverse fasi delle procedure, guidare il riconoscimento dei punti di riferimento anatomici e accompagnare il partecipante nell’apprendimento delle manovre, rispettandone le esigenze individuali.
Si tratta di un metodo che richiede non soltanto competenze tecniche nelle procedure BLSD e PBLSD, ma anche capacità comunicative, sensibilità e una preparazione pedagogica specifica.
La formazione preventiva degli istruttori costituisce quindi un elemento fondamentale dell’esperienza e una possibile base per il suo futuro ampliamento.
Tutti gli istruttori SIMEUP coinvolti nella giornata di formazione
La giornata del 15 ottobre ha coinvolto un gruppo di professionisti che ha messo a disposizione competenze ed esperienza per garantire un apprendimento personalizzato.
Accanto al dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, alla dott.ssa Anna Maria Sulla e a Daniele Ermanno, Formatore Nazionale SIMEUP, hanno partecipato alle attività gli Istruttori Nazionali Filippo Mungo, Davide Messina, Roberto D’Aguì, Gaetano Nicoletta, Giuseppe Ermanno, la dott.ssa Federica Sacco e la dott.ssa Annalisa Fregola.
Il lavoro di squadra ha consentito di assicurare ai partecipanti un rapporto diretto e continuativo con i formatori, valorizzando le caratteristiche individuali e favorendo il coinvolgimento nelle esercitazioni.
La professionalità degli istruttori, insieme alla capacità di adattare la comunicazione e le modalità didattiche, ha rappresentato un elemento essenziale per la realizzazione dell’iniziativa.
Un manuale in Braille e un audiolibro per continuare a imparare anche dopo il corso
L’accessibilità del progetto non si è limitata alle esercitazioni pratiche.
Tra gli aspetti più significativi di Tocca la Vita figura infatti la predisposizione di un manuale di formazione BLSD-PBLSD in Braille e di un audiolibro, realizzati attraverso la collaborazione tra le realtà coinvolte.
L’obiettivo è consentire ai partecipanti di consultare i contenuti didattici anche al di fuori delle lezioni, consolidando le conoscenze acquisite e favorendo l’apprendimento autonomo.
Il manuale in Braille costituisce uno strumento di accesso diretto alle informazioni per le persone che utilizzano questo sistema di lettura.
L’audiolibro, invece, permette di ascoltare e ripassare i contenuti attraverso un supporto sonoro.
La disponibilità di entrambi gli strumenti risponde alla necessità di offrire modalità differenti di apprendimento, nel rispetto delle caratteristiche e delle preferenze individuali.
In questo modo, l’accessibilità è stata considerata parte integrante della progettazione fin dalle prime fasi, anziché un elemento aggiuntivo da introdurre successivamente.
I materiali sviluppati potranno inoltre rappresentare un punto di partenza per la realizzazione di strumenti didattici condivisi e per la diffusione di percorsi di formazione al primo soccorso sempre più accessibili.
Il patrocinio del Comune di Crotone e il sostegno dell’assessore Maria Lucia Cosentino
All’iniziativa ha preso parte anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Crotone, dott.ssa Maria Lucia Cosentino, che ha portato i saluti del Sindaco e dell’Amministrazione comunale.
Nel corso del suo intervento, l’assessore ha espresso apprezzamento per il progetto, sottolineandone il valore sociale e la capacità di creare nuove opportunità di partecipazione per le persone con disabilità.
Il Comune di Crotone ha patrocinato l’evento, riconoscendo l’importanza delle iniziative finalizzate a favorire l’inclusione, l’autonomia e la valorizzazione delle capacità individuali.
Cosentino ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nella promozione di politiche sociali attente alle esigenze delle persone, evidenziando il valore della collaborazione con le associazioni e con i professionisti impegnati quotidianamente sul territorio.
La partecipazione dell’Amministrazione comunale ha contribuito a riconoscere il progetto non soltanto come un’attività di formazione sanitaria, ma anche come un’iniziativa orientata alla costruzione di una comunità più inclusiva.
Da Crotone al resto d’Italia: l’obiettivo è creare un modello nazionale
L’esperienza di Tocca la Vita non è stata pensata per concludersi con la giornata formativa del 15 ottobre. L’obiettivo dei promotori è valorizzare il percorso sperimentato a Crotone e sviluppare un modello didattico che possa essere progressivamente esteso ad altri territori.
La prospettiva è quella di partire dalla Calabria e arrivare, attraverso ulteriori collaborazioni, a una possibile diffusione nazionale del progetto.
Tra gli sviluppi previsti figurano la definizione di metodologie didattiche condivise, la preparazione specifica degli istruttori BLSD-PBLSD per l’insegnamento alle persone cieche e ipovedenti, l’aggiornamento dei materiali accessibili e il coinvolgimento di altre sezioni territoriali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
Un contributo importante potrebbe arrivare anche dalla collaborazione con altre strutture sanitarie, società scientifiche e centri di formazione interessati a promuovere l’accessibilità dei percorsi didattici.
L’intenzione è costruire, a partire dall’esperienza crotonese, una metodologia formativa strutturata, capace di integrare le competenze del primo soccorso con strumenti e procedure adeguati alle esigenze delle persone con disabilità visiva.
Il traguardo è trasformare un’iniziativa locale in un modello di formazione inclusiva replicabile in tutta Italia, nel quale l’accessibilità diventi una componente essenziale della qualità dell’insegnamento.
I ringraziamenti ai protagonisti del progetto
Al termine della giornata, SIMEUP Crotone ha rivolto un ringraziamento a tutte le persone e alle istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione di Tocca la Vita.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto al dott. Gennaro Crugliano, Direttore dell’UOSD Oculistica dell’ASP di Crotone, e a Daniele Ermanno, per il lavoro svolto nel favorire la collaborazione tra le diverse realtà e contribuire allo sviluppo dell’iniziativa.
Ringraziamenti anche al dott. Giovanni Capocasale, Direttore del corso, alla dott.ssa Anna Maria Sulla e all’intera squadra degli Istruttori Nazionali SIMEUP, per la professionalità, l’impegno e la sensibilità dimostrati.
È stato inoltre riconosciuto il ruolo fondamentale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Crotone, per la collaborazione e il contributo alla realizzazione di un percorso realmente accessibile.
Un ringraziamento è stato rivolto anche al Comune di Crotone e all’assessore alle Politiche Sociali Maria Lucia Cosentino, per il sostegno istituzionale e l’attenzione riservata al significato sociale del progetto.
Ma i protagonisti principali della giornata sono stati i partecipanti, che attraverso interesse, impegno e determinazione hanno contribuito a dimostrare come la formazione possa diventare uno strumento concreto di inclusione e autonomia.
Il primo soccorso come strumento di inclusione e cittadinanza attiva
Il significato di Tocca la Vita va oltre l’apprendimento delle tecniche di rianimazione e dell’utilizzo del defibrillatore. Il progetto invita a ripensare il rapporto tra disabilità, autonomia e partecipazione sociale, ponendo l’accessibilità come elemento fondamentale di ogni percorso educativo e formativo.
La collaborazione tra sanità pubblica, società scientifiche e associazionismo ha consentito di realizzare un’iniziativa che mette al centro la persona, ne valorizza le capacità e ne riconosce il diritto ad acquisire nuove competenze.
L’esperienza avviata a Crotone rappresenta così un punto di partenza verso una formazione al primo soccorso più inclusiva, nella quale le difficoltà legate alla disabilità visiva vengono affrontate attraverso strumenti adeguati, metodologie specifiche e un’organizzazione didattica personalizzata.
Il principio è quello di un’inclusione che non si limiti all’assistenza, ma che permetta a ogni persona di contribuire attivamente alla società. È questo il messaggio che Tocca la Vita consegna alla comunità: le mani possono salvare una vita, indipendentemente dalla possibilità di vedere. Un messaggio che parte da Crotone e guarda al futuro, con l’ambizione di raggiungere nuove realtà territoriali e contribuire alla diffusione di una cultura del primo soccorso accessibile a tutti.
