Il futuro della Clementina di Calabria Igp passa attraverso l’innovazione varietale, la ricerca scientifica e una maggiore presenza sugli scaffali dei supermercati. È il messaggio lanciato dal Clementina Festival, evento promosso dal Comune di Corigliano-Rossano dove hanno partecipato Gdo, buyer esteri e rappresentanti delle organizzazioni agricole. L’obiettivo è valorizzare il prodotto simbolo della Piana di Sibari e tracciare le strategie di crescita per il settore e contrastare meglio la concorrenza della Spagna.
Secondo la presidente di Confagricoltura Cosenza, Maria Grazia Minisci “quello che serve è andare sul mercato in modo più coeso e fare più ricerca per arrivare a una maggiore shelf-life del prodotto“. Per Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, “cercare di diversificare con varietà più precoci e più tardive è senz’altro una sfida che deve impegnare i produttori. Con il kiwi – ha aggiunto – siamo riusciti ad allungare il calendario e a fronteggiare bene la concorrenza”. “Negli ultimi dieci anni si sono affacciate nuove varietà che consentono alla Clementina di essere presente sugli scaffali per un periodo più lungo” – ha detto Nicola Cilento presidente della Op Coab – che conta 800 ettari di agrumi e circa 20 mila tonnellate di prodotto confezionato all’anno. Nuove varietà che hanno inoltre consentito di sopperire al cambiamento climatico che ha invece ridotto la vita della Clementina Comune”.
La Spagna, ha ricordato Cilento, “ha investito in ricerca sicuramente più di noi, quindi è vero che bisogna fare più ricerca per affermarsi sui mercati ma serve anche maggiore aggregazione, la dimensione media delle imprese calabresi è troppo piccola“. Il tema dell’unione che fa la forza è stato anche affrontato da Maria Salimbeni, presidente del Consorzio della Clementina di Calabria Igp. “Il sistema dei Consorzi è tutela del prodotto e mette al riparo da criticità maggiori“, ha detto Salimbeni ricordando i problemi derivati ai produttori dallo sciopero degli autotrasportatori.
