Chiusura Polo Sanitario Sud, il PCUP: “grave disagio per i cittadini, via Willermin ora irraggiungibile”

Il PCUP, nelle figure dei segretari Gallo e Fascì, sottolinea il grave disagio per i cittadini di Reggio Calabria a causa della chiusura del Polo Sanitario Sud

Massimo Gallo (Segretario Provinciale PCUP) e Lorenzo Fascì (Segretario Regionale PCUP Calabria) hanno scritto una lettera aperta rivolta al Direttore Generale dell’azienda provinciale di Reggio Calabria, Dott.ssa Maddalena Berardi e per conoscenza al Prefetto della Provincia di Reggio Calabria, dott.ssa Clara Vaccaro, in merito alla chiusura del Polo Sanitario Sud di Reggio Calabria e al disservizio che ricade sui cittadini. Di seguito la lettera completa.

“Nei giorni scorsi la è stata decisa la chiusura della struttura di via Padova. Una scelta davvero assurda che sta creando gravi disagi e disservizi. Quella struttura era stata pensata e realizzata a servizio della zona Sud della città. Con questo termine si intende identificare un 1\3 del territorio cittadino che conta 1\3 della popolazione dislocato in un numero di quartieri grandi e di tanti cittadini residenti nella periferia sud della città

Per dare una dimensione della gravità della situazione basti pensare ai cittadini di Bocale o di Trunca o Santa Venere o Armo che prima soddisfacevano le loro esigenze sanitarie evitando di accedere al centro cittadino trovando nella struttura di via Padova le varie branchie specialistiche ambulatoriali mentre oggi per realizzare le stesse prestazioni devono recarsi in via Willermin e cioè nel centro città, privo di parcheggi e\o con parcheggi a pagamento.

Chi ha deciso la chiusura probabilmente ha omesso o sottovalutato il fatto che la maggioranza dei cittadini più bisognosi di prestazioni sono anziani o portatori di patologie croniche ai quali una gestione attenta doveva riservare un percorso snello, veloce, e raggiungibile con facilità.

Orbene, la chiusura di Via Padova ha determinato un risultato esattamente opposto.

Via Willermin è diventata irraggiungibile visto l’enorme numero di utenti che si recano nella struttura 1 dai quartieri periferici, con l’aggravante ulteriore di creare un ben maggiore intasamento del Centro città.

Percorso irrazionale ed a Gambero visto che una buona amministrazione deve portare i servizi in periferia (decentramento) proprio per evitare di intasare il centro città e, soprattutto, per avvicinare i servizi sanitari ai pazienti.

E poi, quando si è programmata la chiusura, è possibile che non si è esplorata la via di un altro immobile sempre collocato nella zona sud della città?

E’ possibile che nessuno dei dirigenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale abbia preventivamente operato una indagine per vedere se altri immobili potevano soddisfare le esigenze di una struttura sanitaria come quella della zona sud?

E’ possibile che nessuno ha pensato ai disagi gravi, gravissimi che la chiusura ha creato e creerà per chissà quanto tempo ai cittadini dei quartieri della zona sud?

E’ possibile che i dirigenti ASP non sono a conoscenza della particolare morfologia del territorio della zona sud, con paesi interni che non sono ben collegati alla città?

Solidarizziamo con i tanti pazienti della zona sud e, rimettiamo le presenti riflessioni ai sig. Direttore Generale ma anche al sig. Prefetto della Provincia affinchè si adoperino per trovare una soluzione alternativa valida nella zona sud della città in maniera veloce senza perdere nemmeno un attimo“.