Cateno De Luca torna a intervenire nel dibattito politico nazionale e questa volta lo fa per rivolgere un ringraziamento pubblico ad Antonio Padellaro, fondatore e firma de “Il Fatto Quotidiano”. Il leader di Sud chiama Nord apprezza le parole del giornalista sul peso politico ed elettorale del suo movimento, cogliendo l’occasione per rinnovare le critiche nei confronti di alcuni giornali di sinistra e di quella che ritiene essere un’inedita convergenza tra il campo largo e i sostenitori di Roberto Vannacci. Al centro della presa di posizione c’è una considerazione di Padellaro sul contributo elettorale che De Luca potrebbe portare dalla Sicilia. Una valutazione che il leader di Sud chiama Nord interpreta come un riconoscimento della rilevanza politica del proprio movimento.
De Luca: “Padellaro ha avuto l’onestà intellettuale di dire le cose come stanno”
Nel suo intervento, Cateno De Luca esprime apertamente apprezzamento per il giornalista, contrapponendo le sue parole alle critiche ricevute da altri ambienti dell’informazione e della politica. “Ringrazio pubblicamente Antonio Padellaro, fondatore e firma de Il Fatto Quotidiano. Davanti all’ipocrisia dei “giornaloni” di sinistra e dell’inedita alleanza tra “Campo Largo” e “vannacciani”, ha avuto l’onestà intellettuale di dire le cose come stanno su di noi”. Il leader di Sud chiama Nord torna così a sostenere l’esistenza di una convergenza politica tra il campo largo e i cosiddetti vannacciani, una ricostruzione che resta una sua valutazione e che si inserisce nelle polemiche degli ultimi giorni.
Le parole di Padellaro sul peso elettorale di De Luca in Sicilia
Il riferimento di De Luca è a una dichiarazione di Antonio Padellaro, che ha richiamato l’attenzione sulla capacità del leader di Sud chiama Nord di mobilitare consensi nell’Isola. In particolare, Padellaro ha affermato: “Meloni ha arruolato De Luca. In Sicilia ha parecchi voti e truppe cammellate”. È proprio questo passaggio ad aver suscitato la reazione positiva di De Luca, che vi legge un riconoscimento del contributo elettorale che il suo movimento può rappresentare nello scenario politico nazionale.
