Cateno De Luca: “prendiamo voti soprattutto a sinistra, Meloni vincerà grazie al nostro apporto. Vannacci? Un cazzaro”

Il leader di Sud chiama Nord, intervistato da Edoardo Sirignano per Il Tempo, rivendica il peso politico del movimento nell'alleanza con il centrodestra: "valiamo più della somma di Onorato, Ruffini e Gabrielli"

Cateno De Luca rilancia le ambizioni nazionali di Sud chiama Nord e rivendica un ruolo determinante nella prospettiva elettorale del centrodestra. In un’intervista rilasciata a Edoardo Sirignano per il quotidiano “Il Tempo”, diretto da Daniele Capezzone, il leader del movimento affronta il tema delle alleanze, del consenso elettorale e della strategia con cui intende portare la propria formazione politica oltre i confini della Sicilia. Il messaggio è esplicito: Sud chiama Nord punta a conquistare voti soprattutto nell’area tradizionalmente vicina alla sinistra e tra gli elettori che hanno smesso di partecipare alle consultazioni elettorali, offrendo così un contributo aggiuntivo alla coalizione guidata da Giorgia Meloni.

“Saremo il vero ago della bilancia. Altro che le supercazzole di Vannacci. Peschiamo soprattutto a sinistra. Meloni, grazie al nostro apporto, vincerà”, afferma De Luca nell’intervista. Una dichiarazione che sintetizza l’obiettivo politico del movimento: presentarsi come una componente capace di ampliare il consenso della coalizione, intercettando elettori che non appartengono necessariamente al tradizionale bacino del centrodestra.

De Luca rivendica il peso di Sud chiama Nord: “valiamo più di Onorato, Ruffini e Gabrielli”

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il confronto con le altre iniziative politiche che cercano di costruire nuovi spazi nell’attuale sistema dei partiti. De Luca rivendica la forza organizzativa e il radicamento del proprio movimento, sostenendo che Sud chiama Nord abbia un peso politico superiore a quello complessivo di altre esperienze. “Il nostro movimento vale più della somma di Onorato, Ruffini e Gabrielli”, dichiara il leader siciliano. Il riferimento è ad Alessandro Onorato, Ernesto Maria Ruffini e Gabrielli, richiamati da De Luca nel confronto tra i diversi progetti politici. La valutazione esprime la convinzione del leader di Sud chiama Nord di poter contare su una struttura territoriale e su una capacità di mobilitazione già sperimentate nelle competizioni elettorali. Per De Luca, infatti, la forza del movimento non risiede soltanto nella visibilità mediatica o nella costruzione di nuove aggregazioni politiche, ma soprattutto nella presenza sul territorio e nel rapporto diretto con gli elettori.

L’obiettivo del 3% alle politiche: “puntiamo al voto di chi si è astenuto”

Il leader di Sud chiama Nord indica un traguardo preciso per le prossime elezioni politiche: superare la soglia del 3%. Alla domanda sulla possibilità di raggiungere questo risultato, De Luca risponde senza esitazioni: “assolutamente sì! Pensi che l’1,5% è solo quello rappresentato dallo nostro attività in Sicilia, confermato dagli ultimi sondaggi. Grazie alla nuova struttura nazionale, che presenteremo il 27, il 28 e il 29 ottobre a Roma, e a una serie di intese raggiunte con importanti gruppi di amministratori, registriamo un margine di crescita rilevante, a maggior ragione se la richiesta di civismo è all’ordine del giorno. Parliamo di chi ha attraversato il deserto, meno attutito di tutto. L’interesse per il nostro progetto è naturale”.

Al di là delle cifre indicate dal leader, che costituiscono una sua valutazione politica, emerge chiaramente la strategia di crescita del movimento. Sud chiama Nord intende costruire una presenza nazionale attraverso il coinvolgimento di amministratori locali, gruppi civici e realtà territoriali, con l’obiettivo di conquistare consenso anche fuori dalla Sicilia. Il riferimento alla presentazione della struttura nazionale a Roma, prevista dal 27 al 29 ottobre, rappresenta uno dei passaggi organizzativi più importanti annunciati da De Luca.

Il radicamento territoriale come alternativa ai tradizionali partiti

Nel corso dell’intervista, De Luca insiste particolarmente sul valore dell’organizzazione territoriale. Alla domanda sulla possibilità che altre formazioni politiche sottraggano consensi al suo movimento, il leader di Sud chiama Nord rivendica la competitività della propria struttura. “Anche sommandole, siamo più competitivi. Dalla nostra abbiamo il radicamento territoriale. Non siamo l’ennesima forza d’opinione basata sulla battuta a effetto. Siamo, al contrario, la rete dei sindaci, il riferimento per chi si è distinto sul campo e non nelle segreterie”, evidenzia.

Una contrapposizione netta tra due modelli organizzativi: da una parte i partiti costruiti attorno alla comunicazione politica e alla presenza mediatica, dall’altra una formazione che rivendica il rapporto con sindaci, amministratori e rappresentanti delle comunità locali. Secondo De Luca, proprio questa struttura potrebbe consentire a Sud chiama Nord di ampliare la propria presenza nazionale, facendo leva su esperienze amministrative già consolidate. Il modello richiamato è quello del civismo, inteso come capacità di aggregare amministratori e cittadini attorno a progetti politici che nascono dalle esigenze dei territori.

La strategia nazionale parte dalla Sicilia e guarda anche alle altre regioni

L’esperienza siciliana resta il principale punto di riferimento per la costruzione del progetto nazionale di Sud chiama Nord. De Luca richiama i risultati ottenuti dal movimento nell’Isola e la capacità di coinvolgere amministratori locali, indicando questa esperienza come base per una possibile espansione in altre regioni. Il leader del movimento cita anche il percorso avviato in Calabria, dove Sud chiama Nord punta a consolidare una presenza politica attraverso rapporti con realtà e amministratori del territorio. La prospettiva nazionale viene dunque costruita attorno a una rete di interlocutori locali, piuttosto che a una struttura esclusivamente centralizzata. È una scelta che rispecchia l’impostazione politica di De Luca, da sempre particolarmente legata all’esperienza amministrativa e alla valorizzazione del ruolo dei sindaci.

Il rapporto con Noi Moderati e il giudizio su Lupi

Un altro tema affrontato nell’intervista riguarda il rapporto con Noi Moderati e con il suo leader Maurizio Lupi. Alla domanda sulla possibilità di raggiungere un’intesa per superare il quorum elettorale, De Luca non chiude a priori la porta al dialogo, ma esprime riserve sulla situazione politica del movimento. “La mia esperienza mi porta a dire che in politica la somma non fa il totale. Stimo Lupi e sono contento che parteciperà alla nostra convention. Ma all’orizzonte non c’è improvvisamente una lista comune. La nostra priorità non è ottenere una poltrona o salvarci la pelle, ma una scelta strategica per proseguire quanto di buono avviato”, puntualizza.

Le critiche a Vannacci: “ha vinto l’Oscar dei cazzari”

Particolarmente duri i toni utilizzati da De Luca nei confronti di Roberto Vannacci. Il leader di Sud chiama Nord contesta le posizioni e lo stile comunicativo dell’esponente politico, accusandolo di affidarsi a provocazioni e dichiarazioni che, nella sua valutazione, non corrispondono a una proposta politica concreta. “Ha vinto l’Oscar dei cazzari su ogni livello. Per fortuna, c’è chi fa del pragmatismo la sua arma migliore. Gli italiani sono un popolo troppo intelligente e non voteranno chi sostiene che bisogna mettere chi ha delle difficoltà in classi separate. Capisco il malcontento, ma qui siamo di fronte al festival delle pericolose stupidate”, spiega.

Meloni e il rapporto con il centrodestra: “Cci ha dato risposte concrete”

Il giudizio espresso su Giorgia Meloni è invece positivo. De Luca sottolinea il ruolo della presidente del Consiglio e richiama alcuni aspetti della sua azione politica che considera significativi, soprattutto in relazione all’attenzione verso gli amministratori e i territori. “Meloni, dopo 30 anni, ha avuto il coraggio di rompere il tabù delle preferenze, prima sporche e cattive. Due terzi dei parlamentari saranno ancora nominati. Ma, nel frattempo, uno step avanti c’è stato”, sostiene De Luca.