Cateno De Luca apre alla candidatura di Renzo Bossi e attacca duramente Roberto Vannacci durante la giornata conclusiva della convention “L’Italia dei Territori”, organizzata a Roma da Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia. Il leader del movimento, eletto portavoce della nuova lista per le prossime elezioni politiche, ha annunciato la disponibilità a riportare il nome della famiglia Bossi in Parlamento, rivendicando allo stesso tempo l’identità autonomista del progetto politico che si prepara a correre al fianco del centrodestra.
De Luca apre a Renzo Bossi: “pronti a candidarlo”
Uno dei momenti più significativi della convention è stato dedicato a Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega. Dal palco, De Luca ha annunciato di avergli prospettato una candidatura nella nuova formazione politica. “Ho detto a Renzo che noi siamo pronti a far tornare il nome Bossi in Parlamento, se Renzo vuole siamo pronti a candidarlo”, ha dichiarato il leader di Sud chiama Nord. Durante l’intervento è stata mostrata anche una fotografia che ritrae Cateno De Luca insieme a Umberto Bossi. Il leader siciliano ha invitato la platea ad applaudire in piedi, in un momento al quale ha assistito anche Mario Borghezio, presente alla convention romana. De Luca ha quindi richiamato il tema delle autonomie territoriali, annunciando una “battaglia contro il centralismo per le nostre identità”, uno dei punti attorno ai quali intende sviluppare il percorso nazionale della federazione.
Il duro attacco a Roberto Vannacci: “inizi a fare il consigliere comunale”
Nel suo intervento non sono mancate le critiche a Roberto Vannacci. De Luca ha contestato il progetto politico del generale, utilizzando espressioni particolarmente dure e chiamando in causa anche Tommaso Calderone.“Rappresenta il partito dei cazzari e sta arruolando dei disertori, ultimo dei quali Tommaso Calderone”, ha affermato De Luca riferendosi a Vannacci. Il leader di Sud chiama Nord ha poi criticato la mancanza di esperienza amministrativa che attribuisce al generale, invitandolo a confrontarsi prima con la gestione di un ente locale. “È anche reo confesso perché ha detto chiaramente che non sarebbe nelle condizioni neanche di fare l’amministratore di condominio. Ha detto che non sarebbe capace di fare il sindaco e per un generale che ha l’ambizione di guidare l’Italia… Inizi a fare il consigliere comunale”, ha aggiunto.
“C’è da lavorare tanto ma ci sono le possibilità per andare oltre il 3%”, ha dichiarato, precisando che il punto di partenza del movimento sarebbe una base di consenso dell’1,5%, da lui ricondotta alla propria esperienza politica in Sicilia. “Se noi vogliamo essere utili a far vincere il centrodestra non possiamo essere la brutta copia degli altri. Noi abbiamo lanciato il nostro progetto alla vigilia elezioni perché la nostra presenza deve essere determinante per il centrodestra, noi vogliamo essere gli Ulisse che navigano in mare aperto non i Checco Zalone, quelli con la sindrome del posto fisso, che si candidano solo se vengono eletti”, ha affermato De Luca.
