Sud chiama Nord consolida la propria presenza alla Camera dei Deputati attraverso una nuova componente parlamentare che unisce il movimento di Cateno De Luca a esponenti del centrodestra. Il progetto è stato presentato ufficialmente oggi, mercoledì 21 ottobre, durante una conferenza stampa a Montecitorio, alla presenza del leader di Sud chiama Nord, del presidente del movimento Laura Castelli e dei deputati Francesco Gallo, Luca Sbardella e Manlio Messina. La nuova componente, la cui costituzione era già stata annunciata nell’Aula della Camera il 12 ottobre, rappresenta un passaggio nel percorso politico nazionale di Sud chiama Nord e nella collaborazione parlamentare con esponenti di Fratelli d’Italia. Al centro dell’iniziativa c’è l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza dei territori e degli amministratori locali nelle istituzioni nazionali, costruendo una proposta politica che guarda alle prossime scadenze elettorali, fino alle elezioni politiche del 2027.
Francesco Gallo: “non è un espediente elettorale, ma il risultato di un percorso comune”
Durante la presentazione, il deputato Francesco Gallo ha ricostruito le ragioni della nascita della componente, spiegando che l’iniziativa non deve essere considerata esclusivamente uno strumento per semplificare le procedure elettorali. La collaborazione, secondo quanto illustrato da Gallo, rappresenta la prosecuzione di un rapporto istituzionale già sviluppato attraverso diverse attività parlamentari. Tra gli esempi richiamati figurano l’atteggiamento assunto da Sud chiama Nord in occasione del voto di fiducia al Governo Meloni, quando il movimento scelse l’astensione senza adottare una posizione di contrapposizione pregiudiziale, e le collaborazioni maturate nell’ambito della Commissione parlamentare Antimafia e della Commissione Giustizia.
Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord, l’intesa con Luca Sbardella e Manlio Messina
Gli interventi di Luca Sbardella e Manlio Messina hanno evidenziato le convergenze programmatiche alla base dell’iniziativa, soprattutto per quanto riguarda il ruolo degli amministratori locali e la necessità di valorizzare le esperienze di governo dei territori. La collaborazione parlamentare ha anche una conseguenza sul piano organizzativo ed elettorale: la costituzione di una componente alla Camera consente infatti a Sud chiama Nord di beneficiare delle disposizioni previste per le formazioni rappresentate in Parlamento, riducendo gli adempimenti legati alla raccolta delle firme per le prossime consultazioni. Questo aspetto, pur riconosciuto durante la conferenza stampa, non viene indicato come l’unica ragione dell’accordo. La prospettiva illustrata è quella di una collaborazione tra forze politiche che mantengono percorsi distinti, ma individuano nella rappresentanza delle comunità locali e nel confronto sui programmi una base comune di lavoro.
Cateno De Luca: “il partito dei Sindaci”, la nuova sfida politica nazionale
Nel suo intervento, Cateno De Luca ha posto al centro della nuova fase politica l’esperienza degli amministratori locali, confermando l’obiettivo di costruire un movimento nazionale capace di portare direttamente in Parlamento le esigenze dei Comuni. “Abbiamo tracciato la strada di un percorso che porterà in Parlamento i sindaci, con la valorizzazione dei territori», ha dichiarato il leader di Sud chiama Nord. La proposta politica rivendica le proprie radici nell’esperienza civica e autonomista, richiamando anche l’ispirazione sturziana e il ruolo degli enti locali nella costruzione delle politiche pubbliche.
Per De Luca, i sindaci rappresentano il primo punto di contatto tra istituzioni e cittadini, perché chiamati quotidianamente ad affrontare problemi amministrativi, economici e sociali. Il percorso nazionale di Sud chiama Nord nasce dunque dalla volontà di trasferire questa esperienza all’interno delle istituzioni parlamentari, facendo della valorizzazione dei territori uno degli elementi centrali del progetto politico.
De Luca racconta il rapporto con Giorgia Meloni: il caso della cardiochirurgia pediatrica di Taormina
Un passaggio della conferenza stampa è stato dedicato anche ai rapporti tra Cateno De Luca e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il leader di Sud chiama Nord ha ricordato un episodio risalente all’aprile 2023, quando contattò la presidente del Consiglio per affrontare la questione della possibile chiusura del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Secondo la ricostruzione proposta da De Luca, in quella circostanza trovò disponibilità e collaborazione istituzionale da parte della presidente del Consiglio, nonostante la diversa collocazione politica. L’episodio è stato richiamato per spiegare un metodo di confronto fondato sulla possibilità di collaborare su problemi concreti, anche tra forze che non appartengono alla stessa maggioranza di governo.
Superbonus, Reddito di Cittadinanza e proteste: le posizioni di De Luca
Nel corso dell’incontro, De Luca ha affrontato anche alcune questioni della politica nazionale, esprimendo valutazioni critiche su provvedimenti adottati negli anni precedenti. Tra questi figurano il Superbonus 110%, contestato soprattutto per le modalità con cui è stato introdotto e gestito, e il Reddito di Cittadinanza, sul quale il leader di Sud chiama Nord ha richiamato le conseguenze per i conti pubblici. De Luca ha inoltre espresso solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida rispetto alle tensioni legate alle proteste di piazza. Secondo la sua lettura politica, le difficoltà economiche connesse al carovita rischiano di essere utilizzate strumentalmente nel confronto elettorale. Si tratta di una valutazione espressa dal leader del movimento nel corso della conferenza stampa.
De Luca chiarisce: “nessun ingresso nel Governo Meloni, restiamo autonomi”
Uno dei punti centrali dell’incontro ha riguardato la natura dell’accordo con esponenti del centrodestra e le sue possibili conseguenze sugli equilibri politici. De Luca ha precisato che la nascita della componente parlamentare non comporta l’ingresso di Sud chiama Nord nella compagine del Governo Meloni e non determina automaticamente un cambiamento della collocazione politica del movimento. Il leader ha inoltre ricordato di avere rifiutato precedenti proposte provenienti dal centrosinistra, rivendicando la volontà di preservare l’autonomia di Sud chiama Nord e di non subordinare le proprie scelte alla ricerca di incarichi istituzionali. La collaborazione alla Camera viene quindi distinta da un accordo complessivo di governo o da una fusione politica con Fratelli d’Italia. De Luca ha ribadito che Sud chiama Nord mantiene la propria posizione di opposizione a livello nazionale e, in Sicilia, nei confronti del Governo regionale guidato da Renato Schifani. Le eventuali scelte future saranno affrontate nell’ambito del percorso politico del movimento, lasciando agli elettori la valutazione conclusiva.
Sud chiama Nord verso il 2027: territori e amministratori locali al centro del progetto
La presentazione della componente parlamentare rappresenta un nuovo passaggio nel percorso che Sud chiama Nord intende sviluppare in vista delle prossime scadenze elettorali. La strategia illustrata a Montecitorio punta a costruire una proposta politica nazionale partendo dall’esperienza degli amministratori locali, con particolare attenzione al ruolo dei sindaci e alla rappresentanza delle esigenze dei territori. La presenza nella nuova componente di Francesco Gallo, Luca Sbardella e Manlio Messina formalizza una collaborazione parlamentare con esponenti del centrodestra, ma lascia distinte le identità politiche dei soggetti coinvolti. Il dato politico della conferenza stampa del 21 ottobre è dunque la volontà di Sud chiama Nord di rafforzare la propria dimensione nazionale, costruendo rapporti istituzionali e programmatici senza rinunciare, almeno in questa fase, alla propria autonomia. Per Cateno De Luca, il punto di partenza rimane il partito dei Sindaci: un progetto che intende valorizzare l’esperienza amministrativa maturata nei Comuni e portare direttamente nelle istituzioni nazionali le richieste delle comunità locali.

