Cateno De Luca torna a parlare delle proprie strategie politiche, dell’accordo nazionale con il centrodestra e del futuro della Sicilia. Ospite della trasmissione “L’Intervista”, condotta da Filippo Romeo su ReiTv, il sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord affronta i principali temi dell’attualità politica, chiarendo le ragioni della scelta di campo nazionale e ribadendo la propria autonomia in vista delle prossime elezioni regionali. Nel corso della trasmissione non mancano attacchi diretti ad alcuni protagonisti della politica italiana, dal generale Roberto Vannacci ad Alessandro Onorato, insieme a considerazioni sugli equilibri del centrosinistra siciliano e a una previsione sulla data delle prossime elezioni politiche.
De Luca spiega l’accordo con il centrodestra: “il centrosinistra voleva un amore clandestino”
Il primo tema affrontato riguarda la decisione di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia di aderire al progetto nazionale del centrodestra. De Luca sostiene che la scelta sia maturata dopo il confronto con entrambi gli schieramenti, sulla base delle rispettive disponibilità ad accogliere il programma del movimento, incentrato sulle esigenze delle amministrazioni locali. “Il centrosinistra aveva i soliti imbarazzi e abbiamo scelto il centrodestra che ha accettato il nostro programma per i territori”, afferma il leader di Sud chiama Nord, accusando l’altro schieramento di aver cercato un’intesa attraverso formule civiche che non avrebbero garantito un riconoscimento politico diretto al suo movimento.
“Il centrosinistra voleva fare un amore clandestino all’interno dei finti civici”, aggiunge De Luca, rivendicando la scelta di un accordo esplicito con il centrodestra. L’intesa nazionale, tuttavia, non comporta automaticamente un’alleanza anche in Sicilia. Il sindaco di Taormina ribadisce infatti che il movimento mantiene piena autonomia nelle scelte relative alla politica regionale.
La candidatura alla Regione Siciliana: “ho le mani libere, resto candidato Presidente”
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il futuro politico di De Luca nell’Isola. Il leader di Sud chiama Nord conferma di non aver rinunciato all’obiettivo di diventare presidente della Regione Siciliana, distinguendo nettamente la collaborazione con il centrodestra a livello nazionale dalle prospettive regionali. “Abbiamo le mani libere in Sicilia. Sì, resto candidato alla presidenza della Regione”, dichiara. “Se alle politiche la coalizione vince abbiamo diritto anche ad un posto nel governo ma io non ci sarò”, precisa, confermando di voler concentrare il proprio impegno politico sulla Sicilia.
La strategia di Sud chiama Nord e i nomi indicati per la giunta
Il sindaco di Taormina torna inoltre sulla strategia politica che definisce di “destrutturazione”, attraverso la quale intende proseguire il percorso del proprio movimento nel panorama regionale. “La strategia della destrutturazione prosegue”, afferma, indicando anche tre nomi per la futura squadra di governo regionale: Luigi Sunseri, Nello Di Pasquale e Fabio Venezia, presentati come assessori designati. De Luca rivendica la libertà politica del proprio movimento e respinge l’idea di una subordinazione ad altre forze: “non siamo al libro paga di nessuno”.
Gli attacchi a Vannacci, Calderone e Onorato
Nel corso dell’intervista, De Luca riserva parole particolarmente dure a Roberto Vannacci e al deputato Tommaso Calderone, passato a Futuro Nazionale. Il leader di Sud chiama Nord definisce Calderone un “disertore”, mentre nei confronti di Vannacci utilizza l’espressione “un cazzaro”, confermando la distanza politica dall’ex generale. Non risparmia critiche neppure ad Alessandro Onorato, con il quale racconta di aver avuto un incontro a cena. “Ho cenato con lui, è un venditore di tappeti”, afferma, utilizzando una definizione polemica nei confronti dell’esponente politico.
Il rapporto con il Pd e l’ipotesi di una sfida con La Vardera
Il confronto si sposta quindi sui possibili schieramenti in vista delle elezioni regionali siciliane. De Luca prende in considerazione l’eventualità di una competizione con Ismaele La Vardera, avanzando una valutazione sul possibile comportamento dell’elettorato del Partito Democratico: “tre quarti dei dem voteranno per me”.
Elezioni politiche, regionali e comunali: De Luca indica il 9 e 10 maggio
In chiusura, il sindaco di Taormina torna su un tema già affrontato nei giorni precedenti: la data delle prossime elezioni. De Luca rilancia l’ipotesi di un election day il 9 e 10 maggio 2027, nel quale, secondo la sua previsione, potrebbero essere accorpate diverse consultazioni elettorali.
