La Calabria celebra una delle sue eccellenze nel mondo della ricerca e della cultura. Il professor Ludovico Montebianco Abenavoli, direttore della Scuola di specializzazione in Gastroenterologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha ricevuto il Premio Eccellenza Calabrese nel Mondo, conferito dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea in occasione della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito dell’incontro “La lingua della salute. Scienza, alimentazione e Dieta Mediterranea come espressione del saper fare italiano”, svoltosi il 22 ottobre presso l’ateneo catanzarese. Una giornata di confronto che ha riunito personalità del mondo accademico, scientifico, istituzionale e associativo, con la partecipazione di studiosi collegati dagli Stati Uniti e dalla Serbia. Al centro dell’iniziativa il valore della lingua italiana come strumento di pace, fratellanza e diffusione della conoscenza, capace di custodire le radici culturali di un popolo e favorire, allo stesso tempo, l’incontro tra esperienze, discipline e Paesi differenti. Un appuntamento che ha intrecciato medicina, alimentazione, storia, identità e ricerca, offrendo un’occasione di approfondimento culturale e umano.
Il Premio Eccellenza Calabrese nel Mondo al professor Abenavoli
Tra i momenti più significativi dell’incontro, il conferimento del Premio Eccellenza Calabrese nel Mondo al professor Abenavoli, riconoscimento che valorizza il contributo della ricerca scientifica, dell’impegno accademico e della promozione culturale. Ad accompagnare il premio una frase che ne sintetizza il significato: “Il sapere non ha confini, ma le sue radici hanno una terra.” Un messaggio che richiama il rapporto tra appartenenza territoriale e vocazione internazionale, sottolineando la capacità della Calabria di esprimere personalità impegnate nella crescita della comunità scientifica e nella diffusione del sapere oltre i confini regionali e nazionali. Il riconoscimento, tributato dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea nell’ambito della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, premia anche una concezione della ricerca nella quale la divulgazione e la condivisione delle conoscenze rappresentano elementi fondamentali dell’attività accademica. Il professor Abenavoli, componente del Consiglio direttivo del Comitato di Tropea, è stato inoltre ideatore e organizzatore dell’incontro ospitato dall’Università Magna Graecia, un’iniziativa sviluppata attraverso un percorso di collaborazione con la presidente Titti Rando, da tempo impegnata nella valorizzazione della lingua e della cultura italiana sul territorio calabrese.
Il ringraziamento a Titti Rando e l’impegno della Dante Alighieri di Tropea
Particolarmente sentito il ringraziamento rivolto dal professor Abenavoli alla presidente della Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, Titti Rando, per il contributo offerto alla realizzazione dell’appuntamento. “Grazie all’inesauribile Titti Rando per aver ispirato e supportato questo bellissimo e intenso momento di crescita e discussione”, ha dichiarato Abenavoli, evidenziando il valore di una collaborazione costruita sulla passione per la cultura, sulla progettualità e sulla capacità di coinvolgere professionalità e competenze differenti. Sotto la guida della presidente Rando e attraverso il lavoro del Consiglio direttivo, composto da Ludovico Montebianco Abenavoli, Felice Arena, Francesco Augurusa, Luigi Fusaro, Francesco Maria Primerano, Angela Crisafulli e Tommaso Ciconte, il Comitato di Tropea continua a promuovere iniziative che ampliano gli ambiti tradizionali della diffusione linguistica. L’attività associativa punta infatti a valorizzare il rapporto tra patrimonio umanistico, innovazione scientifica e società contemporanea, contribuendo alla costruzione di occasioni di confronto tra il mondo della cultura, le istituzioni e le università. Un impegno che conferma il ruolo della Società Dante Alighieri in Calabria e nel mondo come riferimento per la promozione della lingua italiana e per lo sviluppo di relazioni culturali anche a livello internazionale.
La Dieta Mediterranea tra salute, identità e valorizzazione del territorio
Uno degli aspetti centrali della giornata è stato il confronto sul rapporto tra salute, alimentazione e Dieta Mediterranea, affrontato attraverso una prospettiva interdisciplinare capace di mettere in relazione conoscenze mediche, stili di vita, ambiente, tradizioni alimentari e comportamenti sociali. La salute è stata analizzata non soltanto nella sua dimensione strettamente sanitaria, ma anche come risultato di abitudini quotidiane e modelli culturali che influenzano la qualità della vita. In questo contesto, la Dieta Mediterranea ha rappresentato il filo conduttore della riflessione, in quanto modello nutrizionale e patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO. Un’eredità nella quale convivono conoscenze tramandate attraverso le generazioni, evidenze scientifiche, sostenibilità e convivialità. Per la Calabria, territorio caratterizzato da una straordinaria biodiversità e da antiche tradizioni gastronomiche, la Dieta Mediterranea costituisce anche un’importante opportunità di valorizzazione delle risorse locali e dell’identità culturale. Il confronto ha evidenziato il ruolo della divulgazione scientifica nella diffusione di una maggiore consapevolezza sul legame tra alimentazione, prevenzione e benessere, mostrando come la conoscenza possa contribuire alla promozione di comportamenti e stili di vita più attenti alla salute. La riflessione ha inoltre posto in evidenza il contributo che la cultura italiana può offrire al dibattito internazionale attraverso un modello alimentare nel quale ricerca scientifica, tradizioni e relazioni sociali trovano un punto di incontro.
All’Università Magna Graecia studiosi, istituzioni e ospiti internazionali
L’appuntamento ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e associativo, confermando la capacità dell’iniziativa di favorire il dialogo tra ambiti professionali differenti. Tra i protagonisti della giornata il prorettore vicario dell’Università Magna Graecia Giuseppe Chiarella, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, le direttrici di Dipartimento Paola Roncada e Aquila Villella, Daniele Scalea, presidente della Fondazione Machiavelli, e Pietro Cianglia, presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli. La sessione scientifica è stata arricchita dai contributi di Rossana Caridà, Daniele Torella, Maria Carlotta Rizzuto, Domenico Bilotti, Giuseppe Porcelli e Fabio Borrello, che hanno offerto differenti prospettive sul rapporto tra salute, alimentazione e patrimonio culturale. Un momento di particolare intensità è stato rappresentato dall’intervento autobiografico dell’avvocatessa Lucrezia Staiano, che ha portato al centro del confronto la dimensione personale della propria esperienza, affiancando ai contributi scientifici e culturali una testimonianza umana. Di particolare rilievo anche la partecipazione internazionale di Roberto Vicinanza, della University of Southern California, Luigi Boccuto, della Clemson University, e Nataša Milić, della University of Novi Sad. Il collegamento con gli studiosi degli Stati Uniti e della Serbia ha ampliato gli orizzonti del dibattito, sottolineando il valore della cooperazione accademica e della circolazione delle idee tra Paesi diversi.
A moderare i lavori è stato Franco Laratta, direttore dell’informazione di LaC, che ha accompagnato il confronto attorno all’interrogativo centrale dell’iniziativa: “la salute parla italiano?” Una domanda che ha permesso di approfondire il contributo del nostro Paese alla diffusione di esperienze scientifiche e modelli culturali riconosciuti a livello internazionale. Attraverso i diversi interventi è emersa una visione della lingua italiana non soltanto come strumento di comunicazione, ma anche come veicolo di conoscenze, capacità progettuali e competenze sviluppate in ambito medico, alimentare e culturale. L’incontro ha così offerto un’occasione per valorizzare il rapporto tra ricerca e divulgazione, favorendo uno scambio tra esperienze accademiche, istituzioni e realtà associative. La presenza di studiosi stranieri ha inoltre confermato l’importanza delle collaborazioni internazionali nel percorso di crescita della ricerca scientifica, mostrando come le conoscenze possano circolare e arricchirsi attraverso il confronto tra sistemi universitari e tradizioni culturali differenti.
Da Roma a Catanzaro, il percorso dedicato alla salute e alla cultura italiana
L’incontro del 22 ottobre all’Università Magna Graecia ha rappresentato una nuova tappa di un progetto avviato il 7 aprile scorso a Palazzo Firenze, a Roma, sede centrale della Società Dante Alighieri, in occasione della Giornata Mondiale della Salute. In quella circostanza si era svolta la conferenza “La Dieta Mediterranea come modello di salute. Dalla tradizione alla medicina basata sulle evidenze”, dedicata all’approfondimento del rapporto tra alimentazione, prevenzione e ricerca scientifica. L’appuntamento romano aveva posto le basi per ulteriori occasioni di confronto, sviluppate successivamente attraverso una prospettiva capace di integrare aspetti sanitari, culturali e sociali. A Catanzaro il progetto ha assunto una dimensione più ampia, inserendosi nel programma della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata al tema “Lingua geniale. Ideare, progettare, creare con l’italiano”. Un filo conduttore che invita a riconoscere la creatività italiana non soltanto nelle tradizionali espressioni artistiche e letterarie, ma anche nella produzione scientifica, nella progettazione e nella capacità di elaborare soluzioni innovative. La collaborazione tra l’Università Magna Graecia e la Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea ha consentito di sviluppare un’iniziativa nella quale formazione accademica, divulgazione e partecipazione culturale si sono incontrate, rafforzando un percorso di confronto destinato a valorizzare il patrimonio di conoscenze e competenze del territorio.
Una Calabria che guarda al mondo attraverso la ricerca e la conoscenza
Il Premio Eccellenza Calabrese nel Mondo attribuito al professor Ludovico Montebianco Abenavoli assume un significato particolare anche per il territorio, perché richiama l’importanza delle competenze scientifiche e culturali nella costruzione di relazioni che superano i confini regionali. Il riconoscimento racconta una Calabria capace di esprimere talenti, promuovere ricerca e partecipare alla creazione di reti accademiche internazionali, attraverso il contributo di professionisti impegnati nella diffusione della conoscenza. In questa prospettiva, l’attività della Società Dante Alighieri di Tropea rappresenta un esempio di collaborazione tra associazionismo culturale, istituzioni e università, con iniziative che mettono in relazione discipline e sensibilità differenti. La giornata organizzata a Catanzaro ha confermato il valore di una progettualità condivisa, nella quale esperienze professionali e competenze diverse possono contribuire alla realizzazione di obiettivi comuni. Al centro resta la volontà di valorizzare la lingua italiana come patrimonio identitario, ma anche come mezzo attraverso il quale diffondere risultati scientifici, promuovere la cultura della prevenzione e rafforzare i rapporti tra comunità e Paesi diversi. Il successo dell’appuntamento ha inoltre evidenziato le opportunità offerte dal dialogo tra ricerca medica, tradizioni alimentari e promozione culturale per raccontare un territorio capace di coniugare le proprie radici con una prospettiva internazionale.
La lingua italiana come strumento di pace, fratellanza e cooperazione
Il messaggio conclusivo dell’iniziativa ha richiamato il valore della conoscenza come strumento di pace e comprensione reciproca. In un contesto internazionale segnato da tensioni e divisioni, favorire lo scambio culturale e scientifico significa anche creare occasioni di dialogo, promuovere il rispetto delle differenze e rafforzare la cooperazione tra i popoli. La lingua italiana, attraverso la propria eredità storica e culturale, può contribuire a questo percorso, diventando uno strumento di incontro e condivisione capace di superare le distanze geografiche. È questa la prospettiva emersa dalla giornata promossa all’Università Magna Graecia dal professor Abenavoli e dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, che ha saputo coniugare rigore scientifico e sensibilità umanistica. Un’esperienza che ha posto al centro la cultura come patrimonio comune, la ricerca come occasione di progresso e la divulgazione come mezzo per rendere accessibili conoscenze e competenze. Da Catanzaro arriva così un messaggio di pace e fratellanza che guarda al mondo, fondato sulla consapevolezza che la crescita scientifica e culturale passa anche attraverso la capacità di condividere il sapere. Un concetto racchiuso nella frase che accompagna il riconoscimento conferito al professor Abenavoli: “Il sapere non ha confini, ma le sue radici hanno una terra”.
