Le guerre, la ricerca della libertà, le disuguaglianze, le trasformazioni politiche e sociali e la crisi ambientale raccontate attraverso l’arte contemporanea. Domenica 18 ottobre, alle ore 10:30, la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS inaugura a Catania OELLE archive ②, un nuovo progetto espositivo che riunisce opere di artisti italiani e internazionali per offrire uno sguardo sulle principali tensioni del mondo attuale. Tra le novità più significative, la presentazione per la prima volta a Catania dei lavori di Thomias Radin, Dala Nasser e The Cool Couple, protagonisti di ricerche artistiche che affrontano, attraverso linguaggi differenti, questioni legate ai conflitti, alla memoria, all’identità e alla rappresentazione della violenza. La mostra non si limita a ripercorrere la storia della collezione della Fondazione, ma propone una selezione di opere capace di mettere in relazione esperienze artistiche diverse, riconoscendo all’arte un ruolo nell’interpretazione delle contraddizioni della società contemporanea e nella costruzione di nuove occasioni di confronto e consapevolezza.
OELLE archive ②, una mostra per raccontare le contraddizioni del presente
Il progetto espositivo nasce dalla volontà di trasformare la collezione della Fondazione in uno strumento di lettura del mondo contemporaneo, superando l’idea di una semplice ricognizione delle opere raccolte nel corso degli anni. Al centro del percorso trovano spazio temi che attraversano il dibattito internazionale, dalle guerre alle trasformazioni sociali, dalle rivendicazioni di libertà alle conseguenze delle disuguaglianze, fino alle questioni ambientali. Attraverso il dialogo tra artisti e linguaggi differenti, OELLE archive ② propone una riflessione sul rapporto tra creazione artistica e realtà, evidenziando come le opere possano diventare strumenti di espressione, denuncia e cambiamento. La selezione riflette anche le scelte compiute dalla Fondazione nel corso della propria attività, attraverso il sostegno agli artisti, l’attenzione verso le nuove ricerche e la costruzione di collaborazioni con protagonisti della scena culturale italiana e internazionale.
“È la mostra più contemporanea che possiamo fare, non soltanto per i linguaggi artistici che presenta, ma soprattutto per i contenuti che affronta. Le opere raccontano il nostro tempo, le sue contraddizioni e i conflitti che lo attraversano, dando voce a prospettive diverse e a esperienze che spesso faticano a trovare spazio nel dibattito pubblico. La collezione è anche il risultato delle scelte che la Fondazione ha compiuto negli anni: sostenere gli artisti, accogliere le loro ricerche e riconoscere nell’arte una possibilità concreta di interrogare la realtà e stimolare nuove consapevolezze”, dichiara Ornella Laneri, presidente di Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS.
Per la prima volta a Catania le opere di Thomias Radin, Dala Nasser e The Cool Couple
Una delle principali novità dell’esposizione riguarda la presenza, per la prima volta a Catania, di opere di Thomias Radin, Dala Nasser e The Cool Couple, artisti che affrontano alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità attraverso approcci e linguaggi differenti. Thomias Radin utilizza il corpo e il movimento per indagare il rapporto tra esperienza individuale e dimensione collettiva, soffermandosi sulle relazioni tra identità personale e appartenenza sociale. Dala Nasser concentra invece la propria ricerca sulle conseguenze dei conflitti, sulle ferite che la violenza lascia nei territori e sulle tracce che continuano a persistere nella memoria. The Cool Couple propone una riflessione sulla rappresentazione della guerra attraverso immagini e un’estetica ironica e giocosa, interrogandosi sui meccanismi attraverso i quali la violenza viene raccontata, osservata e progressivamente normalizzata, soprattutto tra le giovani generazioni. Tre prospettive differenti che contribuiscono a costruire un percorso espositivo nel quale l’arte diventa occasione per interrogarsi sulle esperienze individuali e collettive e sul modo in cui la società percepisce i conflitti.
Dalle guerre alle disuguaglianze: gli artisti protagonisti della mostra
Il tema dei conflitti attraversa anche la ricerca fotografica di Michael Christopher Brown, che ha documentato scenari di guerra internazionali, offrendo attraverso le immagini una testimonianza delle conseguenze della violenza e delle trasformazioni che interessano i territori coinvolti. Un’altra prospettiva è quella di Daniela Ortiz, che utilizza la pratica artistica come strumento di denuncia delle disuguaglianze, delle strutture di potere e delle eredità coloniali, affrontando questioni che riguardano i rapporti tra società, istituzioni e comunità. Tamás Kaszás concentra invece la propria ricerca sui temi della libertà e dell’autodeterminazione, interrogando i modelli attraverso i quali si organizza la vita collettiva e le possibilità di immaginare forme differenti di convivenza. A queste riflessioni si affiancano opere dedicate al rapporto tra essere umano e ambiente, ampliando il percorso della mostra verso le questioni ecologiche e le trasformazioni che caratterizzano il presente. L’insieme delle ricerche artistiche costruisce così un confronto tra linguaggi, sensibilità e temi differenti, accomunati dall’attenzione verso le contraddizioni della società contemporanea.
La mostra comprende inoltre opere di Alfio Bonanno, Federico Baronello, Margot Kalach, Francesco Lauretta, Antonio Marras, Ryan Mendoza, Lalla Lussu, Alfredo Pirri, Carol Rama, Marco Nereo Rotelli ed Ettore Sottsass. La presenza di questi artisti contribuisce ad arricchire una selezione eterogenea, nella quale si incontrano esperienze, percorsi e modalità espressive differenti. Il progetto restituisce l’immagine di una collezione in continua evoluzione, costruita nel tempo attraverso scelte culturali, incontri e collaborazioni che hanno accompagnato l’attività della Fondazione. La varietà delle opere presentate riflette l’attenzione verso le ricerche artistiche contemporanee e la volontà di offrire al pubblico occasioni di approfondimento sui temi politici, sociali e culturali che attraversano il mondo attuale. La collezione viene così proposta non soltanto come patrimonio da conservare, ma anche come strumento attraverso il quale sviluppare nuove interpretazioni della realtà.
La suite di Alfredo Pirri e la Meta Room di Ryan Mendoza
Tra le esperienze previste all’interno del percorso espositivo figurano anche la suite di Alfredo Pirri e la Meta Room di Ryan Mendoza, due ambienti che ampliano le modalità di fruizione delle opere e permettono ai visitatori di entrare in relazione con il lavoro degli artisti attraverso forme differenti rispetto alla tradizionale osservazione museale. La presenza di questi spazi rappresenta un ulteriore elemento del progetto OELLE archive ②, che punta a valorizzare il rapporto diretto tra pubblico, ambiente e ricerca artistica. La visita offrirà dunque non soltanto la possibilità di osservare opere appartenenti a linguaggi differenti, ma anche di sperimentare modalità di incontro con l’arte che superano la semplice contemplazione. Un’impostazione coerente con la volontà della Fondazione di proporre esperienze culturali capaci di coinvolgere il pubblico e stimolare riflessioni sui temi della contemporaneità.
Verso i dieci anni della Fondazione OELLE: il Premio Mediterraneo Antico e il legame con Artissima
L’inaugurazione di OELLE archive ② si inserisce in un percorso più ampio che condurrà la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS a celebrare nel 2027 i suoi primi dieci anni di attività. Un decennio dedicato alla costruzione di relazioni tra la scena artistica internazionale e il territorio siciliano, attraverso progetti espositivi, collaborazioni e iniziative di sostegno alla ricerca contemporanea. In questo contesto assume particolare rilievo il Premio OELLE – Mediterraneo Antico, promosso dal 2022 in collaborazione con Artissima, che offre a un artista selezionato da una giuria internazionale l’opportunità di sviluppare una residenza in Sicilia e realizzare un progetto originale. Tra gli artisti coinvolti nelle diverse edizioni figurano Dala Nasser, Carolina Ricca Lee, Daniela Ortiz e Thomias Radin, alcuni dei quali presenti anche nella nuova mostra. Il premio rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali la Fondazione sostiene la produzione artistica e favorisce il dialogo tra esperienze internazionali e contesto locale, contribuendo allo sviluppo di nuove collaborazioni e percorsi di ricerca.
L’appuntamento per l’inaugurazione di OELLE archive ② è fissato per domenica 18 ottobre alle ore 10:30 a Catania. Attraverso questa nuova esposizione, la Fondazione presenta una collezione che non si limita a custodire la memoria delle proprie attività, ma si propone come uno spazio di confronto con il presente e con le trasformazioni del mondo contemporaneo. Le opere selezionate invitano a riflettere sui conflitti, sulle rivendicazioni di libertà, sulle disuguaglianze e sul rapporto tra società e ambiente, offrendo prospettive differenti attraverso il linguaggio dell’arte. Un progetto che accompagna il percorso verso il decennale della Fondazione e conferma la volontà di mantenere aperto il dialogo tra artisti, pubblico e territorio siciliano, riconoscendo alla cultura la possibilità di contribuire alla comprensione critica della realtà e alla costruzione di nuove consapevolezze.

