Il Teatro Massimo Bellini di Catania inaugura la nuova stagione di concerti sinfonici e recital con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, una delle composizioni più imponenti e intense del repertorio musicale. L’appuntamento è in programma al Teatro Metropolitan venerdì 16 ottobre alle ore 20.30, per il Turno A, e sabato 17 ottobre alle ore 17.30, per il Turno B. La scelta di un capolavoro verdiano segna l’avvio di un cartellone che il Bellini continuerà a proporre negli altri spazi cittadini, mentre la sede storica rimane chiusa per lavori di adeguamento. Le due rappresentazioni coincideranno anche con la conclusione della campagna abbonamenti, avviata a settembre e accolta con grande partecipazione dal pubblico. Un’inaugurazione che punta sulla forza espressiva di una partitura capace di trasformare la preghiera in un’esperienza musicale e teatrale di straordinaria intensità, attraversando i grandi interrogativi dell’esistenza umana, dalla paura della morte alla speranza della salvezza.
Un cast internazionale per il capolavoro di Giuseppe Verdi
L’esecuzione della Messa da Requiem sarà affidata a un cast internazionale di eccellenza, con protagoniste l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini, formazioni pluripremiate che si confronteranno con una delle pagine più impegnative del repertorio sinfonico-corale. Sul podio salirà Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico dell’ente e bacchetta di chiara fama, mentre la preparazione del Coro sarà curata da Gianbartolo Porretta. A interpretare le parti solistiche saranno il soprano Forooz Razavi, il mezzosoprano Polina Sgamava, il tenore Marco Ciaponi e il basso Carlo Lepore. Composta da Verdi in memoria di Alessandro Manzoni e presentata per la prima volta a Milano nel 1874, la partitura rappresenta uno dei vertici della produzione del compositore di Busseto. Un’opera nata nell’ambito della musica sacra, ma caratterizzata da una teatralità che emerge continuamente nel rapporto tra orchestra, coro e voci soliste, chiamati a dare forma ai sentimenti più profondi dell’uomo di fronte al mistero della morte.
Il Bellini prosegue la programmazione nonostante la chiusura della sede storica
L’inaugurazione al Metropolitan assume un significato particolare per il Teatro Massimo Bellini, impegnato in una fase di miglioramento e rinnovamento della propria sede storica. La chiusura della sala del Sada per i lavori di adeguamento non interrompe infatti l’attività artistica dell’ente, che continua a produrre spettacoli e a incontrare il pubblico attraverso gli altri spazi della città. A sottolineare il valore della scelta inaugurale è il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano, che dichiara: “Aprire con il Requiem di Verdi significa entrare immediatamente nel cuore della grande musica e, nello stesso tempo, nel cuore delle domande più profonde dell’essere umano. È una scelta che racconta bene la nostra idea di Teatro: un’istituzione in grado di custodire l’eredità del repertorio, ma anche di vivere la contemporaneità e parlare a pubblici diversi. Una tale partitura, con la sua forza espressiva e la insita teatralità, ci offre proprio questa possibilità. In un momento in cui il nostro ente sta vivendo una fase importante di miglioramento e rinnovamento della sede storica, proseguiamo senza battute d’arresto a produrre, a programmare e soprattutto a incontrare il pubblico. Una linea direttrice che conferma una volontà precisa: il Bellini non si ferma, e le sue note continuano ad abitare Catania.”
Dal Dies irae al Libera me, la forza drammatica del Requiem
La Messa da Requiem di Verdi affronta il tema della morte e del giudizio finale attraverso una scrittura musicale nella quale convivono la dimensione monumentale del coro e dell’orchestra e quella più intima delle quattro voci soliste. Il compositore non si limita a musicare una preghiera per i defunti, ma costruisce un percorso drammatico in cui il confronto dell’uomo con l’idea della salvezza diventa il centro dell’esperienza musicale. Il coro assume il ruolo di una comunità che teme, invoca e implora, mentre i solisti restituiscono la dimensione individuale della paura e della speranza. La tensione attraversa l’intera partitura, a cominciare dal fragore del Dies irae, che irrompe con una forza quasi fisica, per proseguire con la solennità del Rex tremendae, la sospensione del Recordare e la dolente cantabilità del Lacrymosa. Nel Confutatis il coro alterna la minaccia del giudizio alla supplica, mentre nel Libera me Verdi concentra nuovamente la tensione nella voce del soprano, prima che il coro torni protagonista e la preghiera riacquisti una dimensione collettiva. È proprio la continua alternanza tra grandiosità e raccoglimento, tra individuo e comunità, a rendere questa composizione ancora capace di parlare al pubblico contemporaneo. Una drammaticità che non nasce da una vicenda narrata, ma dalla successione di stati d’animo, immagini e invocazioni tradotti in musica.
Carminati: “Una delle pagine più alte della nostra cultura”
Il valore artistico e simbolico della scelta è evidenziato anche dal direttore artistico Fabrizio Maria Carminati, che guiderà l’Orchestra e il Coro nelle due esecuzioni inaugurali. “Inaugurare i concerti con il Requiem di Verdi vuol dire affidare ad un tale capolavoro una responsabilità e, insieme, una straordinaria possibilità: quella di riunire una comunità attraverso una delle pagine più alte della nostra cultura. La forza della partitura nasce dalla sua capacità di tenere insieme il respiro monumentale della scrittura orchestrale e corale con la dimensione profondamente umana delle voci. È con questo spirito che il Teatro Massimo Bellini battezza la stagione, continuando a offrire in altre sedi al pubblico grandi interpreti e grandi classici anche in un momento in cui non possiamo usufruire della sala del Sada”. Il Requiem diventa così il punto di partenza di una stagione che intende mantenere vivo il rapporto tra il teatro e la città, valorizzando un patrimonio musicale che non vuole essere soltanto custodito, ma anche continuamente proposto e reinterpretato attraverso l’ascolto condiviso. Una scelta che guarda alla tradizione e al tempo stesso al presente, affidando alla musica il compito di riunire il pubblico attorno a temi universali come la morte, la paura e la speranza.
Abbonamenti e biglietti: orari, modalità di acquisto e informazioni
Le rappresentazioni del 16 e 17 ottobre segneranno anche la conclusione della campagna abbonamenti per la nuova stagione sinfonica e di recital del Teatro Massimo Bellini. Chi desidera sottoscrivere un nuovo abbonamento dovrà recarsi direttamente al botteghino del teatro, dove sarà possibile scegliere il posto sulla pianta originale. La biglietteria è aperta il martedì e il sabato dalle ore 9 alle 13, mentre dal mercoledì al venerdì osserva anche l’apertura pomeridiana dalle ore 16 alle 18. Il lunedì rimane chiusa. Per informazioni è disponibile il numero telefonico 095.316150. Chi invece intende assistere a uno dei due concerti inaugurali acquistando un biglietto singolo potrà farlo a partire da giovedì 15 ottobre, attraverso il portale online Vivaticket.com oppure direttamente ai botteghini del Teatro Massimo Bellini e del Teatro Metropolitan. Ulteriori informazioni sulla programmazione e sulle modalità di acquisto sono disponibili sul sito ufficiale www.teatromassimobellini.it. La nuova stagione prende dunque il via nel segno di Giuseppe Verdi, confermando la volontà del Bellini di proseguire la propria attività artistica anche durante i lavori che interessano la sede storica.
