Sarà l’autopsia disposta dalla procura catanese, che ha aperto un’inchiesta, a far luce sul decesso di M.R. 41 anni, morto alle 4.30 di ieri, nel centro polifunzionale della Polizia in via San Giuseppe La Rena a Catania che ospita anche il reparto prevenzione crimine “Sicilia” dopo essere stato fermato dagli agenti. Sulla vicenda il procuratore catanese Francesco Curcio mantiene un rigoroso silenzio ma è probabile che alcuni agenti, quelli che hanno accompagnato il fermato e che erano con lui negli uffici di polizia, possano essere iscritti nelle prossime ore nel registro degli indagati per potere presenziare ai rilievi autoptici con un proprio legale e un consulente di parte. Le indagini sono state delegate alla squadra mobile catanese. Il 40enne avrebbe precedenti penali per rapina e furto.
Secondo la ricostruzione che è stata resa nota, una pattuglia delle Volanti dopo aver sentito il suono di un allarme ha visto due persone su due ciclomotori viaggiare ad alta velocità. I due non si sarebbero fermati all’alt. E’ cominciato così l’inseguimento da parte della polizia lungo le vie D’Amico, Archimede, Crispi e Mascagni che M.R. avrebbe percorso in controsenso. In via Mascagni l’uomo sullo scooter avrebbe perso il controllo finendo a terra e tentando la fuga a piedi. I poliziotti sono quindi riusciti a fermare il fuggitivo ammanettandolo e portandolo sull’auto della polizia negli uffici di via La Rena. Qui l’uomo si sarebbe sentito male. I polizotti hanno tentato di soccorrerlo, hanno chiamato il 118 ma per M.R. non ci sarebbe stato nulla da fare.
La polizia ha informato il magistrato di turno che ha disposto il sequestro della salma per svolgere l’autopsia. Per i rilievi nell’ufficio dov’è avvenuto il decesso sono interveneuti agenti della Scientifica. Non sono stati resi noti i dettagli sui tempi dell’intervento: quando è stato fermato l’uomo, dopo quanto tempo è giunto negli uffici di via La Rena, e dopo quanto tempo trascorso nel centro polifunzionale è morto. Gli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico sono preparati per operazioni di primo soccorso come il massaggio cardiaco e sarebbero anche dotati di defibrillatore. La procura catanese, attraverso l’esame del medico legale, vuole appurare se sul corpo di M. R. vi siano segni attribuibili a traumi subiti non ascrivibili alla caduta con lo scooter e se l’uomo avesse assunto sostanze stupefacenti.

