La protesta contro il caro carburante in Sicilia non si è ancora conclusa. Mentre alcune organizzazioni degli autotrasportatori hanno annunciato la sospensione dei blocchi, a Gela decine di camionisti hanno deciso di mantenere il presidio lungo la strada statale 117 bis Gela-Catania, chiedendo interventi concreti per ridurre il costo del gasolio. Contemporaneamente, a Palermo, proseguono le mobilitazioni degli studenti, mentre gli agricoltori sono scesi in piazza davanti a Palazzo dei Normanni per denunciare le difficoltà del settore agricolo. Una giornata caratterizzata da proteste differenti, accomunate dalle preoccupazioni per l’aumento dei costi e per le conseguenze sulle attività lavorative e sulla vita quotidiana delle famiglie.
Gela, gli autotrasportatori non si fermano: “non abbiamo ricevuto neanche un centesimo”
A Gela, decine di mezzi pesanti restano parcheggiati lungo la rotatoria della statale 117 bis, all’ingresso della città. Gli autotrasportatori presenti al presidio hanno deciso di non interrompere la protesta, nonostante le notizie relative agli accordi raggiunti da altre sigle del settore. “Giungono notizie di protesta finita e di accordi raggiunti ma non è assolutamente vero”, dichiarano i camionisti, che contestano l’assenza di risultati concreti per chi lavora nel trasporto su strada. “Qualcuno, per l’intermodale, ha raggiunto qualche obiettivo ma per noi che lavoriamo su strada non c’è nulla. I soldi che dovrebbero stanziare sono gli stessi che avevano già promesso. I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo”, spiegano gli autotrasportatori.
La decisione è quindi quella di proseguire la mobilitazione fino all’ottenimento di risposte ritenute soddisfacenti. “Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla. Questi camion fermi sono tutta la nostra vita e il nostro lavoro”, aggiungono. Oltre al presidio sulla statale, altri autotrasportatori hanno fermato i propri mezzi nell’area occupata dagli agricoltori all’ingresso di Gela, a poca distanza dal tribunale.
Palermo, proteste nelle scuole e prima notte di occupazione
La mobilitazione coinvolge anche il mondo della scuola. A Palermo, un gruppo di studenti dell’istituto superiore Francesco Paolo Cascino, in via Fattori, ha protestato posizionando alcuni cassonetti della spazzatura rovesciati davanti a uno degli ingressi dell’edificio, ostacolandone l’accesso. Durante la protesta sono stati fatti esplodere petardi e lanciate uova contro i cancelli. Nel frattempo, è trascorsa la prima notte di occupazione per gli studenti degli istituti Umberto I e Vittorio Emanuele II.
“È stata una notte tranquilla”, racconta il rappresentante d’istituto del Vittorio Emanuele II, spiegando che la polizia ha presidiato l’uscita della scuola fin dalle prime ore del mattino. All’interno della struttura si trovano circa 400 studenti, anche se soltanto una ventina ha trascorso la notte nell’edificio. Gli altri si sono aggiunti nel corso della mattinata. Le agitazioni sono riprese anche in altri istituti del capoluogo siciliano, con sit-in davanti al liceo artistico Catalano e al liceo Duca degli Abruzzi-Einaudi-Pareto.
Gli studenti del Nautico al porto: “il caro carburante pesa anche sulle nostre famiglie”
Particolare attenzione alla vertenza degli autotrasportatori arriva dagli studenti del liceo nautico Gioeni Trabia di Palermo. Come già avvenuto nella giornata precedente, un gruppo di circa 30 ragazzi si è diretto verso il porto per manifestare solidarietà ai camionisti impegnati nella protesta. A spiegare le ragioni della mobilitazione è il rappresentante degli studenti dell’istituto nautico, che richiama le conseguenze dell’aumento del costo dei carburanti anche sugli spostamenti quotidiani. “Andare a scuola, soprattutto per i pendolari, con il rincaro del prezzo del carburante, diventerà sempre più costoso anche per tutti noi. Il caro vita inoltre ha già un impatto importante sull’economia delle nostre famiglie”, afferma. Una preoccupazione che riguarda quindi non soltanto il mondo dei trasporti e delle imprese, ma anche gli studenti e le famiglie che devono affrontare quotidianamente i costi della mobilità.
Agricoltori in piazza davanti all’Ars: regalano grano, pane, olio e melograni
La protesta contro il caro carburante ha raggiunto anche Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, dove gli agricoltori si sono ritrovati per chiedere misure immediate a sostegno del settore. Durante la manifestazione sono stati distribuiti gratuitamente grano, pane, olio e melograni, con la scelta di non gettare o disperdere i prodotti agricoli. “L’idea inizialmente era di buttare per terra i nostri prodotti”, spiega Franco Calderone, presidente di Agrisat, “ma dietro c’è il lavoro di noi agricoltori, quindi li stiamo regalando alla gente”.
Calderone contesta soprattutto i tempi degli interventi economici annunciati, sostenendo che le risorse previste non siano sufficientemente immediate rispetto alle difficoltà delle aziende agricole. “I 50 milioni destinati all’agricoltura arriveranno tra un paio anni, il problema degli agricoltori è oggi. Se il costo del gasolio non scende subito, sarà impossibile andare a lavorare i campi”, afferma. Il presidente di Agrisat sostiene inoltre che il 95% dei terreni agricoli siciliani sarebbe attualmente incolto, un dato da lui indicato per descrivere la gravità della situazione. “La politica e l’assessore all’Agricoltura devono darci risposte per il presente per salvare la stagione agraria”, aggiunge.
La richiesta degli agricoltori: “gasolio a 40 centesimi per tornare nei campi”
Al centro della manifestazione degli agricoltori c’è la richiesta di una riduzione immediata del prezzo del gasolio agricolo, considerata indispensabile per consentire la ripresa delle attività nei campi. “La politica è assente nei confronti degli agricoltori, tutti i provvedimenti presi finora sono assolutamente inutili. Oggi l’unico modo per fare ripartire gli agricoltori e farli ritornare nei campi per coltivare il grano in primis e poi tutti gli altri prodotti è quello di mettere il gasolio a 40 centesimi”, dichiara Calderone.
Il presidente di Agrisat chiede quindi interventi che permettano alle imprese agricole di continuare a produrre, sottolineando l’importanza della qualità delle produzioni destinate ai consumatori. “Devono prendere provvedimenti seri e che consentano di mettere gli agricoltori nelle condizioni di lavorare, di produrre e produrre sano”, afferma. Calderone collega inoltre nelle proprie dichiarazioni la qualità dell’alimentazione al tema delle intolleranze alimentari, avanzando considerazioni che non costituiscono, di per sé, evidenze scientifiche di un rapporto causale.
