Il Governo Meloni interviene sul caro carburante dopo giorni di proteste, blocchi stradali e difficoltà negli approvvigionamenti che hanno colpito soprattutto Calabria e Sicilia. Il Consiglio dei ministri di oggi, giovedì 22 ottobre, ha approvato un decreto-legge con disposizioni urgenti e nuove misure di sostegno per i settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il provvedimento prevede 60 milioni di euro per il gasolio agricolo, 10 milioni per la pesca e ulteriori interventi per le imprese dell’autotrasporto, con l’obiettivo di accelerare i pagamenti, sostenere la liquidità delle aziende e contenere le conseguenze dell’aumento dei costi energetici.
L’Esecutivo ha inoltre raggiunto un accordo con le associazioni degli autotrasportatori, annunciando lo sblocco dei crediti d’imposta e nuove misure per le imprese più piccole. Ma, nonostante le intese e la sospensione delle proteste da parte di diverse organizzazioni, in alcune zone i presidi continuano. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato la scelta del dialogo con le categorie produttive, ribadendo però che il Governo intende garantire la libera circolazione delle merci e contrastare eventuali intimidazioni nei confronti di chi vuole continuare a lavorare.
Meloni dopo il Consiglio dei ministri: “accordo firmato, pagamenti già partiti”
La premier ha commentato il decreto attraverso un video pubblicato sui social mentre era in corso la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri. “Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”, ha dichiarato Meloni. Il presidente del Consiglio ha sottolineato che l’accordo con le organizzazioni dell’autotrasporto è già stato firmato e che le procedure per l’erogazione delle risorse sono state avviate. “L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti, oggi si è svolto il Consiglio dei Ministri. Questo è il metodo con cui questo governo lavora in un tempo sicuramente complesso per cercare di dare risposte immediate soprattutto ai lavoratori, alle persone che sono in difficoltà, alle famiglie”, ha spiegato. Meloni ha poi ringraziato le associazioni che hanno deciso di sospendere la mobilitazione: “voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto, hanno revocato i fermi e le manifestazioni. È stato un atto di responsabilità”.
Autotrasporto, 106 milioni aggiuntivi e crediti d’imposta fino a marzo 2027
Uno dei principali interventi riguarda le imprese dell’autotrasporto, che nelle ultime settimane hanno denunciato l’insostenibilità dei costi del carburante. Il Governo ha annunciato 106 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 434 milioni già stanziati, destinati a rafforzare il credito d’imposta per il gasolio. Le imprese riceveranno un acconto relativo al periodo marzo-agosto 2026, con controlli successivi per accelerare l’erogazione delle somme. “Il Ministero dei Trasporti ha già cominciato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’imposta per il gasolio da marzo ad agosto 2026 che copriamo per intero. I controlli si faranno dopo perché chi lavora non può restare fermo ad aspettare la burocrazia”, ha affermato Meloni.
L’Esecutivo prevede inoltre lo sblocco, da novembre, dei pagamenti arretrati per il trasporto via mare, il rifinanziamento del credito d’imposta relativo al periodo settembre-ottobre e la possibilità di utilizzare i crediti fino al 31 marzo 2027. Tra le ulteriori misure figurano interventi sui canoni di leasing degli automezzi e nuove disposizioni per adeguare alcune tipologie di contratto all’aumento del costo del carburante.
Rixi: “dalla prossima settimana i crediti disponibili alle prime imprese”
Durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha fornito ulteriori dettagli sulle tempistiche dei pagamenti. Secondo quanto spiegato dal viceministro, il Ministero ha già iniziato a trasmettere le disposizioni per l’erogazione delle risorse. “Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti”, ha dichiarato.
Rixi ha precisato che i crediti saranno disponibili alle prime aziende dalla prossima settimana. “Il Mit da ieri ha iniziato a fare i pagamenti e oggi ce li certifica l’Agenzia delle Entrate, quindi entro la prossima settimana le prime 2.000 imprese mandate ieri avranno i crediti di imposta sul cassetto fiscale delle entrate”, ha spiegato. Complessivamente, per il periodo fino alla fine di agosto, le imprese interessate sarebbero 32.000. A novembre è inoltre prevista l’apertura di un’ulteriore finestra relativa a ottobre.
Leasing sospesi per sette mesi e contratti adeguati al prezzo del gasolio
Il decreto contiene anche disposizioni rivolte alle aziende di autotrasporto di dimensioni medio-piccole, particolarmente esposte alle difficoltà economiche. Rixi ha ricordato che il credito d’imposta riguarda i mezzi Euro 5 e superiori, con massa oltre le 7,5 tonnellate, secondo i requisiti previsti dalla disciplina europea. Per sostenere le imprese che non possono usufruire di questi strumenti è stata introdotta la possibilità di sospendere per sette mesi il pagamento dei canoni di leasing sugli automezzi, così da conservare liquidità. Un’altra misura riguarda i rapporti contrattuali tra committenti e trasportatori. Il viceministro ha illustrato l’introduzione del cosiddetto metodo spagnolo, che consente di applicare il differenziale derivante dall’aumento del costo del gasolio anche in alcune situazioni nelle quali i rapporti di trasporto non sono regolati da contratti scritti. L’obiettivo è ripartire maggiormente il peso dei rincari tra committenti e autotrasportatori, evitando che gli aumenti ricadano esclusivamente sulle imprese di trasporto.
Agricoltura, 60 milioni per il gasolio: contributi fino a 45 centesimi al litro
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri dedica una parte importante delle risorse al settore agricolo, uno dei comparti che maggiormente risentono dell’incremento dei costi energetici. Il Governo ha stanziato 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul gasolio agricolo, equivalente a uno sconto fino a 45 centesimi al litro. Secondo quanto illustrato dalla presidente Meloni, la misura riguarderà oltre 120 milioni di litri di carburante. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha precisato che l’intervento consentirà di sostenere l’acquisto di 121 milioni di litri, attraverso un meccanismo di ristoro gestito da AGEA, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. “Arriveranno in brevissimo tempo attraverso Agea”, ha assicurato il ministro riferendosi ai 60 milioni previsti dal provvedimento. Lollobrigida ha spiegato che, dopo un primo intervento destinato alla parte iniziale dell’anno, la nuova misura copre il periodo fino al 15 ottobre 2026, riconoscendo un contributo alle aziende che hanno acquistato carburante agricolo. Per il settore della pesca, invece, sono stati stanziati 10 milioni di euro, destinati a sostenere un comparto alle prese con costi del carburante particolarmente elevati.
Le proteste continuano in alcune zone, fermi anche pescherecci sull’Adriatico
Nonostante le misure approvate, la mobilitazione contro il caro carburante non si è ancora completamente conclusa. In alcune zone proseguono i presidi degli autotrasportatori, mentre la protesta interessa anche il settore della pesca. In diversi porti dell’Adriatico, nelle Marche e in Abruzzo, numerosi pescherecci rimangono fermi a causa dei costi del carburante, giudicati insostenibili dagli operatori. La situazione resta quindi articolata: da una parte le organizzazioni che hanno raggiunto un accordo con il Governo e hanno sospeso le proteste, dall’altra gruppi di lavoratori che chiedono ulteriori interventi e risultati immediati.
Meloni: “le intimidazioni non saranno tollerate”
Il presidente del Consiglio ha dedicato una parte del proprio intervento alla questione dei blocchi stradali e alle segnalazioni di comportamenti intimidatori. Meloni ha dichiarato di aver chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di intervenire per garantire la libera circolazione, anche alla luce delle richieste provenienti dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori e della distribuzione. “Ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che arriva dalle associazioni di autotrasportatori, agricoltori e della distribuzione per assicurare la libera circolazione, la fornitura di merci alle attività commerciali e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi”, ha affermato.
Il premier ha poi denunciato la presenza, in alcune aree, di persone che continuerebbero a bloccare le strade e a minacciare chi intende lavorare, riferendo anche di episodi di danneggiamento ai mezzi. In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”, ha dichiarato. Meloni ha ribadito che il Governo intende utilizzare gli strumenti previsti dalla legge, richiamando anche le disposizioni del decreto sicurezza in materia di blocchi stradali. “Questo governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole, però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e di non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione”, ha concluso su questo punto.
Nesci: “il Governo risponde con i fatti, ora Bruxelles faccia la sua parte”
Sulle misure approvate è intervenuto anche Denis Nesci, europarlamentare calabrese di Fratelli d’Italia e del Gruppo ECR, che ha espresso apprezzamento per la risposta dell’Esecutivo. “Il Governo Meloni risponde con i fatti alle difficoltà del mondo produttivo. Il Consiglio dei ministri ha approvato nuove misure per agricoltura, pesca e autotrasporto, destinando 60 milioni di euro al carburante agricolo e 10 milioni al settore della pesca, oltre a rafforzare gli interventi per gli autotrasportatori. Risorse concrete che dimostrano come il confronto istituzionale possa tradursi in risultati”, ha dichiarato. Nesci ha rivendicato il lavoro svolto per favorire il dialogo tra istituzioni e categorie produttive.
“In queste settimane ho contribuito personalmente ad aprire un canale di confronto con il MIMIT, nella convinzione che le difficoltà vadano affrontate attraverso il dialogo istituzionale. Il diritto alla protesta va rispettato, ma non può compromettere il lavoro di altre imprese, soprattutto quando si tratta di prodotti agricoli deperibili”, ha spiegato. L’europarlamentare ha inoltre richiamato la necessità di un intervento dell’Unione europea, chiedendo maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi agricoli per affrontare l’emergenza del caro carburante. “La risposta non può essere soltanto nazionale. Per questo ho promosso un’iniziativa parlamentare, sottoscritta da venti eurodeputati, chiedendo alla Commissione europea maggiore flessibilità nell’utilizzo dei fondi agricoli contro il caro carburante. Una richiesta che va nella stessa direzione dell’interlocuzione avviata dal ministro Lollobrigida con il commissario europeo Hansen”, ha affermato. “Ora Bruxelles deve fare la sua parte, mettendo a disposizione strumenti straordinari per sostenere le imprese e contrastare gli effetti dei rincari energetici”, ha aggiunto. Nesci ha infine ringraziato Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Matteo Salvini, sottolineando la necessità di attuare rapidamente gli interventi approvati. “Il Governo ha scelto la strada del dialogo e delle risposte immediate. Alle polemiche rispondiamo con i fatti. Ora occorre garantire la rapida attuazione delle misure e ottenere dall’Europa la stessa determinazione nel difendere chi lavora e produce”, ha concluso.
Coldiretti Calabria esulta: “bene il Governo su nuovi aiuti, difendere la saluta dei cittadini e il reddito degli agricoltori”
“Il nuovo intervento da 60 milioni di euro sul gasolio agricolo annunciato dal Governo Meloni e dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida rappresenta una risposta importante alle richieste avanzate più volte da Coldiretti, da ultimo anche dal palco del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione che si è tenuto a Roma in questi giorni. Un segnale concreto di attenzione verso un settore strategico per il Paese, duramente colpito dall’esplosione dei costi di produzione provocata dalle tensioni internazionali. Le nuove risorse, destinate ad alleggerire il costo del carburante agricolo, rappresentano un sostegno fondamentale per le imprese. E’ stata accolta anche la nostra proposta di semplificazione delle modalità di erogazione che garantirà liquidità più velocemente alle imprese”. Così in una nota Coldiretti Calabria.
“Il nuovo impegno del Governo e del ministro Lollobrigida va nella direzione sostenuta da Coldiretti di salvaguardare della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori. Perché senza imprese agricole economicamente sostenibili non può esserci produzione di cibo sano, sicuro e di qualità necessario, appunto, a garantire la salute dei cittadini. Quando gli agricoltori non riescono più a sostenere i costi per coltivare i campi e allevare gli animali, a pagarne le conseguenze sono anche le famiglie italiane, che rischiano di non trovare sulle proprie tavole i prodotti della nostra agricoltura. Le mobilitazioni di Coldiretti continuano in quelle regioni dove ancora non c’è stato l’intervento a sostegno delle imprese”.
“Il fondo da 10 milioni di euro riservato alla pesca è un passo importante per dare risposte alla crisi delle marinerie, costrette a ridurre le uscite in mare a causa dei costi energetici. Un sostegno necessario a garantire la salute dei cittadini e il reddito dei pescatori che devono essere messi in grado di continuare a portare sulle tavole dei consumatori un prodotto sicuro, sano e di qualità”. E’ quanto afferma la Coldiretti Pesca nel commentare i provvedimenti assunti dal Consiglio dei Ministri, che raccolgono le richieste di intervento avanzate al Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato a Roma. La misura prevede un contributo a fondo perduto del 10% sulle spese per l’acquisto di carburante sostenute dalle imprese.
“Il comparto sta attraversando una fase di estrema difficoltà a causa del caro gasolio, che incide in maniera rilevante sui costi, basti dire che un pieno per un peschereccio è arrivato a costare fino a 16000 euro – spiega Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca – Difficoltà che sono andate ad aggiungersi agli effetti del riscaldamento delle acque, fino alla diffusione di specie aliene invasive, come il granchio blu, e alla concorrenza dei Paesi extra Ue, da cui arrivano grandi quantità di prodotto a prezzi più competitivi, colpendo tanto la pesca quanto l’acquacoltura”.In Italia il settore della pesca conta circa 12mila imbarcazioni e genera un giro d’affari di poco inferiore ai 750 milioni di euro. Tra le voci di spesa più pesanti per le imprese figurano il personale e il carburante, indispensabile per poter uscire in mare e svolgere l’attività. Il caro gasolio sta quindi mettendo a dura prova la tenuta economica del comparto: negli ultimi mesi il prezzo ha raggiunto circa 1,65 euro al litro, con punte fino a 1,80 euro nelle isole”.
