Caro carburante, agricoltori e autotrasportatori in protesta in Calabria. Fascì (PCUP): “il Governo intervenga subito, a rischio aziende e famiglie”

La Segreteria regionale Calabria del PCUP esprime solidarietà agli agricoltori e agli autotrasportatori impegnati nei presidi dal Pollino allo Stretto

La protesta contro il caro carburante in Calabria continua a raccogliere prese di posizione e manifestazioni di solidarietà. A intervenire è Lorenzo Fascì, della Segreteria regionale Calabria del PCUP, che esprime piena vicinanza agli agricoltori e agli autotrasportatori impegnati nei presidi organizzati in diverse aree della regione, dal Pollino fino allo Stretto. Una mobilitazione che, come sottolinea Fascì, interessa anche altre regioni meridionali, tra cui Sicilia, Puglia e Basilicata. Al centro dell’intervento ci sono le conseguenze dell’aumento dei prezzi del carburante sulle attività produttive, con particolare riferimento a due comparti che dipendono direttamente dai costi energetici per garantire la continuità del proprio lavoro. Fascì chiede al Governo di affrontare la questione con urgenza, attraverso provvedimenti capaci di sostenere le imprese e tutelare l’occupazione.

Caro gasolio, Fascì: “serve un cordone di solidarietà con agricoltori e autotrasportatori”

Secondo l’esponente del PCUP, la mobilitazione che attraversa la Calabria merita il sostegno delle altre realtà sociali e produttive. La protesta, infatti, viene interpretata come l’espressione di un disagio economico che va oltre le singole categorie e coinvolge la tenuta dell’intero sistema produttivo meridionale. “Si. È molto opportuno creare un cordone di solidarietà ma anche di condivisione con gli agricoltori e gli autotrasportatori Calabresi (ma la protesta si estende anche ad altre Regioni Meridionali (Sicilia, Puglia, Basilicata). Dal Pollino allo Stretto, si sono sviluppati i presidi degli agricoltori e degli autotrasportatori che hanno così attivato una forte protesta contro il caro carburante”. Fascì inserisce le difficoltà delle due categorie in un quadro economico e politico che considera particolarmente grave, sostenendo che le conseguenze della crisi ricadano soprattutto sui lavoratori e sulle imprese maggiormente esposte agli aumenti dei costi di produzione. “Non vi è dubbio che in questi ultimi anni viviamo una crisi economica e politica grave. Come sempre la crisi non colpisce i centri di ricchezza ma invece i lavoratori. Ed è evidente quanto sta incidendo l’aumento smisurato dei costi del carburante”.

Le critiche al Governo: “servivano sgravi, incentivi e prezzi calmierati”

La presa di posizione della Segreteria regionale Calabria del PCUP contiene anche una dura critica alla gestione dell’emergenza da parte del Governo. Secondo Fascì, non sarebbero state adottate misure adeguate per contrastare l’aumento dei costi del carburante e sostenere le categorie maggiormente penalizzate. In particolare, l’esponente politico ritiene che sarebbe stato necessario avviare un confronto con le grandi compagnie petrolifere e valutare strumenti di sostegno economico per agricoltori e autotrasportatori. “Con l’aggravante che il Governo non è riuscito ad adottare delle misure idonee ed invece è prevalso il profitto. Ci si aspettava che il Governo istituisse un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle grandi compagnie petrolifere le quali invece, indisturbate, hanno imposto gli aumenti talmente smisurati che stanno mettendo fuori mercato, intere categorie produttive e tra queste sicuramente in cima al disagio ci sono gli agricoltori e gli autotrasportatori”. Fascì richiama quindi gli strumenti di intervento già utilizzati in passato per fronteggiare situazioni di difficoltà economica, indicando negli sgravi, negli incentivi e nei prezzi calmierati alcune delle possibili risposte alle richieste provenienti dalle categorie in mobilitazione. “Queste 2 categorie si aspettavano dal Governo una attenzione al problema; si aspettavano, come è avvenuto in altre occasioni in passato, una mano mediante sgravi, incentivi, prezzi calmierati ed invece nulla di nulla. Ancora oggi, dopo giorni e giorni di presidi e di proteste, il Governo sembra cieco e sordo”.

Il rischio per imprese e occupazione: “quante famiglie rimarranno senza lavoro?”

Uno degli aspetti sui quali insiste maggiormente il rappresentante del PCUP riguarda le possibili conseguenze occupazionali della crisi. L’aumento dei costi del carburante, secondo Fascì, rischia di compromettere la sostenibilità economica di numerose aziende agricole e di autotrasporto, con ricadute dirette sulle famiglie che dipendono da queste attività. “Quante aziende e quindi quante famiglie rimarranno senza lavoro se il Governo non adotta subito soluzioni immediate e radicali”. Da qui la decisione di sostenere le rivendicazioni avanzate dai manifestanti che continuano a presidiare diverse zone della Calabria. “Per questa ragione riteniamo anche noi di dare il nostro contributo alle giuste rivendicazioni che vengono dai presidi di blocco ancora in corso in tutta la Calabria”. La Segreteria regionale esprime inoltre la convinzione che le difficoltà del Mezzogiorno non ricevano sufficiente attenzione da parte dell’Esecutivo, denunciando quella che considera una diversa attribuzione delle priorità politiche. “Purtroppo, siamo costretti a prendere atto che quando il Sud ha un problema, il Governo si gira da un altro lato dando priorità ad altre questioni certamente meno importanti della crisi enorme che vivono agricoltori e autotrasportatori Calabresi”.

La crisi dell’agricoltura calabrese e le ricadute sull’economia del territorio

Per Fascì, la vertenza sul carburante non rappresenta soltanto una questione di costi aziendali, ma assume una dimensione più ampia, strettamente legata agli equilibri economici e sociali della Calabria. In una regione caratterizzata, secondo la sua analisi, da una presenza limitata di insediamenti industriali, l’agricoltura costituisce uno dei principali settori produttivi e garantisce occupazione a numerose famiglie. Le difficoltà del comparto rischiano quindi di coinvolgere anche le attività collegate alla produzione agricola e ai servizi, ampliando le conseguenze economiche dei rincari. “Seguiamo con attenzione la questione; che è una questione sociale e non solo economica perché in una realtà territoriale depressa come è la Calabria, dove sono rarissimi i presidi industriali, l’agricoltura costituisce uno dei settori di maggiore insediamento e dà lavoro a tante famiglie. E soprattutto crea un grande indotto ad altre economie e ad altre famiglie di lavoratori”.

L’appello del PCUP: “soluzioni concrete non domani, ma oggi”

La posizione espressa dalla Segreteria regionale Calabria del PCUP si conclude con un appello diretto al Governo affinché la crisi legata al caro carburante venga affrontata come una priorità dell’agenda politica nazionale. Fascì chiede provvedimenti tempestivi e interventi efficaci per rispondere alle difficoltà di agricoltori e autotrasportatori, sottolineando la necessità di agire prima che le conseguenze economiche possano aggravarsi ulteriormente. “E, pertanto, sollecitiamo il Governo affinchè affronti con decisione la crisi del carburante e la ponga in cima all’agenda dei lavori ed adotti soluzioni concrete ed efficaci; non domani ma oggi”. Il PCUP si schiera dunque al fianco delle categorie in mobilitazione e ribadisce la richiesta di interventi immediati contro il caro carburante. Una presa di posizione che pone al centro la tutela delle imprese, del lavoro e dell’economia calabrese, mentre proseguono i presidi di agricoltori e autotrasportatori in diverse aree del territorio regionale.