di Dario Salanitro – Fino al 31 Gennaio, presso la quadreria del Museo Diocesano di Caltagirone, è possibile visitare la mostra “Epifanie. POP-ICONostasi e figure del mito” dell’artista amastratino Giuseppe Sirni. Curata da Fabio Raimondi, l’esposizione vede ritratti diverse personalità del mondo dello spettacolo, della cultura etc., raffigurati come delle sorte di icone, ventuno volti in cui si uniscono elementi simbolici riguardanti l’icona, la figura del mito e la potenza espressiva del volto.
Le opere, realizzate con la tecnica dell’olio su tela, sono raggruppate in due sezioni chiamate come il titolo della mostra, una POP-ICONostasi e l’altra appunto Figure del mito. Come già accennato, la prima parte vede la raffigurazione di grandi personalità del mondo dello spettacolo e della cultura in generale, rappresentate in una forma quasi religiosa, dando una lettura diversa a questi celebri personaggi che noi vediamo e ammiriamo tutti i giorni, esaltando aspetti più profondi dell’essere; un’altra parte è invece dedicata specificatamente alla figura del mito, in cui troviamo volti in grado di narrare le diverse paure dell’animo umano.
Descrivendo qualche opera, per esempio, abbiamo i ritratti di George Harrison e Patti Smith, grandi leggende della musica, notiamo la pelle violacea, cosa che contraddistingue tutte le opere della mostra, Harrison è a torso nudo mentre la Smith indossa una veste rossa, in testa hanno un’aureola e sullo sfondo una decorazione a mo’ di maiolica; o ancora la rappresentazione della dea Atena, la dea della sapienza, che qui vediamo raffigurata con una tunica rossa decorata con elementi dalla natura giallo ocra e si staglia su uno sfondo azzurro caratterizzato da elementi naturali su cui si posa un gufo; altre opere: Dea degli uccelli, in cui troviamo rappresentato un corpo femminile molto giovane che si inserisce su uno sfondo floreale, e in mano, appunto, tiene un uccello; o ancora Eros, il dio dell’amore, che in quest’opera è rappresentato come una figura molto vicina a noi, umanizzata secondo la poetica dell’esposizione, ha lo sguardo rivolto verso lo spettatore, in mano arco e freccia e la sua sagoma si inserisce in uno sfondo azzurro e floreale.
Giuseppe Sirni, arriva a questa mostra dopo un lavoro di preparazione che è durato sei anni, in cui ha cercato di dare un ordine al suo progetto. Nelle sue opere, possiamo trovare vari elementi tipici del suo linguaggio pittorico, come le decorazioni mediterranee, lo stile veneto e il gusto decorativo siciliano. I due temi principali dell’esposizione, vale a dire il mito e l’icona, si fondono egregiamente nell’espressività di questi volti, facendo emergere una serie di emozioni che appartengono a tutti noi, entrambi gli aspetti ricevono una nuova linfa vitale, vogliono comunicare emozioni di vario tipo all’uomo contemporaneo, caratterizzato da tanti dubbi.
Giuseppe Sirni è nato a Mistretta nel 1972, diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo, è anche uno stimato fotografo, con pubblicazioni per la rivista di moda Vogue Italia, lavora alla Regione Lombardia nella Commissione Antimafia, dedicandosi a progetti per i giovani e contribuendo alla realizzazione della “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime innocenti”.
Durante la sua crescita professionale, ha fatto diverse esperienze anche all’estero, per esempio durante il periodo di studi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, viene scelto assieme ad altri studenti per rappresentare l’istituzione nel corso di esposizioni a Vienna in una cooperazione con l’Università delle Arti Applicate, oppure al Palazzo delle Zitelle di Venezia. Fondamentale è stata anche, a Mistretta, l’esperienza con il gruppo Artestudio/Novorganismo, che in diversi anni hanno fatto innumerevoli mostre nel centro storico del paese, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sua salvaguardia, e su altre tematiche sociali.
Come detto, un’altra grande passione di Giuseppe Sirni è la fotografia, infatti i lavori eseguiti per la piattaforma Photo Vogue, spazio dedicato a nuove eccellenze, vede la presenza di più di mille fotografie, usate per esempio per il Photo Vogue Festival, l’evento internazionale organizzato da Vogue a Milano. Un altro importante progetto di Sirni, sempre in ambito fotografico, è “ Ritratti di resistenza” diversi scatti che raffigurano vari cittadini di Mistretta, che nella poetica dell’autore , sono rimasti e non sono andati via, provando a cambiare la propria terra. La mostra è fruibile dalle ore 10 alle 16, tutti i giorni con ingresso libero.
