Calabria, agguato di ’ndrangheta con 30 colpi di arma da fuoco: donna uccisa, svolta nelle indagini

Si indaga sull’agguato mafioso di Cassano allo Ionio in cui è stata uccisa Silvana Sibarelli e ferito il compagno Damiano Pepe, ritenuto un esponente di spicco della ’ndrangheta della Sibaritide. Il 64enne sarebbe già stato ascoltato dagli investigatori, che stanno esaminando le immagini della videosorveglianza. Il fascicolo potrebbe passare già domani alla Dda di Catanzaro

Sarebbe già stato sentito dagli investigatori Damiano Pepe, il 64enne rimasto ferito nella tarda serata di venerdì, in contrada Lattughelle di Cassano allo Ionio, in un agguato in cui è stata uccisa la compagna Silvana Sibarelli, di 60 anni. L’uomo, infatti, benché ferito da diversi colpi d’arma da fuoco, è vigile ed ha anche ricevuto la visita di alcuni familiari. Attualmente l’uomo è ricoverato nell’ospedale di Cosenza piantonato per ragioni di sicurezza. Il fascicolo dell’inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo provinciale di Cosenza e della Compagnia di Cassano, coordinati al momento dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, già da domani potrebbero essere trasmessi alla Dda di Catanzaro.

Viste le modalità dell’agguato e la caratura di Pepe, ritenuto un elemento di spicco della ‘ndrangheta della Sibaritide, infatti, gli investigatori sembrano avere pochi dubbi sulla matrice mafiosa dell’atto. Contro la coppia i sicari – potrebbero essere stati due – hanno sparato una trentina di colpi con armi lunghe, forse anche un kalashnikov. Modalità, dunque, tipicamente mafiose. Intanto, in attesa del passaggio delle carte alla Dda di Catanzaro, i carabinieri stanno anche visionando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare un elemento utile ad indirizzare le indagini verso una pista ben definita per risalire agli autori e quindi al movente del delitto.