Brasile: Lula rieletto presidente, Bolsonaro non riconosce il voto e chiede l’annullamento

Il presidente uscente ribalta il risultato del primo turno e conquista un nuovo mandato. Flávio Bolsonaro contesta le operazioni elettorali e annuncia battaglia, mentre arrivano le congratulazioni di Ursula von der Leyen e di Elly Schlein

Una rimonta storica che si conclude con il trionfo di Luiz Inácio Lula da Silva. Il presidente uscente del Brasile ha vinto il ballottaggio contro Flávio Bolsonaro, 45 anni, candidato di destra e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per tentato golpe. Lula, che al primo turno era arrivato secondo, è riuscito a ribaltare il risultato, conquistando il 51,79% dei voti validi contro il 48,21% dell’avversario. Una vittoria che conferma la profonda polarizzazione politica del Brasile, ma che viene immediatamente contestata dallo sconfitto. Flávio Bolsonaro ha annunciato di non riconoscere il risultato e di voler chiedere l’annullamento delle elezioni, denunciando la decisione di prolungare le operazioni di voto. Una presa di posizione che apre un nuovo fronte di tensione politica all’indomani del ballottaggio.

Bolsonaro non riconosce la sconfitta: “chiederò l’annullamento del voto”

Nel suo primo discorso dopo il ballottaggio, Flávio Bolsonaro ha contestato apertamente la regolarità delle operazioni elettorali, concentrando le proprie accuse sulla decisione di estendere l’orario di apertura dei seggi. “È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l’annullamento del voto. Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha allungato le operazioni di voto, ha cambiato le regole in corso. È inspiegabile quello che è successo”, ha dichiarato il candidato sconfitto. Una posizione di forte rottura che rischia di alimentare ulteriormente lo scontro politico. Al momento, tuttavia, la contestazione di Bolsonaro appare isolata sul piano istituzionale: i presidenti delle due Camere avevano già ratificato l’esito elettorale prima del suo intervento.

Lula festeggia e attacca Bolsonaro: “abbiamo sconfitto il negazionismo e le bugie”

Di segno opposto il clima nel campo progressista, dove Lula ha celebrato la vittoria in un hotel di San Paolo, pronunciando un discorso particolarmente duro nei confronti dell’avversario sconfitto. “È stata una sconfitta per il negazionismo, una sconfitta per le bugie. Non avrei mai immaginato che una persona potesse mentire così tanto, con tanta sfrontatezza, come se non avesse un briciolo di umanità dentro di sé”, ha affermato il presidente rieletto, attaccando direttamente Flávio Bolsonaro. Lula ha poi ribadito con forza il proprio impegno nella difesa della sovranità nazionale del Brasile, rivendicando l’indipendenza del Paese rispetto alle influenze esterne. “O la patria resta libera, o moriamo per il Brasile. Questo Paese non accetterà di essere il cortile di nessuno”, ha dichiarato il presidente, affidando alla difesa dell’autonomia brasiliana uno dei messaggi centrali del suo intervento.

Von der Leyen si congratula con Lula: “ha vinto la democrazia”

La rielezione del presidente brasiliano ha suscitato immediate reazioni anche sul piano internazionale. Tra le prime congratulazioni sono arrivate quelle della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha salutato il risultato delle urne come una vittoria dei valori democratici e della cooperazione internazionale. “Ha vinto la democrazia e il multilateralismo”, ha dichiarato von der Leyen, commentando il successo elettorale del leader progressista.

Schlein esulta: “sconfitti Trump e le oligarchie miliardarie”

Grande soddisfazione anche in Italia da parte della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha commentato sui social la vittoria di Lula, attribuendole un significato politico che va oltre i confini brasiliani. “Straordinaria rimonta e vittoria al ballottaggio del Presidente Lula! Una grande notizia dal Brasile. Le destre nazionaliste si possono battere nonostante il loro potere, i loro algoritmi e i loro miliardi”, ha scritto la leader del Pd. Schlein ha quindi chiamato direttamente in causa il presidente statunitense Donald Trump e i suoi alleati, denunciando quelli che considera tentativi di interferenza nella competizione elettorale brasiliana. “Non perde soltanto la dinastia dei Bolsonaro, perdono anche Trump e i suoi alleati coi loro tentativi di ingerenza nelle elezioni brasiliane. Democrazia 1 – Oligarchia 0. Tra questa e la vittoria degli studenti in Serbia, una pessima giornata per gli autocrati del mondo e una splendida giornata per la democrazia”, ha concluso Schlein.

Trump contesta la vittoria di Lula

Il presidente degli Stati Uniti mette in dubbio la vittoria di Luiz Inàcio Lula da Silva sul senatore di destra Flàvio Bolsonaro. Trump l’ha paragonata al successo del democratico Joe Biden nelle presidenziali americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto l’esito. “Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile”, ha detto Trump. “Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono”, ha aggiunto. Trump.