Benestare, trionfo per “Catoja in Festa”: sei giorni di magia nel cuore dell’Aspromonte

Si chiude con grande successo la XVII edizione, dedicata alla memoria di Maurizio Macrì: centro storico gremito, tradizioni, musica e identità calabrese protagoniste. Il Catoio n. 14 conquista il primo posto

C’è un filo d’ombra e di luce, un fremito pressoché impercettibile che lega la cultura all’arte, l’arte all’identità di un luogo, il territorio alla sacralità della tradizione. E poi, oltre ogni confine umano, c’è il regno della pura magia. E a Benestare, cuore pulsante tra i rilievi ancestrali dell’Aspromonte, la cultura spoglia ogni fragilità e s’innalza a rito solenne di magia. Un po’ come il grido primordiale di una terra titanica che sbandiera al cielo la forza dei propri padri, esigendo e riconquistando il diritto inviolabile alla propria memoria: la gloria immortale di tornare a sentirsi padrona assoluta del proprio destino.

Sei lunghi interminabili giorni

Sei giorni scolpiti nell’eternità dell’Aspromonte. Sei giorni in cui la musica ha fatto tremare la terra e battere i cuori, in cui gli spettacoli sono divampati come fuochi sacri tra le vie, impregnate di spezie antiche, abbracci d’acciaio e sguardi intrisi di fierezza. Un’adunata d’anime senza precedenti che ha travolto ogni argine e sfidato ogni immaginazione.

Dedicata a un amato figlio di Benestare

È la XVII Edizione di Catoja in Festa, che ha battuto al ritmo di un cuore immortale, consacrata, quest’anno, a un figlio prediletto di Benestare, strappato all’abbraccio della comunità da appena un mese, ma la cui anima guida ancora ogni singolo passo per questi vicoli: Maurizio Macrì.

Maurizio è stato e rimarrà sempre il pilastro incrollabile di questo sogno. Il suo entusiasmo leggendario, la sua energia inesauribile e il suo amore sconfinato per Benestare hanno plasmato la materia stessa di questi Catoja. La sua presenza si è avvertita nitida, incisa su ogni pietra scolpita, viva in ogni calice levato verso il cielo.

È nel suo nome che cala il sipario su un’epopea trionfale. E così Benestare ha visto il centro storico risvegliarsi dal sonno dei secoli e trasfigurarsi in un’arena di gloria; le sue viuzze prese d’assalto da un popolo in festa; i portoni dei Catoja spalancarsi come portali d’altri tempi per accogliere migliaia di pellegrini giunti da ogni orizzonte per abbeverarsi alla sorgente dell’identità calabrese.

Un’impresa titanica

Tutto questo non è stato un prodigio del caso, ma l’impresa titanica di un popolo unito. Un’unica, indistruttibile comunità che ha lottato, lavorato, offerto ogni goccia di sudore e creduto con fede incrollabile nell’impossibile. Un plauso solenne s’innalza alle squadre di lavoro e a tutti i collaboratori guidati dall’instancabile Carmen Parpiglia: mani e menti d’oro che hanno scolpito ogni singolo istante con passione ardente.

Un’opera maestosa condotta dalla guida salda e ferrea di Saverio Rocca e dal braccio inesausto della Pro Loco, sotto la presidenza di Maria Caminiti, sorretta dalla presenza incrollabile dell’Amministrazione Comunale. L’intera Benestare s’inchina e rende omaggio alla delegata all’Evento Simona Musolino e al Vicesindaco Pietro Brancatisano: il loro impegno monumentale, la loro presenza costante e il lavoro strenuo di questi mesi costituiscono la pietra d’angolo di questa vittoria. Un sentimento di profonda devozione si eleva verso il Parroco Don Jerome Issambo, il Priore Vincenzo Parisi e i confratelli tutti della Confraternita del Santissimo Rosario, custodi illuminati che hanno saputo difendere e forgiare quel legame indissolubile tra la fede dei padri e il fuoco della festa.

Infine, il verdetto della storia. È il Catoio n. 14 a cingersi della corona di vincitore in questa XVII edizione. Un tributo quasi sacro alla cura prodigiosa di ogni dettaglio, alla maestria nel resuscitare, attraverso la materia e il legno, la memoria immortale e la grandezza dell’antica civiltà contadina.

E quando le luci dell’evento si sono spente e il silenzio aspromontano è tornato ad avvolgere le pietre antiche, si è cominciato ad ascoltare l’eco d’un trionfo destinato a risuonare nei secoli. Benestare ha dimostrato al mondo che le radici di questo popolo sono fisse nell’eternità e che nessun vento potrà mai piegarle: finché un solo Catoio spalancherà le sue porte al cielo, la gloria dell’Aspromonte risplenderà come una stella immortale!