Barcellona Pozzo di Gotto, il Tar respinge il ricorso sulle elezioni: Scolaro resta sindaco, esulta Cateno De Luca

Il Tribunale amministrativo ha rigettato il ricorso relativo alla validità delle amministrative vinte da Melangela Scolaro. Il leader di Sud chiama Nord rivendica la correttezza delle procedure utilizzate per la raccolta delle firme e guarda ora all’udienza di Messina fissata per il 20 ottobre

Il Tar di Catania ha respinto il ricorso sulla validità delle elezioni amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto, chiudendo almeno in questa fase il contenzioso relativo alla consultazione che ha portato all’elezione a sindaco di Melangela Scolaro, sostenuta da Sud chiama Nord. La vicenda riguardava in particolare la questione della raccolta delle firme per la presentazione delle liste, tema che aveva dato origine al ricorso e che resta al centro anche di un distinto contenzioso riguardante le elezioni amministrative di Messina, dove l’udienza davanti al Tar è prevista il prossimo 20 ottobre. A commentare immediatamente la decisione è stato Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che ha affidato ai propri canali social una lunga dichiarazione dai toni fortemente polemici.

De Luca esulta dopo la decisione del Tar di Catania

Il leader di Sud chiama Nord apre il proprio intervento rivendicando l’esito favorevole del giudizio amministrativo. “La Giustizia giusta trionfa sempre! Il TAR Catania ha respinto il ricorso presentato dai soliti “ambienti ambigui e puzzolenti” per ottenere l’annullamento delle elezioni a sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto della nostra Melangela Scolaro.” Il ricorso, come emerso nelle settimane precedenti, verteva sulla regolarità delle modalità di presentazione delle liste collegate alla candidatura di Scolaro e, in particolare, sul tema dell’esenzione dalla raccolta delle firme. Il Tar ha quindi rigettato l’impugnazione relativa alle amministrative di Barcellona Pozzo di Gotto.

Il nodo della raccolta firme

Nel proprio commento, De Luca insiste proprio sull’aspetto procedurale che era stato oggetto del contenzioso. “Ringrazio tutti i giudici del TAR Catania che hanno confermato la correttezza delle procedure utilizzate da Sud chiama Nord per la raccolta delle firme per le elezioni di Barcellona Pozzo di Gotto.” Il tema delle firme era stato indicato come il punto centrale del ricorso. Nelle ricostruzioni giornalistiche precedenti alla decisione, la contestazione riguardava proprio il meccanismo utilizzato da Sud chiama Nord per la presentazione delle proprie liste. La sentenza rappresenta dunque un passaggio politicamente rilevante per il movimento guidato da De Luca, anche perché la medesima materia è destinata a essere affrontata nuovamente davanti ai giudici amministrativi nel caso relativo a Messina.

Ora l’attenzione si sposta sulle elezioni di Messina

La decisione del Tar su Barcellona Pozzo di Gotto assume interesse anche alla luce del contenzioso aperto sulle elezioni amministrative di Messina. L’udienza sui ricorsi relativi al voto nella città dello Stretto è fissata per il 20 ottobre 2026. Anche in quel caso, il nodo giuridico riguarda le modalità di presentazione delle liste e la questione della raccolta delle firme, pur trattandosi di procedimenti distinti sui quali il tribunale dovrà pronunciarsi autonomamente. De Luca lega esplicitamente i due procedimenti e auspica per Messina un esito analogo a quello arrivato per Barcellona Pozzo di Gotto. “Confidiamo nel medesimo verdetto per la città di Messina da parte del TAR Catania che affronterà’ le identiche tematiche nell’udienza del 20 ottobre a seguito dei ricorsi presentati dagli stessi “ambienti ambigui e puzzolenti.” Si tratta, naturalmente, dell’auspicio politico espresso dal leader di Sud chiama Nord: il procedimento su Messina resta separato e sarà il Tar a valutarne autonomamente gli atti e le contestazioni nell’udienza già fissata.