Azione Messina: “Lollobrigida scarica le sue colpe su legittime proteste agricoltori”

Domenico Giuseppe Spanò, referente politiche agricole e ambientali per Azione Messina, punta il dito contro il ministro Lollobrigida per la gestione del comparto agricolo italiano e si schiera al fianco degli agricoltori in protesta

“Il ministro dell’Agricoltura e della “sovranità alimentare” ne ha combinata un’altra delle sue. Mentre le cantine sono piene di vino invenduto; mentre nei frantoi ci sono ancora scorte dell’anno scorso e siamo alle porte della nuova campagna olearia; mentre i costi di urea e degli altri concimi azotati è alle stelle; mentre i punti deboli di tutte le filiere agro-alimentari della nostra nazione sono ancor più vulnerabili che mai, lui scarica la colpa sulle legittime proteste degli agricoltori“. È quanto dichiarato, attraverso una nota stampa, da Domenico Giuseppe Spanò, referente politiche agricole e ambientali per Azione Messina.

“Gli agricoltori compiono un lavoro pesante, spesso ingrato e mal capito, gli viene chiesto di essere produttori, professionisti, custodi dell’ambiente, imprenditori e spesso devono sopperire alle mancanze delle istituzioni, istituzioni che il ministro avrebbe il compito di gestire.

Questo governo ha deciso di rinominare il vecchio ministero con un nome pieno di buoni intenti ma dove di “sovranità alimentare” non se ne vedono nemmeno mollichine. Il Ministro dovrebbe stare dalla parte degli agricoltori, che in teoria difende, assiste e di cui regola il lavoro, ma in realtà gli scarica la colpa di una malagestione (che sicuramente non inizia oggi).

Non si può scaricare il “costo” del carovita ad agricoltori e autotrasportatori stanchi, che vogliono qualche scoglio di sicurezza in un mare tsunamico di incertezze, il ministro dovrebbe fare il suo lavoro invece di criminalizzare le lavoratrici, i lavoratori e tutti gli imprenditori agricoli. Il governo dovrebbe lavorare sulle accise sui carburanti, normali ed agricoli, come aveva promesso in campagna elettorale.

Il sistema monopolistico dell’energia in mano, tra l’altro, ad aziende governative che aumentano gli utili sulla pelle di tutti i cittadini italiani, va rivisto. Le varie crisi (dal prezzo del grano a cantine e frantoio piene) vanno analizzate, valutate e bisogna avere il coraggio di attuare misure serie che aiutino queste filiere.

Non si possono minimizzare gli impatti del cambiamento climatico, sia per i danni diretti alle colture ma anche per la comparsa di nuovi patogeni, o per l’aumento di propagazione e resistenza di quelli già presenti. Il ministro smetta di fare la vittima e inizi ad essere attore reale per la risoluzione delle problematiche che riguardano l’Agricoltura“, conclude Spanò.