“Il Consiglio dei Ministri ha formalmente approvato in via definitiva gli schemi di intesa per l’Autonomia Differenziata. L’approvazione formale dell’esecutivo è avvenuta a Roma, a Palazzo Chigi, nella seduta del 13 ottobre 2026, accelerando le tappe rispetto ai tempi previsti. Le quattro Regioni interessate da questo passaggio cruciale sono tutte del Nord: Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. I provvedimenti approvati dal Governo traducono gli accordi in quattro specifici disegni di legge (ddl). Questo significa che le nuove competenze non sono ancora effettivamente trasferite alle Regioni: i testi dovranno ora iniziare il loro percorso in Parlamento, dove dovranno essere approvati a maggioranza assoluta“. È quanto espresso dal Movimento 5 Stelle di Reggio Calabria in una nota stampa a firma del rappresentante territoriale dottoressa Milena Roschetti.
“Le misure riguardano il trasferimento di funzioni e poteri in specifiche materie “non-LEP” (ovvero che non richiedono la preventiva definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni) o su cui si è comunque deciso di procedere, tra cui:
- Sanità e tutela della salute: Gestione autonoma di tariffe, rimborsi e investimenti.
- Protezione Civile: Possibilità per i governatori di intervenire direttamente in deroga e istituire fondi regionali in caso di emergenza.
- Previdenza complementare e integrativa del personale locale.
- Professioni non ordinistiche“.
Cosa comporterà per il Sud ( focus sulla Sanità)
“Ciò determinerà forti rischi di un’Italia a più velocità, con ripercussioni penalizzanti soprattutto per il Mezzogiorno. Nel settore della sanità, le Regioni del Nord con maggiore capacità fiscale potranno stabilire tariffe di rimborso e remunerazioni del personale , differenziate e potenzialmente più alte rispetto a quelle nazionali. Questo scenario rischia di innescare una dura competizione tariffaria: le regioni più ricche attrarranno investimenti e personale sanitario, impoverendo le strutture del Sud e amplificando il fenomeno della mobilità sanitaria (i viaggi della speranza dei pazienti meridionali verso gli ospedali del Nord)“.
Ma noi intendiamo fare opposizione e mobilitazioni regionali
“Il fronte del NO si sta muovendo attivamente sia sul piano istituzionale che su quello popolare: il coordinamento delle opposizioni guidato da figure di spicco come l’ex presidente della Camera Roberto Fico sta preparando una dura battaglia politica e giudiziaria, affiancandosi ai ricorsi pronti per essere presentati alla Corte Costituzionale da diverse regioni del Centro-Sud (come Campania, Puglia e Toscana) per difendere l’unità nazionale e l’equità dei diritti. Il Comitato “difendiamo la Costituzione” di Lamezia Terme si è impegnato nel rilancio di una petizione popolare contro l’AD“.
Raccolta Firme a Reggio Calabria: Oggi 17 Ottobre
“Per contrastare gli effetti di quella che viene definita “la secessione dei ricchi”, i comitati locali e il GT del M5S invitano tutta la cittadinanza attiva a mobilitarsi: oggi, sabato 17 ottobre 2026, dalle ore 18:00 alle 19:30, Reggio Calabria, sul Corso Garibaldi, all’angolo con Largo Cristoforo Colombo.
L’obiettivo: Una raccolta firme per una petizione popolare contro le pre-intese e l’autonomia differenziata, per dire di NO alla frammentazione della sanità pubblica e chiedere la tutela del diritto alla salute universale, uguale per tutti i cittadini da Nord a Sud.
Un invito a tutti i cittadini che amano il proprio territorio e vogliono difendere l’uguaglianza dei diritti sociali e civili a partecipare e apporre la propria firma“, conclude il M5S reggino.
