“È passato del tempo dal mese di agosto 2006 quando, nel corso di un incontro concertato, sottoponemmo preventivamente al capo della redazione reggina di “Gazzetta del Sud ” l’idea progettuale di un’integrazione, non più limitata al solo storico problema della mobilità tra Reggio, Messina e le rispettive province, chiedendo la disponibilità del giornale a sostenere la relativa battaglia politica che ci accingevamo ad avviare. Il primo risultato positivo di quel colloquio fu una articolata intervista dopo qualche giorno che occupò l’intera prima pagina reggina di domenica 13 agosto 2006, con un titolo cubitale significativo: “È L’ORA DELLA REGIONE DELLO STRETTO”.
Titolo che fotografava mirabilmente la prospettiva del progetto stesso che avrebbe avviato nei mesi successivi una stagione nuova tra le Istituzioni delle due sponde. Fu l’inizio di un percorso virtuoso, fatto non solo di convegni anche a livello scientifico per approfondire tutte le problematiche di una questione certamente complessa che coinvolse da subito gli amministratori messinesi e che ebbe il merito immediato di segnare una attenzione nuova tra le due realtà dello Stretto“. È quanto afferma Candeloro Imbalzano, assessore all’Area dello Stretto dal 2007 al 2010, delega assegnata per la prima volta nella storia politica della Città, e fondatore nel 2006 del movimento “AREA DELLO STRETTO” che partecipò con successo alle elezioni amministrative del 2007.
“Una stagione che portò già il 25/6/2007 anzitutto alla costituzione di un tavolo interistituzionale tra le due Amministrazioni, con la partecipazione attiva dei presidenti delle due province e del sindaco di Villa, al rafforzamento del servizio di mobilità dei pendolari dello Stretto sempre deficitario, alla successiva istituzione di una Metropolitana del Mare tra Reggio, Villa e Messina e ad un collegamento estivo, veloce e diretto tra Reggio e Taormina, inaugurato il 29/7/2007, ad una Fiera congiunta a Reggio, voluta dagli assessori alle Attività Produttive delle due Amministrazioni, al progetto del “PONTE DIGITALE” del 2008 in sinergia con le Università di Reggio e Messina finanziato dalla Presidenza del Consiglio, per la creazione di una infrastruttura tecnologica al fine di favorire l’integrazione del sistema dei trasporti e delle attività turistiche, nonché di quelle culturali dei due atenei. Lo ricordiamo soltanto per rinfrescare la memoria a qualche esponente del centro -sinistra che ha evocato l’atto sottoscritto nel 2019 , rimasto, diciamolo francamente , privo di risultati apprezzabili“, aggiunge Candeloro Imbalzano.
“Oggi siamo convinti si entri in una fase straordinariamente nuova, favorita da una parte dalla capacità di mettere a fuoco e raggiungere, con intelligenza politica, visione strategica e con la ben conosciuta passione e determinazione del Sindaco Cannizzaro, obiettivi ambiziosi per lo sviluppo della città; dall’altra, il rinnovato interesse del Sindaco Basile e degli esponenti politici messinesi ad ogni livello, che hanno accolto l’evento con entusiastiche dichiarazioni, segno evidente di un approccio più convinto e più interessato rispetto al passato.
Il merito di Cannizzaro è quello di aver tempestivamente offerto agli amici di Messina un asset sempre più moderno, attrezzato e con la presenza di compagnie low cost assai appetibili, quale è ormai la struttura di Ravagnese, destinato a diventare, non solo nominalmente, l’aeroporto dello Stretto, manifestando altresì ampia disponibilità ad accedere alla richiesta del sindaco Basile di favorirne l’accesso alla preziosa utenza della provincia di Messina“, continua Candeloro Imbalzano.
“Il resto l’hanno fatto le doti empatiche ed il sano pragmatismo di Francesco Cannizzaro. Siamo certi che egli già immagina di farli rientrare in un futuro prossimo nella compagine societaria di SACAL anche con una partecipazione simbolica, per consolidare il loro senso di appartenenza e l’interesse definitivo verso l’hub, nel comune obiettivo di raggiungere, in questo come in altri settori decisivi per lo sviluppo delle due comunità, una vera integrazione dei rispettivi punti di forza“, conclude Candeloro Imbalzano.
