Allerta Meteo Calabria e Sicilia: fronte freddo in arrivo nel pomeriggio, forti temporali sulla tirrenica e crollo termico nella domenica dell’ora solare

Allerta Meteo, la perturbazione autunnale entra nel vivo sul basso Tirreno con temporali di forte intensità, grandinate e burrasche di vento tra le coste calabresi e siciliane, preludio a un'ulteriore recrudescenza del maltempo e a un drastico abbassamento delle temperature

Il tempo sta per subire un drastico peggioramento sulle regioni meridionali a causa della discesa di un imponente fronte freddo che nel corso del pomeriggio odierno farà il suo ingresso deciso tra la Calabria e la Sicilia. Dopo le prime avvisaglie nuvolose registrate in mattinata, l’instabilità atmosferica subirà una violenta accelerazione a partire dalle prime ore pomeridiane, quando l’aria più fredda in quota comincerà a scorrere sopra le acque ancora tiepide del Tirreno meridionale. Questo forte gradiente termico verticale innescherà una convezione particolarmente vigorosa, dando origine a intensi sistemi temporaleschi a mesoscala in rapido avvicinamento alle coste.

Il settore maggiormente esposto a questa prima fase acuta sarà senza dubbio il versante tirrenico, dove le precipitazioni assumeranno carattere di rovescio continuo o nubifragio. In Calabria i primi settori a essere colpiti duramente saranno l’alto e il medio Tirreno cosentino, per poi estendersi rapidamente verso la costa del lametino, il litorale vibonese e la Costa Viola nel reggino. Contemporaneamente, in Sicilia la linea temporalesca impatterà con forza sul trapanese, il palermitano e la fascia costiera del messinese, coinvolgendo in pieno anche l’arcipelago delle Isole Eolie. Saranno possibili fenomeni intensi accompagnati da frequenti scariche elettriche, improvvisi colpi di vento e isolate grandinate, rendendo la viabilità costiera e autostradale particolarmente insidiosa.

Allerta Meteo Domenica 25 ottobre di maltempo acuto: temporali intensi, grandine e rischio allagamenti

La tregua notturna sarà solo apparente e limitata ad alcune vallate interne, perché nella giornata di domenica 25 ottobre il maltempo non concederà tregua, andando incontro a una fase di marcata intensificazione. Il perno della perturbazione si sposterà proprio sul cuore del basso Tirreno, alimentando una reiterata serie di temporali autorigeneranti che troveranno nello sbarramento orografico dei rilievi costieri un eccezionale potenziatore delle piogge. La convergenza dei venti al suolo favorirà la persistenza dei fenomeni per molte ore consecutive, con accumuli pluviometrici che a livello locale potrebbero superare punte di oltre cento millimetri in poche ore. In Calabria l’attenzione rimarrà massima non solo sul litorale ma anche nelle aree collinari e montane a ridosso della Catena Costiera, delle Serre e dell’Aspromonte occidentale, dove la saturazione dei terreni potrebbe innescare rapidi ruscellamenti superficiali e criticità idrogeologiche. Sul fronte siciliano, la direttrice perturbata colpirà con inaudita veemenza l’intero comprensorio tirrenico compreso tra Palermo e Messina, con nubifragi che dal Golfo di Termini Imerese si sposteranno verso i Peloritani e i Nebrodi, scaricando ingenti quantitativi d’acqua anche nelle fiumare e nei canali di scolo urbani. La probabilità di forti grandinate di medie dimensioni e di fenomeni vorticosi marini, come trombe d’aria o trombe marine a ridosso del litorale, sarà elevata durante tutta la prima parte della domenica.

Crollo termico e venti di burrasca: maestrale impetuoso e mari in tempesta

Accanto alle precipitazioni alluvionali, l’elemento di maggiore spicco di questo peggioramento sarà il tracollo della colonnina di mercurio, che sancirà la fine anticipata di ogni residuo tepore di inizio autunno. L’irruzione dei venti settentrionali causerà un netto calo delle temperature, con i termometri che perderanno tra gli otto e i dieci gradi in meno di ventiquattro ore sia sulle zone costiere sia nelle conche interne. Il cambio di circolazione sarà scandito dall’ingresso di un impetuoso vento di maestrale, con raffiche che potranno toccare i settanta o gli ottanta chilometri orari sui crinali appenninici calabresi e lungo le coste tirreniche esposte della Sicilia occidentale e settentrionale. Le condizioni del mare subiranno un rapido deterioramento, passando da molto mosso ad agitato o localmente molto agitato nel Canale di Sicilia e nel Tirreno meridionale. Sono attese mareggiate consistenti con onde che potrebbero superare i tre o quattro metri d’altezza lungo le spiagge del cosentino, del vibonese e sul litorale della provincia di Messina e Palermo, con possibili difficoltà nei collegamenti marittimi verso le isole minori come Ustica, le Egadi e l’arcipelago eoliano. Anche la percezione corporea del freddo risulterà particolarmente accentuata dal cosiddetto effetto wind chill, costringendo i residenti a rispolverare abiti pesanti con largo anticipo rispetto alle medie del periodo.

Primi fiocchi sui massicci montuosi e indicazioni per la popolazione locale

L’abbassamento della quota di zero termico porterà conseguenze visibili anche sul comparto montuoso dell’Appennino calabro e dei rilievi montuosi siciliani, aprendo la strada a uno scenario tipicamente tardo autunnale se non già invernale sulle vette più alte. Tra la notte e la mattinata di domenica non si escludono le prime spolverate di neve o neve mista a pioggia sui tratti sommitali del massiccio del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte a quote superiori ai milleseicento o milleottocento metri, così come sulle cime più elevate delle Madonie e sull’Etna oltre i duemila metri. La combinazione tra maltempo severo, visibilità ridotta, piogge battenti e asfalto reso viscido richiede la massima cautela da parte di tutti i cittadini. Nelle aree a rischio frana e nelle vicinanze di torrenti o sottopassi è opportuno limitare gli spostamenti allo stretto indispensabile durante il passaggio dei nuclei temporaleschi più compatti. La Protezione Civile regionale continuerà a monitorare con costanza l’evoluzione dei parametri pluviometrici e idrometrici per aggiornare tempestivamente gli avvisi di criticità idraulica e geomorfologica su tutti i bacini del versante tirrenico di entrambe le regioni.

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