Le cinque priorità dell’agricoltura siciliana da Taormina a Bruxelles. Su iniziativa dell’eurodeputato Marco Falcone, promotore degli Study Days del Gruppo PPE in corso fino a giovedì in Sicilia, le rappresentanze delle principali organizzazioni del settore hanno incontrato il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, focalizzandosi sulle emergenze del settore e le esigenze del comparto. Presente l’ex eurodeputato Giovanni La Via, già presidente della Commissione Ambiente al Parlamento UE, assieme a Graziano Scardino, presidente di CIA Sicilia; Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia; Rosario Marchese Ragona, presidente di Confagricoltura Sicilia; e Natale Mascellino, presidente di Copagri Sicilia.
Falcone e i rappresentanti dell’agricoltura siciliana hanno consegnato un documento articolato in cinque punti
Falcone e i rappresentanti dell’agricoltura siciliana hanno consegnato un documento articolato in cinque punti: il primo, un bilancio agricolo con risorse solide e prevedibili, in grado di offrire alle imprese certezze per gli investimenti e la programmazione. Secondo punto, la tutela dei redditi agricoli: «La nuova PAC dovrà valorizzare le specificità produttive del Mezzogiorno, dalle colture ortofrutticole all’olivicoltura e alla vitivinicoltura, senza trascurare le piccole aziende familiari, essenziali nel tessuto delle aree rurali». Terzo, investimenti nelle infrastrutture idriche, nell’efficientamento dell’irrigazione, nel riutilizzo delle acque e nella tutela del suolo. Quarta priorità, il ruolo delle Regioni nella futura governance della PAC.
“L’integrazione degli strumenti agricoli nei nuovi Piani nazionali e regionali di partenariato dovrà assicurare una reale partecipazione dei territori, evitando il rischio di frammentazione delle politiche e di disparità tra gli agricoltori europei”. Infine, competitività, semplificazione amministrativa e ricambio generazionale per le imprese, le organizzazioni di produttori e le cooperative: “le imprese agricole europee devono poter competere ad armi pari sui mercati internazionali. È necessario garantire condizioni di concorrenza eque anche rispetto ai prodotti importati, con standard coerenti e regole che non penalizzino i produttori europei”.
“Non chiediamo trattamenti di favore – hanno sottolineato infine Falcone e Giovanni La Via – ma una politica agricola realmente condivisa ed efficace, capace di riconoscere le differenze territoriali e di accompagnare le imprese nelle trasformazioni in corso. La transizione ambientale deve essere sostenuta da investimenti e strumenti concreti, mentre gli agricoltori d’Europa e del Sud devono poter competere sul mercato senza subire svantaggi rispetto alla concorrenza extra-Ue”.
