Villa San Giovanni, da “gesto mafioso” al silenzio: il Codacons deposita un esposto sulla vicenda idrica del quartiere Piale

Il Codacons vuole vederci chiaro sulla vicenda idrica del quartiere di Piale di Villa San Giovanni e sulle dichiarazioni pubbliche che l'hanno accompagnata: presentato un esporto All’autorità di P.S. ed all'ARERA

Il CODACONS Sezione Provinciale di Reggio Calabria informa di avere depositato un esposto All’autorità di P.S. ed all’ARERA, sulla vicenda idrica del quartiere di Piale di Villa San Giovanni e sulle dichiarazioni pubbliche che l’hanno accompagnata. Il 27 agosto scorso, in un video pubblico, il Sindaco ha parlato di un’intrusione nel serbatoio Pirgo e di una valvola dolosamente chiusa, qualificando l’accaduto come ‘gesto mafioso’ e riferendo di aver informato le forze dell’ordine.

Il giorno seguente SORICAL, unico soggetto tecnicamente competente, non ha confermato nulla di tutto ciò, parlando di un ‘probabile malfunzionamento’ della condotta e a una ‘eventuale bolla d’aria’. Da quel momento, sul punto, è calato il silenzio. A un’accusa di eccezionale gravità, che ha allarmato la cittadinanza e mobilitato altre forze politiche, non è seguito alcun provvedimento consequenziale: nessuna informazione sull’esito della denuncia annunciata, nessuna misura a tutela della potabilità dell’acqua che una simile intrusione avrebbe imposto, nessuna comunicazione ai cittadini. A distanza di una settimana, l’Amministrazione è tornata a parlare dei servizi idrici con un comunicato che fa il bilancio dell’intera stagione e cita espressamente la questione del popoloso quartiere di Piale, ma nel quale dell’intrusione, del sabotaggio e del ‘gesto mafioso’ non vi è più traccia alcuna. Non una smentita, non una conferma: nulla“.

E questo è il punto che il CODACONS pone con fermezza: un’accusa di stampo mafioso, rivolta pubblicamente da un’istituzione, non può essere lanciata e poi lasciata cadere nel nulla. O quell’intrusione c’è stata, e allora la città ha il diritto di conoscere gli sviluppi di un reato commesso ai suoi danni e di sapere quali verifiche siano state fatte sull’acqua che ha continuato a bere; oppure non c’è stata, e allora qualcuno deve avere il coraggio di chiarirlo, con la stessa voce con cui era stato dato l’allarme.

Il CODACONS non afferma che il sabotaggio non vi sia stato, né che la causa sia certamente tecnica: chiede che si accerti la verità, perché le istituzioni serie non si giudicano da come lanciano un’accusa, ma da come rispondono di ciò che hanno detto. Nell’annunciare nuovi lavori di sostituzione delle valvole, l’Amministrazione riporta l’attenzione su un sistema già al collasso: dopo la revoca della precedente gestione da parte del Commissario Prefettizio, che disinstallò le elettrovalvole, il Comune ha operato per anni con manovre manuali, per poi installare quelle attuali comandate da remoto, che oggi si annuncia di voler nuovamente sostituire.

In tutto questo, quella che era una carenza circoscritta ad alcune zone e ad alcuni periodi si è allargata a tutta la città, di cui Piale è l’episodio più eclatante. Ai cittadini, che il servizio lo pagano, è dovuta una spiegazione: perché si cambia ancora, a quali costi e con quali risultati attesi.

Proprio per questo il CODACONS ha chiesto l’acquisizione urgente dei dati del telecontrollo, dei log delle manovre e di ogni documentazione tecnica, prima che vadano dispersi. La verità di questa vicenda non sta negli annunci, ma è già registrata negli apparati: chiediamo soltanto che venga letta, e che ai cittadini sia infine dovuta una risposta e vengano riconosciuti i diritti stabiliti dall’ARERA“, conclude CODACONS.