Essere arberesh oggi significa custodire una storia secolare, ma anche costruire nuove relazioni oltre i confini nazionali. È questa la prospettiva che ha guidato la missione istituzionale di Vaccarizzo Albanese nei Balcani, con l’obiettivo di trasformare la comune appartenenza linguistica, culturale e identitaria in una rete stabile di rapporti tra municipalità. Dal Kosovo alla Macedonia del Nord, la delegazione del Comune ha aperto nuovi canali di dialogo con alcune delle principali comunità albanesi dell’area, puntando su scambi culturali, progettualità condivise, opportunità per le nuove generazioni e cooperazione tra territori.
A tracciare il bilancio della missione istituzionale, svolta dal 4 al 7 settembre, è il sindaco Antonio Pomillo, che ha partecipato al viaggio insieme alla delegazione di Vaccarizzo Albanese e al presidente del Consiglio comunale Francesco Godino. Il percorso rappresenta la prosecuzione delle relazioni già avviate con Berat e Rahovec e punta ad ampliare progressivamente la presenza di Vakarici nella rete delle comunità albanesi internazionali. “Non ci interessa collezionare gemellaggi formali – sottolinea – ma costruire rapporti vivi tra comunità che condividono una storia e che possono tornare a riconoscersi per progettare insieme il futuro. Possiamo e dobbiamo essere uno dei ponti tra l’Arbëria italiana e i Balcani.”
L’incontro a Pristina con l’Ambasciata d’Italia
La prima tappa istituzionale della missione si è svolta a Pristina, presso l’Ambasciata d’Italia, dove il sindaco Pomillo, accompagnato da Fatmir Toçi, già deputato al Parlamento albanese, editore, scrittore e promotore culturale, e dal promotore culturale e turistico Roberto Cannizzaro, è stato ricevuto dalla vice ambasciatrice Chiara Castaldo. Al centro del confronto le prospettive di cooperazione internazionale del Salotto Diffuso, i possibili nuovi gemellaggi e la costruzione di iniziative capaci di collegare l’Arbëria italiana con le comunità albanesi presenti nei Balcani.
A Rahovec, il sindaco Pomillo e il presidente del Consiglio comunale Francesco Godino, insieme a Papas Hagi Ilie Sorin, hanno incontrato il sindaco Smajl Latifi e gli amministratori locali. Dopo il Patto d’Amicizia già sottoscritto tra le due comunità, il confronto ha permesso di compiere un ulteriore passo verso un possibile gemellaggio, fondato sulla condivisione di lingua, tradizioni, cultura e patrimonio identitario. L’obiettivo è trasformare questi elementi comuni in attività istituzionali, culturali e sociali continuative, capaci di coinvolgere direttamente le comunità.
Da Skopje il dialogo con la municipalità di Čair
Domenica 6 settembre la missione ha raggiunto Skopje, dove la delegazione italiana ha incontrato Izet Mexhiti, sindaco della municipalità di Čair ed esponente di primo piano della comunità politica albanese della Macedonia del Nord. Durante l’incontro è stata affrontata la possibilità di avviare un percorso di gemellaggio tra Vaccarizzo Albanese e la cittadina macedone, accompagnato da iniziative di scambio culturale, relazioni tra comunità e nuove progettualità condivise.
L’ultima tappa della missione si è svolta lunedì 7 settembre a Dibra, dove il sindaco Pomillo e la delegazione hanno incontrato il primo cittadino Fisnik Mela. Anche in questo caso il confronto ha riguardato la valorizzazione del patrimonio culturale comune e la possibilità di avviare formalmente un percorso verso il gemellaggio, creando occasioni permanenti di collaborazione tra le due municipalità.
La strategia dell’amministrazione comunale di Vaccarizzo Albanese punta ora alla costruzione di una rete internazionale di municipalità capace di collegare la Calabria alle comunità albanesi dei Balcani. L’obiettivo è andare oltre i gemellaggi formali e trasformare un’eredità storica condivisa in una forma di diplomazia culturale dal basso, basata su scambi tra giovani, iniziative identitarie, cooperazione tra enti locali e nuove progettualità europee e internazionali. Dopo il rapporto consolidato con Berat e il percorso avviato con Rahovec, i nuovi dialoghi aperti con Čair e Dibra ampliano ulteriormente l’orizzonte internazionale di Vaccarizzo Albanese, rafforzando il ruolo dell’Arbëria calabrese come punto di incontro tra culture e territori.
