La crisi infrastrutturale e della mobilità in Sicilia arriva sul tavolo della Commissione europea. La Presidenza della Sezione regionale siciliana di Giovani&Futuro ha trasmesso una lettera formale al Commissario europeo per il Trasporto sostenibile e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, chiedendo un intervento europeo sulla situazione della rete viaria e ferroviaria siciliana e, in particolare, sulle condizioni dei principali corridoi autostradali dell’isola. Al centro della richiesta vi è la situazione delle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo, gestite dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS), che secondo la documentazione richiamata nella lettera “stanno attraversando una fase di grave criticità strutturale e amministrativa”. Secondo quanto riportato nella comunicazione inviata alla Commissione europea, “a seguito di verifiche tecniche sarebbe stato disposto un termine perentorio, fissato al 3 ottobre 2026, per l’avvio di interventi urgenti di mitigazione del rischio riguardanti circa 40 gallerie e oltre 100 viadotti, con l’obiettivo di evitare conseguenze sulla continuità del traffico”.
La documentazione evidenzia inoltre “lo stanziamento di 32,5 milioni di euro, provenienti da risorse residue dei Programmi Operativi Complementari (POC), quale misura emergenziale destinata a scongiurare un’immediata paralisi economica”. Per Giovani&Futuro, tuttavia, l’emergenza finanziaria “non può sostituire una soluzione strutturale”. La richiesta rivolta alle istituzioni europee è “quella di affrontare anche le criticità tecniche, organizzative e amministrative che stanno alla base della vulnerabilità del sistema”.
Cristina Denaro, 27 anni, Presidente della Sezione Sicilia di Giovani&Futuro: “la questione della sicurezza autostradale si intreccia direttamente con un problema più ampio: la forte dipendenza della Sicilia dal trasporto su gomma”. La lettera sottolinea come “la rete autostradale costituisca di fatto il principale collegamento per la mobilità interna e per i flussi turistici internazionali, in un contesto nel quale il sistema ferroviario regionale presenta ancora importanti limiti infrastrutturali. Tra le criticità indicate figurano la presenza di tratti a binario unico, la limitata elettrificazione e caratteristiche geometriche della rete che impediscono un pieno utilizzo delle tecnologie ferroviarie di nuova generazione. Il risultato è l’assenza di un’alternativa modale capace di trasferire una quota significativa della mobilità dalla strada alla ferrovia”.
Per Giovani&Futuro, la questione siciliana “non rappresenta esclusivamente un problema regionale”. Si fa espresso richiamo “al Green Deal europeo e la Sustainable and Smart Mobility Strategy, sottolineando l’obiettivo europeo di ridurre del 90% le emissioni legate ai trasporti entro il 2050″. “Come giovani cittadini europei rifiutiamo la prospettiva di un isolamento infrastrutturale progettato a tavolino, che compromette la nostra sicurezza e frena lo sviluppo socio-economico della Sicilia“, dichiara Cristina Denaro, Responsabile dell’Ufficio di Presidenza Giovani&Futuro e Presidente della Sezione Regionale Sicilia di Giovani & Futuro. “Questa paralisi viola i principi fondamentali della mobilità dell’Unione e allontana l’isola dagli obiettivi di neutralità climatica fissati dal Green Deal per il 2050”.
Attraverso questa petizione, Giovani&Futuro avanza tre proposte concrete alla Commissione Europea:
- Una Task Force congiunta e un Audit tecnico guidato dall’UE: un monitoraggio straordinario sotto la supervisione della DG MOVE per verificare la sicurezza di gallerie e viadotti e garantire la trasparenza dei fondi di emergenza.
- Integrazione accelerata nelle reti TEN-T e finanziamenti CEF: l’attivazione di linee di finanziamento europee dirette per superare l’inerzia amministrativa locale e modernizzare la rete ferroviaria.
- Allineamento della strategia “Destination Europe” con Horizon 2050: un progetto pilota europeo sull’accessibilità insulare per agganciare il turismo sostenibile a una rete multimodale integrata.
Giovani&Futuro conclude l’appello ricordando che “la credibilità del modello di trasporto europeo e del marchio “Destination Europe” dipende dalla sicurezza delle sue porte d’accesso nel Mediterraneo”.
