Trapani, Antonini furioso dopo la quarta sconfitta: altra minaccia sul futuro, “non so se ha senso continuare”

Il presidente granata attacca squadra e staff dopo il ko interno in rimonta contro l’Igea Virtus: nel mirino mancanza di attenzione, disciplina e rispetto. Antonini denuncia anche le difficoltà legate allo stadio Provinciale, alla penalizzazione e al rapporto con l’ambiente: "Chi me lo fa fare di continuare a investire in un contesto che non protegge il calcio?"

La quarta sconfitta consecutiva ha fatto esplodere tutta la rabbia del presidente del Trapani Valerio Antonini. La squadra siciliana, dopo essere passata in vantaggio contro l’Igea Virtus, è stata rimontata in casa e resta ancora in una situazione complicata in classifica anche a causa della penalizzazione di cinque punti. Al termine della gara Antonini ha affidato ai social un lungo sfogo, mettendo nel mirino soprattutto l’atteggiamento della squadra e dello staff tecnico, ma tornando anche sulle difficoltà ambientali e istituzionali che, secondo il presidente, stanno rendendo sempre più complesso il progetto sportivo del Trapani.

“È difficile trovare le parole dopo l’ennesima partita che lascia rabbia, delusione e incredulità. Andare in vantaggio, peraltro meritatamente, e poi compromettere tutto con un’espulsione VERGOGNOSA, arrivata dopo un’ammonizione per essersi tolti la maglia in uno stadio vuoto ed aver fatto una entrata criminale, è qualcosa che non riesco ad accettare. Non quando arrivi da tre sconfitte consecutive, non quando hai già sulle spalle una penalizzazione di cinque punti, non quando ogni episodio può decidere una stagione.”

Antonini attacca squadra e staff: “Basta alibi, serve dignità”

Il presidente granata ha contestato duramente il comportamento dei giocatori, accusati di non aver dato risposte adeguate in un momento delicato della stagione. Antonini ha sottolineato come la società abbia garantito investimenti e condizioni di lavoro, chiedendo però maggiore responsabilità in campo. Che cosa passa nella testa di un calciatore in un momento del genere? Che senso ha vanificare il lavoro, il sacrificio dei compagni, dello staff, della società e di chi continua a investire risorse proprie per tenere in piedi tutto questo? Ovviamente poi, come troppo spesso accade nelle stagioni in cui sembra girare tutto al contrario, arriva il pareggio: un cross, tutti fermi, gol. E poco dopo il 2-1 in contropiede, con una squadra rimasta in dieci contro undici. Non è sfortuna. Non può essere solo sfortuna. È mancanza di attenzione, di responsabilità, di carattere e, soprattutto, di rispetto.”

Antonini ha poi rivolto un messaggio diretto anche allo staff tecnico, chiedendo una reazione immediata sotto il profilo dell’identità e dell’organizzazione. “A giocatori e staff tecnico dico una cosa molto semplice: siete stati messi nelle condizioni di lavorare, siete stati strapagati e sostenuti dalla società anche quando attorno a noi c’era e continua a esserci il caos. In campo, però, non si vede il rispetto che meriterebbero questa maglia, questa società, chi lavora ogni giorno e chi continua a metterci faccia, energie e denaro. Lo staff tecnico ha il dovere IMMEDIATAMENTE di dare identità, ordine, intensità, disciplina e spirito. Se non ritengono di poter fare meglio di così dovrebbero avere l’onore di farsi da parte e dimettersi in blocco. Invece i giocatori hanno il dovere di onorare la maglia fino all’ultimo minuto. Oggi, francamente, non ho visto abbastanza né dell’uno né dell’altro. Nelle tre partite precedenti, peggio ancora.”

Il presidente del Trapani: “Ho investito troppo, forse più di quanto molti immaginino”

Nel lungo intervento Antonini ha rivendicato gli investimenti effettuati negli ultimi anni e i risultati raggiunti, ricordando il percorso costruito dal club e il record di punti ottenuto in Serie D. “Io a Trapani ho investito TROPPO per quello che si meritava l’ambiente , forse più di quanto molti immaginino. Abbiamo ottenuto grandi vittorie, costruito risultati, acceso entusiasmo e dimostrato che qui lo sport serio si poteva anche tentare di fare.”

Secondo Antonini, però, oggi il contesto sarebbe profondamente cambiato, con difficoltà legate allo stadio, agli sponsor e al rapporto con parte dell’ambiente cittadino. “Oggi, invece, ci ritroviamo senza uno stadio vero, senza il sostegno che una squadra dovrebbe avere dalla propria città, senza sponsor e in un clima nel quale invece di essere aiutati veniamo insultati, ostacolati e perfino aggrediti, con una serie di traditori sparsi tra l’informazione mediocre che attanaglia l’ambiente e inventa quotidianamente nuovi profili fake sui socials.”

Il caso Provinciale e le battaglie giudiziarie annunciate

Una parte importante dello sfogo è dedicata alla vicenda dello stadio Provinciale, che Antonini definisce uno dei principali ostacoli per il futuro del Trapani. Il presidente ha annunciato nuove iniziative sul piano giudiziario, spiegando che nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori elementi. “La vicenda del Provinciale resta una vergogna istituzionale nazionale senza precedenti che ha privato Trapani della propria squadra e ha reso un progetto sportivo sempre più difficile, se non impossibile , da sostenere. Non si può pretendere che una società investa, programmi, paghi, costruisca e vinca, mentre le vengono sottratte le condizioni minime per esistere. Scandaloso.”

“Ci sono cause e sentenze in corso che tutti sanno e che porterò in tutte le sedi sino al risultato cge voglio ottenere , e già nei prossimi giorni emergeranno fatti importanti, clamorosi che non posso rivelare adesso soprattutto sul piano giudiziario.”

Il dubbio sul futuro: “Ha ancora senso continuare a investire?”

La parte più significativa dello sfogo riguarda però il futuro del progetto Trapani. Antonini ha messo apertamente in discussione la possibilità di proseguire gli investimenti in assenza di condizioni che ritiene adeguate per costruire una società ambiziosa. “Ma una riflessione è ormai inevitabile: chi me lo fa fare di continuare a investire in un contesto che non protegge il calcio, non rispetta chi investe e non permette alla squadra di avere una casa, tifosi e futuro? Il Trapani Calcio meriterebbe ben altro. Meriterebbe una squadra sostenuta dalla città, istituzioni che lavorino per il bene comune, uno stadio aperto e funzionale, sponsor, tifosi e una comunità che remi nella stessa direzione.”

Il presidente ha poi ricordato il precedente percorso vincente in Serie D, sottolineando come in passato fosse presente una maggiore unità attorno alla squadra. “Io so come si costruisce calcio serio. L’ho fatto anche tre anni fa, in Serie D, con il record di punti nella storia della categoria. Erano altri tempi, ma soprattutto c’era un’altra mentalità: tutti remavano dalla stessa parte.”

Il messaggio finale alla squadra e il complimento alla famiglia Samake

Antonini ha chiuso il suo intervento ribadendo la necessità di una svolta immediata da parte della squadra. “Alla squadra dico solamente una cosa semplice, al di là di quanto ho gridato oggi dopo la partita, basta alibi. Basta superficialità. Basta mancanza di rispetto. O si ritrova immediatamente dignità, responsabilità e unità, oppure sarà inevitabile chiedersi se abbia ancora senso continuare a investire dove ad oggi non esistono le condizioni MINIME per costruire, lavorare e vincere, ed invece andare ad investire dove potrei avere molto ma molto di più e soprattutto quello che merita un imprenditore che investe.”