Steccato di Cutro, trovate 9 carcasse di cani in decomposizione: esposto in Procura per fare luce sul possibile avvelenamento

L’AIDAA annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Crotone dopo il ritrovamento degli animali in due aree diverse. L’associazione ipotizza i reati di maltrattamento con morte degli animali e avvelenamento attraverso possibili esche tossiche

Un ritrovamento inquietante scuote la comunità di Steccato di Cutro, nel territorio della provincia di Crotone. Nei giorni scorsi sono state rinvenute 9 carcasse di cani in evidente stato di decomposizione, individuate in due luoghi distinti della località costiera. Sulla vicenda è intervenuta l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Crotone con la richiesta di avviare gli opportuni accertamenti per chiarire le cause della morte degli animali e individuare eventuali responsabilità. Secondo le prime ipotesi, ancora da verificare attraverso gli accertamenti delle autorità competenti, i cani potrebbero essere stati vittime di un avvelenamento provocato da una o più persone.

Il ritrovamento delle nove carcasse a Steccato di Cutro

La vicenda è emersa dopo il ritrovamento delle nove carcasse canine in due aree separate di Steccato di Cutro, una frazione del territorio comunale di Cutro, in provincia di Crotone. Gli animali sono stati trovati in condizioni che hanno fatto ipotizzare un possibile episodio di particolare gravità, anche se al momento non sono disponibili elementi definitivi sulle cause della morte. L’eventuale presenza di sostanze tossiche o di esche avvelenate dovrà essere accertata attraverso le verifiche tecniche e gli esami eventualmente disposti dagli organi competenti. La segnalazione ha però immediatamente acceso l’attenzione delle associazioni animaliste, che chiedono chiarezza e un intervento per ricostruire quanto accaduto.

L’AIDAA presenta un esposto alla Procura di Crotone

L’AIDAA ha comunicato l’intenzione di depositare un esposto alla Procura della Repubblica di Crotone, chiedendo di approfondire la vicenda e valutare eventuali responsabilità penali. L’associazione, nel documento annunciato, ipotizza la possibile configurazione del reato di maltrattamento di animali con conseguente morte, previsto dall’articolo 544 ter del Codice Penale, e quello relativo all’eventuale avvelenamento di animali attraverso la diffusione di esche tossiche. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di consentire agli investigatori di verificare ogni elemento utile: dalle modalità con cui gli animali sarebbero morti alla possibile presenza di sostanze velenose, fino all’eventuale individuazione di persone responsabili.

Indagini e accertamenti per stabilire le cause della morte

Al momento, secondo quanto riferito dall’associazione, si tratta di una ipotesi investigativa che dovrà trovare conferma attraverso gli accertamenti ufficiali. Il ritrovamento delle carcasse non consente infatti, da solo, di stabilire con certezza le cause della morte degli animali. Saranno eventualmente gli esami specialistici e le attività investigative a chiarire se si sia trattato di un episodio di avvelenamento volontario o di altre circostanze.  La raccolta di elementi sul posto, l’analisi delle carcasse e ogni altra attività disposta dagli inquirenti potranno fornire un quadro più preciso sulla dinamica dei fatti.

Il fenomeno delle esche avvelenate e la tutela degli animali

Il tema delle esche avvelenate rappresenta da anni una delle principali emergenze per la tutela degli animali e della sicurezza ambientale. L’utilizzo di sostanze tossiche abbandonate sul territorio può mettere a rischio non soltanto cani e gatti, ma anche altri animali selvatici e, in determinate condizioni, persino persone, soprattutto bambini che frequentano aree verdi o spazi pubblici. Per questo motivo le associazioni animaliste sottolineano spesso la necessità di controlli e interventi tempestivi quando vengono segnalati episodi sospetti. Nel caso di Steccato di Cutro, l’obiettivo dichiarato dall’AIDAA è fare piena luce sull’accaduto e verificare se dietro il ritrovamento delle nove carcasse possa esserci una condotta illecita.

La richiesta di chiarezza: “fare luce sulla vicenda”

L’esposto annunciato dall’associazione punta dunque a richiamare l’attenzione della magistratura su un episodio che, qualora venisse confermata l’ipotesi dell’avvelenamento, configurerebbe un grave atto contro gli animali. La priorità sarà ora ricostruire la sequenza degli eventi, comprendere da quanto tempo gli animali si trovassero nelle aree del ritrovamento e accertare ogni possibile elemento utile alle indagini. La vicenda resta quindi aperta e sarà necessario attendere gli sviluppi degli accertamenti ufficiali per stabilire con certezza cosa sia accaduto ai 9 cani trovati morti a Steccato di Cutro.