Sin Crotone, Orrico e Baldino (M5S): “il Governo non dà una data per gli screening oncologici nelle aree contaminate, la città non può aspettare”

Alla Camera l’interpellanza urgente sulla situazione ambientale e sanitaria dell’area contaminata: il Governo annuncia il decreto di riparto delle risorse, ma l’opposizione chiede tempi certi per gli interventi

La situazione ambientale e sanitaria del Sin di Crotone torna al centro del dibattito parlamentare con un’interpellanza urgente del Movimento 5 Stelle sui fondi destinati agli screening oncologici nelle aree contaminate. Al centro della discussione la mancata bonifica dell’area industriale crotonese e la necessità di accelerare l’utilizzo delle risorse previste per la prevenzione sanitaria nei territori interessati dai Siti di interesse nazionale. A intervenire alla Camera è stata la coordinatrice regionale M5S Anna Laura Orrico, che ha richiamato la situazione del territorio di Crotone e i rischi legati alla presenza di contaminanti derivanti dalle attività industriali del passato.

Nel suo intervento parlamentare, Orrico ha evidenziato le criticità legate alla mancata bonifica del Sin e le conseguenze che, secondo il Movimento 5 Stelle, il territorio continua a subire sul piano ambientale e sanitario. “Crotone, a causa della mancata bonifica del Sin, paga oggi le conseguenze di un disastro ambientale che non ha eguali in Italia. Il quadro che emerge è complesso: metalli pesanti, sostanze chimiche persistenti e residui industriali continuano ad avvelenare il territorio e incidere sulla salute dei cittadini.

Indicativa la relazione approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti che rappresenta un tuffo in una situazione drammatica. Rischi ignorati per anni sono diventati dati esponenzialmente anomali sui casi di tumore come quello mammario femminile, neoplasie polmonari e renali, tumori in età pediatrica, adolescenziale e giovanile. Non solo numeri ma storie, vite spezzate, famiglie a cui i veleni dell’ex Pertusola hanno strappato i propri cari. In Calabria abbiamo perso molte cose, ma non ancora la dignità, quella l’hanno smarrita le Istituzioni, i grandi gruppi industriali, e certa politica che si è girata dall’altra parte. Ecco perché, con questa interpellanza urgente, abbiamo chiesto all’esecutivo un intervento immediato”.

Il Governo: decreto sui fondi in fase di adozione

Nel corso del confronto parlamentare, la risposta del Governo è stata affidata alla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che ha spiegato come il decreto attuativo per il riparto dei fondi previsti dalla Legge di bilancio sia in fase di prossima adozione. Le risorse saranno distribuite anche sulla base della popolazione residente. Secondo quanto riferito, per alcuni specifici Sin l’assenza di dati disponibili avrebbe determinato un prolungamento dei tempi dell’istruttoria. La definizione dei piani per gli screening oncologici sarà invece affidata direttamente alle Regioni. La Regione Calabria, secondo quanto comunicato durante il dibattito, avrebbe manifestato la disponibilità a integrare le risorse destinate agli interventi.

Baldino: “C’è una cosa che non possiamo più chiedere ai crotonesi: aspettare”

La risposta del Governo non soddisfa il Movimento 5 Stelle. La vicepresidente M5S alla Camera Vittoria Baldino ha ribadito la necessità di accelerare l’attuazione delle misure previste, sottolineando il ritardo nell’utilizzo delle risorse destinate agli screening. “Non possiamo ritenerci soddisfatti. C’è una cosa che non possiamo più chiedere ai crotonesi: aspettare. Crotone aspetta da oltre vent’anni la bonifica di uno dei siti industriali più contaminati d’Italia e nel frattempo i dati sanitari ci consegnano un quadro che non può essere ignorato. Oggi il Governo ci dice che il decreto per utilizzare i fondi destinati agli screening è ‘in fase di prossima adozione’, ma non è stato in grado neppure di indicarci una data.

Sono trascorsi otto mesi dall’entrata in vigore della legge di bilancio e mentre si prepara già la prossima manovra manca ancora il decreto che rende utilizzabili appena 2 milioni di euro l’anno, destinati peraltro non soltanto a Crotone ma a tutti i 42 SIN presenti in Italia. Accogliamo positivamente l’impegno della Regione Calabria a fare la propria parte ma siamo già in ritardo.

La polemica sui tempi e sulle priorità degli investimenti pubblici

Baldino ha poi contestato i tempi necessari per rendere disponibili le risorse destinate alla prevenzione sanitaria, collegando la questione alle scelte complessive sulle priorità di spesa pubblica. “In un Paese che trova miliardi per il riarmo e continua a impegnare risorse sul Ponte sullo Stretto – rimarca Baldino – impiegare otto mesi senza riuscire ancora a rendere disponibili 2 milioni per la prevenzione sanitaria fa francamente ridere se non ci fosse da piangere. Noi continuiamo a mantenere alta l’attenzione sulla necessità che i crotonesi possano vivere in un’ambiente salubre. Noi non tacciamo”.

La vicenda del Sin di Crotone resta dunque al centro del confronto politico e istituzionale, con il tema della bonifica ambientale e della prevenzione sanitaria che continua a rappresentare una delle principali questioni aperte per il territorio.