“Con l’entrata in vigore, a partire da oggi 10 settembre 2026, del rincaro del 18% sui collegamenti Siremar-SNS in convenzione statale -che porta il cumulo degli aumenti vicino all’84% dal 2022 a fronte di importanti tagli alle corse -, si consuma l’ennesimo paradosso tra la retorica politica e la realtà vissuta dalle comunità insulari. Registriamo con profonda amarezza la distanza abissale tra le solenni enunciazioni di principio, come il principio di insularità introdotto all’Articolo 119 della Costituzione o i disegni di legge per le isole minori, e l’effettiva mancanza di volontà delle Istituzioni di mettere a terra gli interventi minimi necessari alla sopravvivenza economica dei territori”, lo afferma in una nota Federalberghi Isole di Sicilia. “La pretesa estraneità della Regione Siciliana, invocata dall’Assessore Aricò, rispetto agli aumenti sulla linea statale è smentita dagli atti formali. La Convenzione individua espressamente la Regione quale Autorità vigilante del contratto (Articoli 1 e 10) e contitolare della governance su assetti e tariffe. L’articolo 6 della medesima Convenzione stabilisce che, a fronte degli aumenti richiesti dagli armatori, la Regione ha la facoltà di richiedere la sospensione dei rincari stanziando risorse compensative a carico del proprio bilancio”, rimarca la nota.
“La Giunta regionale ha scelto di finanziare il riequilibrio dei soli mezzi veloci regionali”
“Se i biglietti aumentano del 18%, ciò avviene unicamente perché con la recente deliberazione la Giunta regionale ha scelto di finanziare il riequilibrio dei soli mezzi veloci regionali, lasciando la convenzione statale priva di sterilizzazione economica. Uno schema già visto nel biennio 2021-2022: allora l’Assessorato intimò a SNS di non tagliare le corse promettendo coperture dal bilancio regionale; la mancata ed esecutiva erogazione di tali risorse portò poi gli armatori ad applicare le tariffe massime previste, scaricando sull’utenza quel +56% che ancora oggi grava sui collegamenti”, sottolinea la nota.
“I trasporti marittimi per le isole minori costituiscono un’infrastruttura essenziale e indivisibile”
“I trasporti marittimi per le isole minori costituiscono un’infrastruttura essenziale e indivisibile, che non si può frammentare per comodità amministrativa – dichiara Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori Sicilia –. Sostenere che i servizi regionali non subiscano rincari appare beffardo di fronte a un aumento del 18% che da oggi colpisce pesantemente chi vive, lavora e fa impresa sugli arcipelaghi. La Regione possiede già le prerogative e la capacità finanziaria per intervenire, come dimostrato in altre occasioni stanziando fondi propri. Questo prolungato stato di incertezza e precarietà nei collegamenti genera un grave danno reputazionale al sistema turistico insulare. Rivolgiamo pertanto un fermo appello al Presidente Schifani affinché assuma la regia della vertenza e disponga i necessari provvedimenti per la revoca di questi insostenibili aumenti”.
“Reiterando le istanze analiticamente formalizzate, in ultimo, nella nota PEC inviata in data odierna alle Istituzioni competenti, Federalberghi Isole di Sicilia chiede un immediato intervento congiunto della Regione e del Ministero delle Infrastrutture per il congelamento del rincaro del 18%. L’associazione richiede altresì di affrontare senza indugio le priorità programmatiche ancora aperte, quali — a titolo esemplificativo — il totale reintegro nei Piani Economico-Finanziari dei futuri bandi di gara delle corse statali soppresse dal 2022, la massima trasparenza sull’accordo di trasferimento delle competenze delle tratte statali alla Regione per evitare futuri tagli ai servizi, adeguate tutele tariffarie ai pendolari e l’immediata apertura di un tavolo tecnico-politico permanente per valutare nel merito l’operatività dei capitolati delle nuove gare quinquennali prima della loro formale adozione“, conclude.
