Sicilia: esplorato il relitto del SS Minnetonka, il transatlantico affondato durante la Prima Guerra Mondiale

A oltre 100 anni dall’affondamento, il relitto del transatlantico britannico lungo 183 metri è stato raggiunto da una spedizione subacquea italiana. Fabio Portella: “per pochi minuti è stato solo mio, ora il Minnetonka è di tutti”

A più di un secolo dal suo affondamento, il SS Minnetonka, uno dei grandi transatlantici britannici della sua epoca, è tornato protagonista di una straordinaria esplorazione negli abissi del Mediterraneo. A 120 metri di profondità, lontano dalla costa e immerso nel silenzio del mare, il relitto ha accolto una nuova visita dopo oltre cento anni trascorsi sul fondale. Una spedizione subacquea che ha permesso di riportare alla luce la storia di un autentico gigante d’acciaio lungo 183 metri, una nave legata a un’epoca di grandi viaggi oceanici e costruita nello stesso cantiere che, pochi anni dopo, avrebbe realizzato il celebre Titanic. A raccontare l’impresa sul proprio profilo facebook, è stato Fabio Portella, protagonista dell’immersione insieme al compagno Cristiano Rosa, con il supporto in superficie di Linda Pasolli e Giorgio Zanghì.

Il SS Minnetonka, il transatlantico nato nello stesso cantiere del Titanic

Il SS Minnetonka rappresenta una delle testimonianze più affascinanti dell’epoca d’oro della navigazione commerciale. La nave britannica fu costruita da uomini e maestranze dello stesso cantiere che, pochi anni dopo, avrebbero contribuito alla nascita del RMS Titanic, il transatlantico diventato simbolo della storia navale mondiale. Un legame che rende ancora più suggestiva la storia di questo relitto, oggi adagiato sul fondo del mare dopo una tragica fine durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1918 il Minnetonka venne infatti affondato da un sommergibile tedesco, in un periodo nel quale le rotte navali erano diventate teatro di scontri e attacchi nell’ambito del conflitto mondiale. Da allora la nave è rimasta nascosta sotto decine di metri d’acqua, conservando silenziosamente una parte della memoria della navigazione del Novecento.

Un’immersione nel buio degli abissi a 120 metri di profondità

La spedizione ha portato i subacquei fino a una profondità impegnativa, in un ambiente dove ogni movimento richiede preparazione, esperienza e grande attenzione. Come raccontato da Fabio Portella, l’esperienza è stata quella di trovarsi davanti a una presenza imponente e quasi irreale: “immaginate di immergervi a 23 miglia dalla costa, intorno un’infinita distesa blu. Immaginate di scendere nel buio del mare, a 120 metri di profondità, dove il silenzio è assoluto. Immaginate di veder comparire una sagoma maestosa, spettrale, un gigante d’acciaio lungo 183 metri, rimasto addormentato lì sotto per oltre cent’anni”.

La prua, l’albero e la passeggiata di prima classe: il fascino del relitto

Durante l’esplorazione sono emersi dettagli capaci di restituire la grandezza originaria del SS Minnetonka. Sulla prua della nave è ancora presente un albero alto 30 metri, con la coffa che un tempo ospitava le vedette e la campana. Un’immagine particolarmente suggestiva per chi riesce ad avvicinarsi al relitto e osservare da vicino i resti di una nave che, oltre un secolo fa, solcava i mari con passeggeri e merci a bordo. Tra gli elementi più emozionanti descritti dalla spedizione c’è anche la possibilità di percorrere idealmente i fianchi della nave lungo quella che un tempo era la passeggiata di prima classe, uno degli spazi simbolo del viaggio transatlantico.

“La storia non scompare mai”: il racconto di Fabio Portella

L’esplorazione del SS Minnetonka non è stata soltanto un’impresa tecnica, ma anche un viaggio nella memoria. Il relitto rappresenta una testimonianza del passato, una storia rimasta custodita nel mare e pronta a essere raccontata nuovamente. Fabio Portella ha affidato ai propri canali social il racconto dell’emozione vissuta durante la spedizione: “la storia non scompare mai. Resta sul fondo del mare, protetta da decine di metri d’acqua, aspettando solo qualcuno che sappia ascoltarla e raccontarla di nuovo al mondo. Dopo oltre 100 anni gli occhi di un uomo si sono posati su quel gigante, per pochi minuti è stato solo mio, ora il Minnetonka è di tutti”. L’immagine a corredo dell’articolo è tratta dal profilo facebook di Fabio Portella.