Sicilia, De Luca prepara la svolta: nuovo gruppo all’Ars e obiettivo 3% per Sud chiama Nord

Il leader del movimento annuncia una nuova strategia politica dopo il confronto con il campo largo nazionale: possibile anche la nascita di un nuovo gruppo all’Ars. “Siamo baricentrici in 7-8 collegi siciliani”

Cateno De Luca rilancia la sfida politica di Sud chiama Nord e annuncia una fase di riorganizzazione del movimento in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Il leader del partito e sindaco di Taormina ha parlato durante una conferenza stampa all’Assemblea regionale siciliana, illustrando la strategia futura e tornando anche sul rapporto con il cosiddetto campo largo. Al centro delle dichiarazioni ci sono tre elementi: il possibile riassetto dei gruppi parlamentari all’Ars, il tentativo di allargare il consenso oltre l’attuale bacino elettorale e l’obiettivo di raggiungere la soglia del 3%. De Luca ha inoltre rivendicato il ruolo del suo movimento nello scenario politico siciliano, definendolo una forza capace di incidere in diversi collegi anche con l’attuale legge elettorale.

Il dialogo con il campo largo e la strategia di Sud chiama Nord

Il leader di Sud chiama Nord è intervenuto sulla posizione espressa da alcune componenti del centrosinistra riguardo a un possibile ingresso del movimento nella coalizione del campo largo. Nei giorni scorsi, infatti, alcune forze della coalizione avevano manifestato contrarietà all’ipotesi di un coinvolgimento del movimento guidato da De Luca. Il sindaco di Taormina ha però spiegato di aver ricevuto aperture da esponenti nazionali della coalizione.

“Ringrazio gli esponenti del campo largo nazionale che ho sentito insieme con Laura Castelli: hanno avuto la massima disponibilità nei nostri confronti, invitandoci a non dare ascolto ai nani della politica siciliana”, ha dichiarato Cateno De Luca. Secondo il leader di Sud chiama Nord, il percorso avviato punta a modificare la percezione del movimento e ad allargare la platea di riferimento. “L’evoluzione su cui stiamo lavorando ha il fine di essere percepiti dagli altri due terzi dell’elettorato. Dopo l’appuntamento di Assisi definiremo la nostra strategia per puntare al 3%”, ha aggiunto.

Il possibile nuovo gruppo all’Ars: De Luca annuncia una fase di cambiamento

Tra gli scenari delineati dal leader di Sud chiama Nord c’è anche la possibilità della nascita di un nuovo gruppo parlamentare all’Ars, distinto dall’attuale formazione. L’ipotesi è stata annunciata dallo stesso De Luca, che ha parlato di una fase di trasformazione degli equilibri politici all’interno del Parlamento siciliano. “Potrebbe nascere un nuovo gruppo all’Ars, sotto l’ispirazione del leader Cateno De Luca, distinto dall’attuale Sud chiama Nord”, è stato spiegato nel corso dell’incontro. Il sindaco di Taormina ha indicato anche una data precisa per l’avvio di questo processo.

“Il 14 ottobre – anticipa – inizierà la destrutturazione dei gruppi parlamentari del centrodestra e del centrosinistra. Entro quella data gli inquilini di questo Palazzo dovranno fare una scelta”, ha affermato De Luca. Una dichiarazione che apre uno scenario di possibile ridefinizione degli schieramenti all’interno dell’Assemblea regionale siciliana, con possibili ripercussioni sugli equilibri politici regionali.

Sud chiama Nord punta al 3%: “Siamo baricentrici in 7-8 collegi”

Nel corso della conferenza stampa, De Luca ha rivendicato il peso territoriale del proprio movimento, sottolineando come la presenza locale possa rappresentare un elemento decisivo in vista delle prossime competizioni elettorali. Il leader di Sud chiama Nord ha definito il movimento una forza “baricentrica” in diversi territori della Sicilia. “Noi abbiamo una posizione radicata a livello territoriale con un brand che non può andare oltre l’1,7 per cento”, ha dichiarato. Nonostante il limite rappresentato dal dato nazionale del movimento, secondo De Luca la struttura territoriale potrebbe consentire di incidere in diversi collegi. “Baricentrico in almeno 7-8 collegi siciliani anche con l’attuale sistema elettorale”, ha spiegato il leader del movimento. La strategia indicata punta quindi a trasformare il radicamento locale in una maggiore capacità di rappresentanza politica, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere la soglia del 3%.