Sicilia, Controcorrente entra nel progetto civico nazionale: Onorato rilancia l’alleanza con La Vardera

Ad Agrigento gli stati generali del movimento di Ismaele La Vardera. Onorato: “vogliamo guidare il centrosinistra verso le elezioni”

Un nuovo asse civico nel campo progressista italiano prende forma dalla Sicilia. Ad Agrigento, durante gli stati generali di Controcorrente, il coordinatore nazionale di Progetto civico Italia Alessandro Onorato ha annunciato il valore politico del percorso comune con il movimento guidato da Ismaele La Vardera, definendo l’intesa una tappa importante per costruire una nuova proposta alternativa a livello nazionale. Un rapporto che, nelle parole di Onorato, nasce dopo un lungo lavoro condiviso e dalla volontà di mettere insieme esperienze amministrative e realtà territoriali che negli ultimi anni hanno maturato un forte radicamento. “E’ un matrimonio che arriva dopo un periodo molto lungo di lavoro insieme, del resto Controcorrente è l’esperienza civica di maggior successo in Italia”, ha dichiarato Onorato ad Agrigento.

Controcorrente e Progetto civico Italia: l’obiettivo è unire le esperienze civiche

Al centro dell’intervento del coordinatore nazionale di Progetto civico Italia c’è la volontà di superare la frammentazione delle esperienze civiche e creare un coordinamento politico capace di dare rappresentanza a realtà presenti in diverse parti del Paese. Secondo Onorato, il percorso con Controcorrente rappresenta un esempio concreto di come i movimenti territoriali possano incidere anche sullo scenario nazionale. “Non è un caso se nei sondaggi in Sicilia è oggettivamente il primo partito. Questa è la dimostrazione che nel nostro Paese esistono tantissime realtà che sono pronte ad aiutare il campo progressista”, ha affermato. Il progetto, nelle intenzioni dei promotori, punta dunque a valorizzare esperienze nate dal territorio e trasformarle in una proposta politica più ampia.

“Il Progetto civico Italia ha riunito queste esperienze”

Nel suo intervento ad Agrigento, Onorato ha sottolineato come il nuovo coordinamento sia nato dalla necessità di creare un collegamento tra amministratori, movimenti e realtà civiche che spesso hanno operato in modo autonomo. “Nel centrosinistra, fino a qualche mese fa, ognuno andava nella sua direzione territoriale. Il Progetto civico Italia è riuscito a riunire queste esperienze, attraverso un unico coordinamento politico che ha come scopo quello di far ripartire l’Italia”, ha spiegato. Una prospettiva che punta a costruire una rete nazionale fondata sui programmi e sulle esperienze maturate nei territori.

Il ruolo della Sicilia e la sfida per il centrosinistra

La Sicilia assume, nelle parole di Onorato, un ruolo centrale in questo percorso politico. L’accordo con Controcorrente viene indicato come un passaggio strategico per rafforzare la presenza del movimento civico all’interno del dibattito progressista. “Questo matrimonio con Controcorrente – dice Onorato – è dunque importante per tutto il campo progressista nazionale e alla Sicilia dà un orizzonte molto chiaro e molto netto”. Secondo il coordinatore nazionale di Progetto civico Italia, proprio dai territori può arrivare una nuova capacità di aggregazione politica, fondata meno sulle divisioni interne e più sulla costruzione di programmi condivisi.

“Nei territori andiamo sicuramente d’accordo perché ci confrontiamo sui programmi”

Nel suo intervento, Onorato ha poi rivendicato il ruolo delle amministrazioni locali guidate dal centrosinistra, sostenendo che il quadro territoriale sia diverso rispetto alla percezione nazionale del campo progressista. “Ci sono parti d’Italia in cui le nostre idee, le nostre proposte sono state già messe in campo – ha aggiunto Onorato – . Vogliamo inoltre guidare il centrosinistra verso le elezioni perché c’è una cosa un po’ strana in Italia: l’80% dei Comuni italiani sono governati dal centrosinistra, invece a livello nazionale si tende a far credere che la coalizione del centrosinistra sia un po’ litigiosa”. E ancora: “sui territori andiamo sicuramente d’accordo perché ci confrontiamo sui programmi, su cosa fare e in che tempi”. Un passaggio che evidenzia la volontà di utilizzare il modello delle amministrazioni locali come base per una proposta politica più ampia.