Nuovo capitolo nell’inchiesta sulle strutture residenziali per anziani di Caltanissetta finite sotto la lente della magistratura. I Carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip, adottata dopo gli interrogatori preventivi di garanzia, che dispone importanti misure cautelari nei confronti di tre amministratori di altrettante strutture sequestrate lo scorso luglio. Per i tre indagati è scattato il divieto per 12 mesi di esercitare attività d’impresa nel settore delle comunità alloggio e delle case di riposo per anziani, oltre al divieto di assumere uffici direttivi e di svolgere la professione di operatori socio-sanitari. Il provvedimento arriva al termine di un’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma e coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, che ipotizza un quadro di gravi irregolarità nella gestione dell’assistenza agli ospiti delle strutture coinvolte.
L’accusa: “sistematica violazione dei doveri di cura” per ridurre i costi
I tre amministratori risultano indagati per il reato di abbandono di persone incapaci aggravato dall’aver cagionato lesioni personali ai danni degli anziani ospitati nelle strutture. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri, la gestione delle residenze avrebbe evidenziato, secondo l’accusa, “una presunta sistematica violazione dei doveri di cura, dettata primariamente dalla volontà di contenere i costi”. Al centro delle contestazioni della Procura ci sarebbe soprattutto una presunta carenza di personale, ritenuta incompatibile con le necessità assistenziali di persone anziane e non autosufficienti.
Gli investigatori contestano infatti “l’impiego di un organico del tutto inadeguato rispetto agli standard normativi: durante il turno notturno, dalle 19 alle 07, un solo operatore socio sanitario era incaricato di assistere decine di anziani non autosufficienti dislocati su più piani“. Una situazione che, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe determinato una condizione di grave vulnerabilità per gli ospiti delle strutture, esponendoli a “una condizione di costante pregiudizio per la loro salute”.
Le intercettazioni e gli episodi contestati nelle case di riposo
Un ruolo centrale nell’inchiesta sarebbe stato svolto dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, che avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire diversi episodi ritenuti particolarmente critici. Secondo quanto riferito dalla Procura, sarebbero emersi “presunti episodi gravi: pazienti che sarebbero stati lasciati per ore nei propri letti sporchi, anziani caduti a terra sarebbero stati assistiti solo dopo un rilevante lasso di tempo e la presenza di un focolaio di scabbia gestito senza la necessaria osservanza dei protocolli sanitari dell’Asp”.
Anziani esposti al caldo: contestata anche la mancanza di climatizzazione
Tra gli aspetti evidenziati dagli inquirenti figura anche la gestione delle strutture durante i periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate. Nel corso delle verifiche investigative sarebbe emersa, secondo l’accusa, “la mancata predisposizione di adeguati sistemi di climatizzazione durante giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate”. Una circostanza che, sempre secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe “contribuito a determinare condizioni di grave sofferenza fisica per alcuni ospiti, con episodi di colpi di calore”.
Le strutture erano state sequestrate lo scorso luglio
Il nuovo provvedimento giudiziario si inserisce nell’ambito dell’indagine che aveva già portato, lo scorso luglio, al sequestro di tre strutture residenziali operanti nel territorio di Caltanissetta. L’attività investigativa dei Carabinieri ha puntato a verificare il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa in materia di assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti, concentrandosi sulle condizioni di vita degli ospiti e sull’organizzazione interna delle strutture. Le misure adottate dal Gip rappresentano un ulteriore passaggio dell’inchiesta, che dovrà ora proseguire per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità penali. Gli indagati, come previsto dall’ordinamento, potranno esercitare i propri diritti di difesa e fornire la propria versione dei fatti nel corso del procedimento.
