La vicenda della scuola media Pythagoras di Ravagnese torna al centro del dibattito cittadino. A rilanciare l’attenzione sull’istituto, chiuso ormai da tre anni, è l’ingegnere Raffaele Ferraro, presidente del Comitato di Quartiere di Ravagnese, S. Elia e Saracinello, che richiama l’amministrazione comunale alla necessità di individuare una soluzione definitiva per restituire al territorio un presidio scolastico considerato fondamentale.
Ferraro parte dalla recente vicenda della frana di Santa Venere e dalla decisione del sindaco Francesco Cannizzaro di individuare 2 milioni di euro per affrontare l’emergenza, indicando quel percorso come esempio da seguire anche per la scuola di Ravagnese. “La rapidità con la quale il sindaco Francesco Cannizzaro ha affrontato la grave problematica della frana di Santa Venere, riuscendo a individuare 2 milioni di euro per intervenire e dare una prospettiva concreta alla soluzione del problema, rappresenta certamente un segnale positivo.
È un approccio che apprezziamo: davanti a una criticità importante occorre individuarne la soluzione, costruire il percorso amministrativo e, soprattutto, reperire le risorse necessarie per realizzarla. Proprio per questo riteniamo che oggi vi siano le condizioni per sottoporre con forza all’attenzione del Sindaco un’altra emergenza che il nostro territorio attende da troppo tempo: la scuola media Pythagoras di Ravagnese, chiusa ormai da tre anni”.
“La Pythagoras è stata un punto di riferimento educativo e culturale”
Nel suo intervento il presidente del Comitato di quartiere sottolinea il valore che la scuola ha rappresentato per generazioni di studenti e per l’intera area di Ravagnese, evidenziando il ruolo sociale svolto dall’istituto oltre la semplice funzione didattica. “Non parliamo soltanto di un edificio scolastico. La Pythagoras ha rappresentato per decenni un punto di riferimento educativo e culturale per Ravagnese e per un’area molto più vasta della città, ma anche un fondamentale presidio di legalità e di coesione sociale”.
Secondo Ferraro, la scuola era una presenza attiva nel quartiere, capace di offrire agli studenti formazione, partecipazione e opportunità di crescita. Un istituto apprezzato anche per la qualità dell’offerta formativa e per la presenza del corso a indirizzo musicale, che negli anni aveva attirato famiglie anche da altri quartieri di Reggio Calabria.
La chiusura della sede, evidenzia il Comitato, ha avuto conseguenze non soltanto sulla comunità scolastica, ma sull’intero tessuto sociale ed economico del quartiere. “Da tre anni quella comunità scolastica è privata della propria sede. Bambini, ragazzi, famiglie, docenti e personale scolastico hanno dovuto affrontare le conseguenze di una situazione che, da provvisoria, rischia di trasformarsi in permanente”.
Gli effetti della chiusura sul quartiere
Ferraro evidenzia come l’assenza della scuola abbia inciso anche sulle attività economiche della zona, private del movimento quotidiano generato negli anni da studenti, famiglie e personale scolastico. “Ma gli effetti della chiusura vanno ben oltre la comunità scolastica. La presenza quotidiana di studenti, famiglie, docenti e personale contribuiva infatti alla vitalità dell’intero quartiere e sosteneva anche una parte della sua economia di prossimità. Cartolerie, bar, panifici, botteghe e altre piccole attività commerciali hanno inevitabilmente risentito dell’assenza di quel movimento quotidiano che per anni la scuola ha generato. Una scuola, soprattutto in un quartiere, non è soltanto un luogo di istruzione: è anche un elemento capace di tenere vivo il tessuto sociale ed economico che la circonda”.
La richiesta al Comune: “Facciamo della nuova Pythagoras una priorità”
Per il Comitato di quartiere, ora la strada da percorrere non sarebbe soltanto quella del recupero del vecchio edificio, ma della progettazione di una nuova scuola capace di rispondere alle esigenze della comunità. “Oggi riteniamo che non sia più sufficiente discutere del destino del vecchio edificio. Occorre dare una prospettiva definitiva alla Pythagoras e alla sua comunità scolastica, individuando le risorse necessarie per la realizzazione di una nuova scuola”.
Ferraro riconosce nel percorso progettuale avviato dall’amministrazione un primo passo, ma chiede ora un’accelerazione attraverso l’individuazione dei finanziamenti necessari. “La capacità dimostrata dal sindaco Cannizzaro nell’intercettare risorse e finanziamenti per affrontare le criticità del territorio ci induce proprio per questo a guardare con fiducia alla possibilità che anche la vicenda Pythagoras possa finalmente ricevere l’impulso politico e amministrativo che attende da anni”.
Il presidente del Comitato ribadisce infine il ruolo strategico di Ravagnese, uno dei quartieri più popolosi della città, e l’importanza di restituire al territorio un istituto che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento. “La ricostruzione della Pythagoras non sarebbe soltanto la realizzazione di un nuovo edificio. Significherebbe restituire al territorio un presidio educativo, culturale e sociale; significherebbe restituire alle famiglie la possibilità di scegliere nuovamente quella scuola; significherebbe soprattutto dire con chiarezza che la chiusura avvenuta tre anni fa non rappresenta la fine della Pythagoras, ma soltanto l’inizio di un percorso verso una sede nuova, moderna, sicura e adeguata alle esigenze della comunità”.
L’appello finale è rivolto direttamente al sindaco e all’amministrazione comunale: “Per questo rivolgiamo al Sindaco un invito costruttivo: facciamo della nuova Pythagoras una delle priorità della città”. Ferraro conclude sottolineando l’attesa delle famiglie di Ravagnese e la necessità di trasformare l’emergenza in un progetto concreto. “Le famiglie di Ravagnese aspettano da tre anni e oggi chiedono che questa lunga attesa possa finalmente tradursi in una prospettiva concreta: restituire alla Pythagoras un futuro e al territorio una scuola che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento educativo, sociale e culturale”.

