La scuola italiana continua a viaggiare a velocità diverse. Nel 2025 il patrimonio dell’edilizia scolastica mostra alcuni segnali di miglioramento, ma resta ancora lontano dagli standard necessari, soprattutto nel Mezzogiorno, dove sicurezza, manutenzione e servizi registrano criticità più marcate rispetto al resto del Paese. A delineare il quadro è il nuovo report “Ecosistema Scuola” di Legambiente, giunto alla sua 26ª edizione, che analizza lo stato di salute di 7.188 edifici scolastici comunali tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti. Lo studio propone anche una prima valutazione dello stato di avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR per l’edilizia scolastica, con particolare attenzione a nuove scuole, sicurezza, mense, palestre e asili nido.
Il dato più significativo riguarda gli interventi ancora necessari: nel 2025 quasi un edificio scolastico su tre in Italia (31,7%) necessita di lavori urgenti, una percentuale che cresce sensibilmente nel Sud, dove arriva al 45,2%, e nelle Isole fino al 54,2%.
Edilizia scolastica, il Sud resta indietro: investimenti e sicurezza le principali criticità
Negli ultimi anni qualcosa è cambiato, ma il miglioramento procede lentamente. Secondo il rapporto di Legambiente, crescono le certificazioni di sicurezza: gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5% nel 2025. Aumentano anche gli interventi di efficientamento energetico, che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici, contro il 15,9% della precedente rilevazione.
Resta però il nodo della prevenzione strutturale. Il 57,2% delle scuole non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole costruite negli ultimi cinque anni rappresentano appena l’1,3% del patrimonio monitorato.
Anche sul fronte degli investimenti emergono differenze territoriali profonde. Nel 2025, per la manutenzione straordinaria e ordinaria, la media nazionale è stata di 48.054 euro per edificio, ma il divario tra aree del Paese è netto: il Nord e il Centro superano rispettivamente i 64 mila e i 68 mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247 euro.
Una fotografia che conferma come il problema dell’edilizia scolastica italiana non sia soltanto legato alla disponibilità delle risorse, ma anche alla capacità di programmazione e alla continuità degli investimenti.
PNRR scuola, bene sicurezza e sport ma rallentano nuove scuole e asili nido
Il PNRR rappresentava una grande occasione per cambiare il volto delle scuole italiane. Il Piano ha stanziato 11,65 miliardi di euro per l’edilizia scolastica, destinati a oltre 9.500 interventi, ma dopo cinque anni i risultati restano parziali.
Secondo il rapporto di Legambiente, i risultati migliori arrivano dagli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione, con 3.078 progetti finanziati per 4,86 miliardi di euro, dei quali il 42,9% risulta già concluso. Buoni anche i progressi sulle infrastrutture sportive scolastiche, con 408 interventi e 310 milioni di euro, dove il 36,3% dei progetti è stato completato.
Più complessa invece la situazione per le nuove scuole e gli asili nido. Dei 206 progetti per nuove scuole, finanziati con 1,15 miliardi di euro, soltanto l’1,9% degli interventi è concluso (4 scuole su 206), mentre il 58,7% dei cantieri è ancora in fase di esecuzione.
Per gli asili nido, su 3.841 progetti avviati con 4,37 miliardi di euro stanziati, quasi un progetto su due, il 45,5%, risulta ancora nella fase realizzativa.
Mobilità scolastica e servizi: pochi passi avanti per scuolabus e strade sicure
Il report evidenzia criticità anche nei servizi collegati alla vita quotidiana degli studenti. Le zone 30, pensate per migliorare la sicurezza davanti agli istituti, sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche, cioè quelle dove il traffico viene limitato negli orari di entrata e uscita degli alunni, riguardano appena il 7,8% delle scuole.
Ancora più limitata la diffusione dello scuolabus, servizio considerato strategico per garantire il diritto allo studio e sostenere le famiglie: nel 2025 è presente in meno di una scuola su quattro. Anche i servizi di pedibus e bicibus restano marginali, coinvolgendo meno del 7% degli edifici scolastici.
Legambiente: “servono risorse stabili, la scuola non può vivere di emergenze”
Il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani sottolinea come il PNRR abbia rappresentato un passaggio storico, ma ancora insufficiente per colmare i ritardi accumulati.
“Il PNRR – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull’edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all’Europa e al Next Generation EU, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali, ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e degli enti locali”.
Anche Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente, evidenzia il rischio di nuovi rallentamenti una volta terminata la spinta del PNRR.
“Il quadro che emerge quest’anno dal nostro report Ecosistema Scuola – commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze”.
Dopo cinque anni di PNRR aumentano sicurezza e certificazioni, ma resta il nodo del rischio sismico
Il confronto tra il 2021 e il 2025 realizzato da Legambiente mostra alcuni progressi. Il collaudo statico è passato dal 46,3% al 55,5%, il certificato di agibilità dal 51,5% al 59%, mentre la prevenzione incendi è cresciuta dal 45,7% al 53,9%. Anche la diffusione delle energie rinnovabili è aumentata, passando dal 21,7% al 25%.
Restano però lontani gli obiettivi sulla sicurezza sismica: gli interventi di adeguamento sono cresciuti soltanto dal 3% al 4,1%, mentre la necessità di lavori urgenti è aumentata dal 29,2% al 32,1%.
Le cinque proposte di Legambiente al Governo
Per invertire la rotta, Legambiente propone cinque interventi prioritari: rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico aggiornato e trasparente, rafforzare l’Osservatorio per l’edilizia scolastica, accelerare la costruzione di scuole sicure e resilienti ai cambiamenti climatici, potenziare i Patti educativi di comunità e promuovere scuole aperte e innovative come presìdi sociali e culturali dei territori.
La sfida dei prossimi anni sarà quindi completare gli interventi già programmati e ridurre il divario tra territori. Perché, come evidenzia il rapporto, la qualità della scuola italiana continua ancora oggi a riflettere le profonde differenze tra Nord, Centro e Sud del Paese.
