Rientra a casa e si ritrova un… cinghiale: l’incredibile scoperta a Palmi e la storia a lieto fine

La vicenda si è verificata oggi: Francesco Romola, socio del Circolo Cacciatori Naturalisti Palmesi, ha evitato ogni intervento diretto e ha segnalato la presenza del selvatico. Il cinghiale è stato narcotizzato e trasferito in una struttura veterinaria regionale

Una storia a lieto fine arriva da Palmi, dove un cinghiale trovato all’interno di un giardino privato è stato recuperato e messo in sicurezza grazie alla collaborazione tra cittadini, istituzioni e personale sanitario. L’episodio, avvenuto oggi, 5 settembre 2026, è stato raccontato dal Circolo Cacciatori Naturalisti Palmesi come un esempio concreto di attenzione verso la fauna e di rispetto per il territorio.  Al rientro nella propria abitazione, il socio Francesco Romola si è trovato davanti a una presenza decisamente insolita: un cinghiale aveva scelto il suo giardino come luogo di riparo e stava riposando. Di fronte alla situazione, Romola non ha tentato di avvicinare l’animale né di allontanarlo autonomamente, ma ha immediatamente contattato la Polizia Provinciale di Reggio Calabria, permettendo l’attivazione delle procedure necessarie per intervenire in sicurezza.

Sul posto sono intervenuti gli operatori competenti e, grazie anche al supporto del personale sanitario dell’Asp, il cinghiale è stato narcotizzato e recuperato senza conseguenze. L’animale è stato successivamente trasferito presso una struttura veterinaria regionale di Catanzaro, dove sarà sottoposto agli accertamenti e alle eventuali cure necessarie. L’obiettivo è quello di procedere al successivo rilascio in ambiente naturale, qualora le sue condizioni di salute lo consentano. Una gestione che, secondo il Circolo Cacciatori Naturalisti Palmesi, rappresenta un esempio di comportamento responsabile nei confronti della fauna selvatica e dell’ambiente.

Il Circolo: “Essere cacciatori significa conoscere il territorio e rispettare la fauna”

L’episodio è stato anche l’occasione per il Circolo di ribadire il valore dell’etica venatoria e il ruolo che, secondo l’associazione, i cacciatori possono svolgere nella tutela del territorio. “Essere cacciatori – sottolinea il Circolo – non significa essere semplicemente persone che utilizzano un’arma o effettuano un prelievo faunistico. Il vero cacciatore conosce il territorio, rispetta la selvaggina, osserva le regole e sa perfettamente distinguere il momento del prelievo venatorio da quello nel quale un animale deve invece essere protetto, soccorso o affidato alle autorità competenti”. Secondo il Circolo, un comportamento di questo tipo contribuisce anche a superare una rappresentazione considerata troppo spesso stereotipata del mondo venatorio, evidenziando invece il rapporto tra conoscenza dell’ambiente, responsabilità e tutela degli equilibri naturali.

L’associazione ha ribadito il proprio punto di vista sul rapporto tra attività venatoria e protezione della fauna, sottolineando il ruolo dei cacciatori anche come osservatori del territorio. “La fauna non è un bersaglio. La selvaggina viene rispettata prima, durante e dopo l’attività venatoria. La caccia, quando praticata correttamente, è accompagnata da regole, responsabilità, conoscenza dell’ambiente e attenzione per gli equilibri naturali. Per questo rivendichiamo il ruolo dei cacciatori anche come conoscitori e custodi del territorio”. Il Circolo Cacciatori Naturalisti Palmesi evidenzia inoltre come la presenza quotidiana di cacciatori e appassionati nelle campagne e nelle aree boschive possa rappresentare un presidio utile per segnalare tempestivamente situazioni di difficoltà della fauna, incendi, fenomeni di bracconaggio, abbandono di rifiuti o altre criticità ambientali.

Il ringraziamento a chi ha partecipato al recupero

Al termine della vicenda il Circolo ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento al socio Francesco Romola, sottolineandone il comportamento corretto e responsabile. “Per la sensibilità, il senso di responsabilità e la prontezza dimostrati”, si legge nel messaggio rivolto al socio. Un ringraziamento è stato espresso anche alla Polizia Provinciale di Reggio Calabria, alla Polizia Locale di Palmi e a tutto il personale sanitario intervenuto nelle operazioni di recupero dell’animale. “Sono episodi come questo – conclude il Circolo – a dimostrare che tutela della fauna, rispetto della natura ed etica venatoria possono e devono procedere nella stessa direzione.”

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