Reggio Calabria, nasce “Ascoltare per Tutelare”: uno sportello per minori, famiglie e persone fragili

Il progetto promosso dal Garante metropolitano dell’Infanzia e dell’Adolescenza offrirà gratuitamente ascolto, orientamento e accompagnamento attraverso un’équipe di professioniste

Dalla sensibilità istituzionale del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Cav. Dott. Lorenzo Festicini, prende vita il progetto “Ascoltare per Tutelare”, uno sportello istituzionale concepito come luogo di ascolto, accoglienza e raccolta dei bisogni delle persone che attraversano condizioni di fragilità.

Alla base dell’iniziativa vi è una visione profondamente pedagogica, fondata sulla convinzione che l’ascolto autentico rappresenti il primo e imprescindibile gesto di riconoscimento dell’altro. Ascoltare non significa soltanto recepire una domanda o individuare una necessità, ma accogliere la persona nella complessità della sua storia, comprenderne i bisogni e accompagnarla, attraverso un processo di orientamento, verso le risorse e le opportunità che il territorio è in grado di offrire.

Lo sportello si configura pertanto come uno spazio gratuito, riservato e istituzionale, rivolto a bambini, adolescenti, famiglie e persone in condizioni di fragilità. Scuola e istruzione, disabilità, famiglia e genitorialità, salute e accesso ai servizi, fragilità sociale e nuove vulnerabilità, tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza costituiscono gli ambiti entro i quali il progetto intende offrire ascolto, orientamento e accompagnamento.

Particolare rilievo assume la presenza di un’équipe professionale, nella quale competenze pedagogiche ed educative si incontrano e si integrano. La pedagogista e responsabile del progetto, Dott.ssa Beatrice Mafrici, e l’educatrice professionale, Dott.ssa Maria Celeste D’Agui, operano nella prospettiva di un ascolto capace di cogliere la complessità delle esperienze individuali e di restituire centralità alla persona, favorendo percorsi di consapevolezza e di connessione con la rete dei servizi territoriali.

L’intento è quello di sottrarre il bisogno alla dimensione della solitudine e dell’invisibilità, affinché possa divenire occasione di incontro, di riconoscimento e di possibile cambiamento. Perché ascoltare è già una forma di tutela, ma è anche un atto eminentemente educativo: significa riconoscere la dignità dell’altro, custodirne le potenzialità e contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole, solidale e inclusiva. Per dare voce ai bisogni. Per tutelare i diritti. Per costruire insieme il futuro.