Domani, 20 settembre 2026, presso l’Altare Maggiore del Duomo di Reggio Calabria, si terrà il reading poetico “Quando la poesia diventa preghiera – Odi alla Madonna della Consolazione”, promosso in collaborazione con la Basilica Cattedrale di Reggio Calabria Maria SS. Assunta, i Frati Minori Cappuccini di Calabria, l’Associazione Portatori della Vara Madonna della Consolazione ODV e il Movimento culturale “Cento e più poeti per la Pace”.
Sarà un incontro nel quale la poesia si farà voce, memoria, preghiera e testimonianza, nel cuore di una città che da secoli riconosce nell’immagine della Madonna della Consolazione una parte profonda della propria identità. Numerosi poeti, provenienti da diverse esperienze e sensibilità, declameranno versi dedicati alla Madonna della Consolazione, alla maternità, alla speranza, alla pace e a quel bisogno di umanità che, oggi più che mai, attraversa il nostro tempo.
Ad accompagnare il reading ci saranno gli intermezzi musicali del Coro Cenacolo Maria Consolatrice – Eremo – Reggio Calabria, diretto da Daniela Labate, in un intreccio di parole e musica che vuole trasformare la poesia in un momento di raccoglimento e condivisione.
Porteranno i loro saluti Don Demetrio Sarica, Prevosto della Cattedrale, Padre Pietro Ammendola, Guardiano del Convento dei Frati Cappuccini, e Gaetano Surace, Presidente dell’Associazione Portatori della Vara. A condurre l’incontro sarà lo scrittore Giovanni Suraci, coordinatore del Movimento culturale “Cento e più poeti per la Pace”.
Una Madre che appartiene alla storia di una comunità
Il quadro della Madonna della Consolazione non è soltanto un’immagine religiosa. Per Reggio Calabria rappresenta una pagina viva della propria storia, della propria cultura e della propria memoria collettiva. Attorno a quell’immagine, ogni anno, si ritrovano persone diverse per sensibilità, convinzioni e percorsi di vita. Credenti e non credenti possono riconoscersi, ciascuno secondo la propria coscienza, in una tradizione che appartiene ormai al patrimonio identitario della città.
Al di là delle diverse interpretazioni e delle manifestazioni che accompagnano le festività, il significato della processione e il valore simbolico della Madre di tutti rimangono profondamente radicati nella comunità reggina. La Madonna, infatti, può essere guardata anche oltre il confine della fede personale: come figura universale di madre, accoglienza, consolazione e cura. E richiama inevitabilmente alla figura di quel Figlio che, duemila anni fa, attraversò la storia lasciando un messaggio che conserva intatta la sua forza: “ama il prossimo tuo come te stesso.” È un messaggio semplice e, proprio per questo, rivoluzionario.
In un tempo segnato da conflitti, contrapposizioni, solitudini, paure e da quello che potremmo definire un vero delirio collettivo, tornare alle parole dell’amore, della fraternità e della solidarietà non significa fuggire dalla realtà. Significa, al contrario, provare a ricostruirla partendo dall’essenziale: la persona, la sua dignità, il rispetto dell’altro, la pace. Ed è proprio qui che la poesia incontra la preghiera. La poesia non pretende di dare risposte a tutto. Ma sa porre domande. Sa fermarsi davanti al dolore. Sa dare un nome alla speranza. Sa trasformare un sentimento individuale in una parola capace di raggiungere gli altri.
Per questo “Quando la poesia diventa preghiera” vuole essere molto più di un semplice reading. Vuole essere un momento nel quale la cultura incontra la fede, la tradizione incontra la contemporaneità e la parola poetica diventa strumento di pace. I versi dedicati alla Madonna della Consolazione saranno dunque anche versi dedicati alla città, alle sue famiglie, ai suoi giovani, a chi soffre, a chi cerca una strada, a chi crede e a chi non crede, a chi vive la fede come certezza e a chi la guarda semplicemente come patrimonio culturale e umano.
Perché una Madre, quando è davvero Madre, non divide: accoglie. E in una città affacciata sul mare, dove ogni anno la Madonna attraversa le strade accompagnata dalla sua gente, la poesia vuole aggiungere una voce a quelle tante voci: una voce che invoca pace, che ricorda l’amore e che invita a non smarrire la parte più autentica della nostra umanità.
Quando la poesia diventa preghiera, la parola non si eleva soltanto verso il cielo: torna sulla terra e prova a diventare gesto, incontro, fratellanza. È questo il senso più profondo dell’iniziativa. E forse è anche il modo più autentico per rendere omaggio alla Madonna della Consolazione, Madre che da secoli veglia sulla città e che, nella sua immagine, continua a parlare a tutti: con la lingua
universale della speranza e dell’amore.

