Una battaglia portata avanti fin dal primo giorno al Parlamento europeo arriva a un primo risultato. A comunicarlo è Giusi Princi, europarlamentare di Reggio Calabria di Forza Italia, che in un video pubblicato sui propri canali social ha annunciato la presentazione di uno studio europeo dedicato alla crisi della professione docente e alla crescente difficoltà nel garantire il ricambio degli insegnanti. Al centro dell’iniziativa c’è il tema della carenza dei docenti e della necessità di rendere nuovamente attrattiva una professione considerata strategica per il futuro dei sistemi educativi europei.“Sono felice di annunciarvi che la battaglia su cui mi sono battuto dal primo giorno qui al Parlamento, ossia la valorizzazione della professione docente, ha avuto il primo importante esito”, ha dichiarato Giusi Princi. Secondo quanto riferito dall’europarlamentare, lo studio rappresenta una prima base di lavoro per costruire una risposta comune a livello europeo.
Lo studio europeo sulla crisi degli insegnanti promosso dal PPE
Il percorso è nato su impulso dell’europarlamentare calabrese all’interno del Partito Popolare Europeo. “Il PPE, su mio input, ha promosso uno studio di caso sulla poca attrattività della professione e sulla carenza dei docenti, sposato poi da tutti i gruppi politici e dalla commissione FUT”, ha spiegato Princi. L’analisi ha coinvolto quattro Paesi europei, tra cui l’Italia, con l’obiettivo di individuare le principali criticità che rendono più difficile il reclutamento e la permanenza degli insegnanti nel sistema scolastico. Il lavoro presentato in commissione ha evidenziato una serie di problematiche comuni legate alla condizione della professione docente, mettendo in luce la necessità di interventi coordinati tra gli Stati membri.
Stipendi, età media e carichi amministrativi: le criticità evidenziate
Tra gli elementi emersi dallo studio ci sono alcune delle questioni che, secondo Giusi Princi, erano già state poste al centro del confronto europeo. “Stipendi poco competitivi, età anagrafica avanzata, sovraccarico amministrativo, stress lavorativo con condizioni di lavoro rese più difficili anche da episodi di intimidazione e aggressività”, ha sottolineato l’europarlamentare. Il documento individua quindi diversi fattori che incidono sull’attrattività della professione: dalla competitività economica del lavoro docente fino alle condizioni quotidiane affrontate dagli insegnanti nelle scuole.


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