Quattro laboratori tra mito, narrazione e teatro per coinvolgere pubblici diversi e trasformare il territorio in una storia da raccontare. Non solo spettacoli. Balenando in Burrasca Festival dedica una parte significativa del proprio progetto alla formazione, con un percorso articolato di laboratori teatrali e narrativi rivolti a pubblici diversi per età e caratteristiche. Una scelta precisa: fare del teatro non soltanto qualcosa da guardare, ma anche uno strumento per conoscere, immaginare, raccontare e abitare il proprio territorio.
Nel programma 2026 sono quattro i percorsi formativi che accompagnano la programmazione del Festival, accomunati dall’attenzione alla narrazione, al teatro e al patrimonio mitologico dello Stretto, affrontati attraverso modalità differenti e accessibili.
Dopo il primo appuntamento, già realizzato il 10 agosto sul Lungomare di Pellaro “Scilla Cariddi e altre storie pop” rivolto a un pubblico dai 16 anni in su e il secondo appuntamento dell’11 agosto, “Caccia al Tesoro letteraria sui luoghi dello Stretto” dedicato a bambine e bambini, il percorso prosegue a settembre.
Si torna con “Piccoli Sogni”, laboratorio di teatro di strada in programma il 17, 18 e 21 settembre, realizzato con la collaborazione di Antigone-Osservatorio sulla ‘ndrangheta che mette a disposizione location e supporto logistico, e con il prezioso contributo della Fondazione Fameli Tresca. Il laboratorio porterà i partecipanti a confrontarsi con il teatro di strada, con la sua dimensione fisica, creativa e comunitaria, sperimentando come una storia possa uscire dai luoghi convenzionali dello spettacolo e incontrare direttamente la comunità. Una Fondazione con sede a Roma nata per volere dei coniugi Silviana Fameli e Giuseppe Tresca, medici che, appena laureati, decisero di iniziare la loro carriera in Africa e aiutare le persone più bisognose.
A chiudere il percorso formativo sarà, il 21 settembre, “Teatro Escape-Miti in fuga”, laboratorio teatrale realizzato con le allieve e gli allievi dell’Istituto Comprensivo Catanoso – De Gasperi – Cardeto – San Sperato. Un’esperienza nella quale il linguaggio dell’escape room incontra quello teatrale e il mito diventa materia di gioco, esplorazione e costruzione collettiva. Gli studenti e le studentesse saranno chiamati a risolvere enigmi attraversare suoni. Mettendo in campo strumenti teatrali, trasformando la conoscenza in esperienza.
I quattro laboratori raccontano una delle caratteristiche fondamentali di Balenando in Burrasca: la volontà di costruire un Festival che non si esaurisca nella programmazione degli spettacoli, ma che produca occasioni di partecipazione e di formazione.
Un teatro che si guarda, dunque; ma soprattutto un teatro che si fa. “L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura”. Il progetto coinvolge una rete di enti e istituzioni locali e nazionali: Fondazione Fameli Tresca, associazione Itaca, Istituto Comprensivo Statale “Catanoso – De Gasperi – San Sperato – Cardeto”, Pro Loco Reggio Sud, Lega Navale Italiana – sezione Reggio Sud, Calabria Dietro le Quinte, associazione Patta Cat House, Antigone – Osservatorio sulla ‘ndrangheta, associazione Scampoli, associazione Ecopoiesis.
