Putin vince le elezioni della Duma: “Russia Unita” ha nettamente la maggioranza. Al voto anche le regioni ucraine annesse

Il partito del presidente russo conferma il primo posto nel rinnovo della Camera bassa del Parlamento. Affluenza al 56%, voto esteso per tre giorni anche online. Mosca denuncia oltre mille attacchi informatici alle infrastrutture elettorali

Il partito “Russia Unita”, la formazione politica che sostiene il presidente Vladimir Putin, ha vinto le elezioni per il rinnovo della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Secondo i primi exit poll diffusi dalla televisione di Stato, il partito avrebbe ottenuto il 49,4% dei voti. Un risultato che si avvicina a quello ottenuto nella precedente consultazione del 2021, quando Russia Unita aveva raggiunto il 49,8% dei consensi. Al secondo posto si sarebbe classificato il Partito comunista della Federazione Russa, con il 14,2% dei voti secondo gli exit poll. Le elezioni si sono svolte in un contesto particolarmente delicato per la Russia, rappresentando il primo rinnovo della Duma dall’inizio del conflitto in Ucraina.

Risultati ufficiali, il partito di Putin in testa con il 57,3% dei voti

Il partito del Cremlino, Russia Unita (Ru), ha vinto le elezioni legislative svoltesi nel Paese negli ultimi tre giorni, ottenendo il 57,31% dei voti secondo i primi risultati ufficiali diffusi. Il partito di Putin ha raggiunto questo risultato nel voto proporzionale di lista, che assegna metà (250) dei seggi della Duma, la camera bassa del parlamento (composta da 450 seggi in totale). Secondo la Commissione elettorale centrale (Cec), che ha scrutinato il 17,05% delle schede, il Partito Comunista della Federazione Russa si è piazzato al secondo posto con il 13,89% dei voti. Poi gli ultranazionalisti del Partito Liberal-Democratico di Russia con il 9,29% e i liberali di “Nuova Gente” con il 7,97%. Infine, “Russia Giusta” avrebbe un posto in parlamento come quinto partito, con il 5,09%.

Russia Unita conferma il primato nella Duma

La vittoria del partito vicino a Vladimir Putin era considerata dagli analisti ampiamente prevista, ma il voto rappresentava comunque un passaggio politico significativo per il Cremlino. Le elezioni legislative hanno riguardato il rinnovo della Duma di Stato, l’organo parlamentare che svolge il ruolo di Camera bassa del sistema istituzionale russo. Secondo i dati preliminari, Russia Unita avrebbe mantenuto una percentuale di consenso molto simile a quella della precedente tornata elettorale, confermando il proprio ruolo dominante nella politica nazionale. La consultazione si è svolta nell’arco di tre giorni, con gli elettori chiamati a votare sia attraverso i tradizionali seggi elettorali sia tramite il voto elettronico, utilizzato in diverse aree del Paese.

Per la prima volta il voto nelle regioni ucraine annesse da Mosca

Uno degli elementi più controversi delle elezioni riguarda il fatto che, per la prima volta, le consultazioni parlamentari russe si sono svolte anche nelle quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Si tratta di territori parzialmente occupati dalle forze russe e che Mosca ha dichiarato annessi alla Federazione Russa dopo i referendum organizzati nel 2022, non riconosciuti dall’Ucraina e da molti Paesi della comunità internazionale. La partecipazione elettorale in queste aree rappresenta quindi uno degli aspetti centrali del voto, inserendosi nel più ampio confronto politico e diplomatico legato alla guerra in corso.

Affluenza al 56%, superiore alla precedente consultazione

Secondo la Commissione elettorale centrale russa, l’affluenza complessiva nei tre giorni di voto è stata del 56%. Il dato risulta superiore rispetto alla precedente elezione legislativa del 2021, quando la partecipazione si era fermata al 51,7%. La presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, ha inoltre comunicato che le infrastrutture coinvolte nel processo elettorale sarebbero state oggetto di numerosi attacchi informatici. “Sono stati registrati più di mille attacchi Ddos contro le infrastrutture russe coinvolte nel processo elettorale”. Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) consistono nel sovraccaricare un sistema informatico attraverso un numero molto elevato di richieste simultanee, con l’obiettivo di renderlo temporaneamente difficile da utilizzare.

Mosca denuncia tentativi di interferenza: “segni di un’ingerenza ucraina”

Secondo la Commissione elettorale centrale russa, gli attacchi informatici avrebbero avuto come obiettivo quello di disturbare il regolare svolgimento delle elezioni. Le autorità russe hanno inoltre collegato gli attacchi alle infrastrutture elettorali e alle telecomunicazioni a presunti tentativi di interferenza provenienti dall’esterno. Sempre secondo la Commissione, tali azioni presenterebbero: “tutti i segni di un’ingerenza ucraina”. Le accuse sono state formulate dalle autorità russe nel quadro delle tensioni legate al conflitto, mentre non vengono riportate nel comunicato eventuali repliche da parte ucraina.